Henry Wadsworth Longfellow

scrittore e poeta statunitense

Henry Wadsworth Longfellow (1807 – 1882), poeta statunitense.

Henry Wadsworth Longfellow

Citazioni di Henry Wadsworth LongfellowModifica

  • Chi rispetta se stesso è al sicuro da tutti: indossa una cotta di maglia che nessuno potrà mai penetrare.
He that respects himself is safe from others; he wears a coat of mail that none can pierce.[1]
  • E laggiù in lontananza boschi e dighe. Fra l’ombre ed il baglior di fiamma viva. Più lontan dello Stelvio sulla via sfoggia Varenna la lattea cascata [Il Fiumelatte tra Varenna e Lierna sul Lago di Como]. Io mi chiedo: è un bel sogno, una chimera Vaghissima, a sfumare destinata.    traduzione incompleta
And dimly seen, a tangled mass. Of Walls and woods of light and shade. Stands beckoning up the Stelvio pass Varenna, with its white cascade. I ask myself is this a dream? Will it all vanish into air? Is there a land of such supreme. And perfect beauty anywhere! Sweet vision! Do not fade away; Linger until my heart shall take- Into itself the Summer day And all the beauty of the lake.[2]
  • Il dolore e il silenzio sono forti e la paziente sopportazione è divina.
Sorrow and silence are strong, and patient endurance is godlike.[3]
  • Il mondo, guardalo in faccia,
    Perché lui non possiede alcun uomo.
And looks the whole world in the face, For he owes not any man.[4]
  • L'arte è lunga, e il tempo vola.
Art is long, and Time is fleeting.[5]
  • La musica è il linguaggio universale dell'umanità.
Music is the universal language of mankind.[6]
  • Navi che passano nella notte e passando si parlano; | Si dà soltanto un segnale, e una voce distante nell'oscurità; | Così nell'oceano della vita noi passiamo e ci parliam l'un l'altro, | Solo uno sguardo e una voce; poi di nuovo l'oscurità, e il silenzio.
Ships that pass in the night, and speak each other in passing, Only a signal shown and a distant voice in the darkness; So on the ocean of life we pass and speak one another, Only a look and a voice, then darkness again and a silence.[7]
  • Niente al mondo è più dolce dell'amore, | e poi è l'odio la più dolce cosa.[8]
  • Per la maggior parte degli uomini solo la cessazione del miracolo sarebbe miracolosa, e il perpetuo esercizio del potere divino sembra meno meraviglioso di quanto non sarebbe la sua assenza.[9]
  • Polvere sei, in polvere tornerai, non fu detto dell'anima.
Dust thou art, to dust returnest, | Was not spoken of the soul.[5]
  • Se la primavera venisse una volta ogni 100 anni invece di una volta all'anno, o sopraggiungesse con il boato di un terremoto, con quanta meraviglia gli uomini assisterebbero a un tale mutamento! Il silenzioso susseguirsi delle stagioni, invece, fa ormai pensare soltanto a una necessità.[9]

Incipit di alcune opereModifica

AmalfiModifica

Dolce il ricordo nel mio cor discende
Del bel paese ch'oltra il mar si stende;
Dove si scontran le montagne e l'onde,
Dove in mezzo al calor che si diffonde,
Siede tra' gelsi Amalfi, e i bianchi piedi
Nella calma del mar bagnar la vedi.

ExcelsiorModifica

Cadean veloci l'ombre di sera,
E per nevoso borgo montano
Passava un forte ch'una bandiera
Alto portava col motto strano:
                    Excelsior![10]

NoteModifica

  1. Da Michael Angelo (pubblicato postumo), incluso in The poetical works, Houghton Mifflin, 1887, p. 316.
  2. Henry Wadsworth Longfellow, To Italy. Odes et episodes 1927. Stab. di arti Grafiche Lazzeri. Siena, 1872
  3. Da Evangeline: A Tale of Acadie, 1847, II, 1.
  4. Da The Village Blacksmith, 1842.
  5. a b Da A Psalm of Life, 1839.
  6. Da Outre-Mer.
  7. Da Tales of a Wayside Inn, 1863-1874, parte III, "The Theologian's Tale: Elizabeth", sez. IV.
  8. Da The Spanish Student, II, 5. Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
  9. a b Citato in Selezione dal Reader's Digest, giugno 1974.
  10. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, U. Hoepli, Milano, 1921, p. 394.

BibliografiaModifica

  • E.G.Longfellow, Amalfi, traduzione di Giulio Minervini, Napoli, R. Stabilimento del Comm. G. De Angelis e figli, 1883.

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