Horizon Zero Dawn

videogioco del 2017

Horizon Zero Dawn

Immagine Logo Horizon Zero Dawn.svg.
Sviluppo Guerrilla Games
Pubblicazione Sony Interactive Entertainment
Anno 2017
Genere action RPG
Tema post-apocalittico
Piattaforma PlayStation 4

Horizon Zero Dawn, videogioco del 2017.

IncipitModifica

Che cosa c'è? Non ti piace il freddo? Oggi dobbiamo uscire. Abbiamo un rituale da compiere, tu e io. Ecco... metti questa. [le mette una collana al collo] Apparteneva a mia figlia. Bene. Oggi pronuncerò il tuo nome, piccola. Ma... la Dea lo ripeterà?
Di solito, è la madre a fare l'annuncio... se solo l'avessi. Parteciperebbe tutto il villaggio e ci sarebbero anche le Matriarche. Ma... noi siamo emarginati. Seguiamo i rituali della tribù. Altrimenti diverremmo come gli infedeli Predecessori, che voltarono le spalle alla Dea. E per questo furono condannati. A noi è rimasto lo splendore del creato. Bestie di aria, acqua, terra... e acciaio. Un conto è cacciare una bestia, ma con le Macchine è un'altra cosa. Devi essere umile e rispettare il loro potere. Te lo insegnerò... un giorno. (Rost) [ad Aloy]

FrasiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Tanti auguri, Isaac! Il papà vuole molto bene al suo ometto. Senti, papà non può essere con te e la mamma, ma... Possiamo ancora festeggiare, eh? Certo che sì! (Padre)
  • O Madre, dopo il mio esilio, non ho forse la stessa costanza di un fiume? Non sono rimasta salda come la roccia? Mostrami la tua grazia, Madre, e occupati di me ancora una volta. (Grata) [preghiera]
  • O Madre, ascoltami mentre conto i miei anni di devozione con questi grani. Lascia che ti sussurri, come il tuo soave sussurro giunge nel fruscio dell'erba. O Madre, vedi come i grani si sono logorati nelle mie conte? Quando erano nuovi, pregavo per gli anziani. Ma ora che sono vecchi come me, prego per i giovani. (Grata)
  • La sopravvivenza è perfezione. (Aloy)
  • Ascoltaci, o Madre. Cos'è un figlio? È la speranza della Madre che prende il volo. Una fiamma luminosa che ascende nell'aria e fluttua libera nel vento. Che naviga nel cielo, si attenua e scompare. È così che la catena di amore si tramanda di persona in persona. (Cerimonia della Benedizione)
  • Che l'alba possa trovarti, il giorno riscaldarti e il tramonto illuminare il tuo cammino. (Irid) [benedizione rivolta ad Aloy]
  • Che la Madre ti benedica e ti protegga. (Teersa) [ad Aloy]
  • Vivere nella gloria del passato è un modo per farsi uccidere. (Aloy) [a Marea]
  • Prima mi emarginate e ora questo?!? Non dovete venerarmi! Non sono la "Prescelta"! Io non sono vostra! C'è un mondo intero oltre i vostri confini, ci sono altre tribù di gente buona quanto voi! E sono tutte in pericolo! È un mondo per cui combattere. Non solo qui. Ovunque. (Aloy) [quando i Nora si inginocchiano di fronte a lei]

DialoghiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Teersa: O Madre, ti invochiamo per dare un nome a questa bambina. Che il tuo amore possa scaldarle la vita come il sole scalda la Terra intera! Pronuncia il suo nome!
    Rost: Aloy!!!
    Teersa: Che il suo nome sia benedetto!
  • Rost: Ti sei addestrata per anni per vincere la Prova, ma solo per te stessa. Come Audace, sarà tuo compito combattere per la tua tribù…
    Aloy: La mia tribù?!? Avevi detto che non mi serviva!
    Rost: Ma non che non avresti mai dovuto servirla! La forza di stare da soli, Aloy, è la forza di prendere una posizione. Di servire uno scopo più grande di noi.
  • Aloy: Non ho mai avuto una madre.
    Sylens: Che stai dicendo? Ne hai avute due. Una donna e una macchina.
    Aloy: Non sono una persona, ma uno strumento… realizzato da una macchina. Nata dalla distruzione… e dal fuoco…
    Sylens: Per spegnere le fiamme e guarire il mondo.
  • Elisabet: Era un kit di elettronica per bambini, ma l'avevo collegato a una batteria a pannelli solari e l'erba ha preso fuoco. E, con essa, un pino che era lì… non so, da almeno cent'anni.
    GAIA: Domanda: quanti anni avevi?
    Elisabet: Sei. Mia madre era a casa, grazie a Dio, così ha dovuto chiamare i pompieri… E subito dopo mi ha portato in giardino e mi ha mostrato i passerotti morti. Perché c'erano dei nidi in cima al pino.
    GAIA: Domanda: cos'hai provato?
    Elisabet: Non lo so. Ricordo di aver urlato che non m'importava. Allora mia madre mi prese la faccia fra le mani… e parlò.
    GAIA: Domanda: che cosa ti disse?
    Elisabet: Che doveva importarmi. Disse: "Elisabet, essere intelligenti non significa nulla se non rendi il mondo migliore. Devi usare la testa per valere qualcosa, e servire la vita, non la morte".
  • GAIA: Se avessi avuto un figlio, Elisabet, come avresti voluto che fosse?
    Elisabet: Immagino… che avrei voluto che lei… fosse… curiosa. E ostinata. Inarrestabile, anche… Ma con abbastanza compassione da… guarire il mondo… Solo un po'.

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