Heydər Əliyev

politico azero

Heydər Əliyev (1923 – 2003), politico e statista azero.

Heydər Əliyev

Citazioni di Heydər ƏliyevModifica

  • In Urss non è elegante parlare di soldi.[1]
  • Le donne, da noi, hanno gli stessi diritti degli uomini. Una donna nel Politbjuro? Buona idea. Speriamo.[1]
  • Io vivo normalmente, il mio salario è come quello del direttore di una grande impresa, mi è sufficiente, niente di più.[2]
  • Non si lava il sangue con il sangue.[3]
  • Non possiamo dimenticare che il nostro è un paese in guerra e una parte delle nostre terre è in mano all'invasore.[3]
  • Non ho bisogno di una equipe di propagandisti e non voglio fare promesse elettorali. Il popolo voterà per me. Se non mi vorranno, non mi voteranno.[4]
  • Il genocidio di Khodjali mirato al popolo ‎azerbaigiano e commesso con la brutalità disumana è divenuto un atto di barbarie ‎nella storia umana. Nello stesso tempo questo genocidio è un delitto contro tutta ‎l'umanità.‎[5]
  • Nel mondo c'è la fine a tutto: sia il dolore che la sofferenza. Ci sarà la fine alla ‎guerra.[5]
  • L'Italia è uno dei più grandi Stati del mondo ed ha una grande importanza nella vita della comunità mondiale, in particolare, nella vita economica e politica dell'Europa. Perciò noi vogliamo mantenere i rapporti attivi con l'Italia nei campi politici, economici, culturali ed umanitari.[6]
  • L'Azerbaigian fa parte dell'Europa e vuole diventare un membro autorizzato dell'Unione Europea e del Consiglio europeo.[6]

Da Gorbaciov? Ingrato e traditore

La Stampa, 18 febbraio 1990

  • Sotto il breznismo Gorbaciov fece tutto ciò che gli venne ordinato... Tra lui e Breznev non ci fu mai nessun contrasto... Come noi, Gorbaciov esaltò Breznev... Entrò nel politburo prima di me, come è possibile che abbia cambiato idee e noi no?
  • Gorbaciov vuole rinnovare il socialismo contro il capitalismo. Ma che cosa significa? Forse una socialdemocrazia? Il suo non è vero socialismo. Ci stiamo muovendo nella nebbia... Voi americani credete a Gorbaciov, volete che segua il vostro modello. Bush la appoggia. Ma chi è Bush, Gesù Cristo? E perché dovremmo giudicare le cose sul suo metro?
  • Io ho lottato contro la repressione nell'Azerbaigian col coraggio di un Sacharov, ma Gorbaciov non tollera nessuna opposizione.
  • Gorbaciov da la colpa di tutto allo stalinismo e alla corruzione di Breznev. Sono nauseato... Perché non parla dei propri errori?

Da Il discorso del Presidente della Repubblica...

Aliyevheritage.org, 10 ottobre 1993

  • Sono stato costretto ad assumere la responsabilità dalle sofferenze del popolo.
  • L'Azerbaigian ha una storia antica, una cultura ricca e possiede grandi risorse naturali.
  • La Repubblica dell'Azerbaigian ha ottenuto l'indipendenza in condizioni estremamente complesse. La più grave per noi è la guerra che continua in Azerbaigian da 5 anni, l'invasione delle forze armate armene sulla la nostra terra, le sofferenze del popolo azerbaigiano in seguito di questa aggressione.
  • La Repubblica dell'Azerbaigian, come stato indipendente, deve avere un esercito capace. Putroppo, dopo l'ottenimento dell'indipendenza dell'Azerbaigian è stato fatto poco in questo campo. Nel caso di bisogno, se le misure prese per la risoluzione pacifica saranno vane, la creazione di un esercito forte per difendere l'integrità territoriale è uno dei nostri compiti.
  • Questa guerra ha dimostrato ancora una volta la forza, potenza, eroismo, saggezza del popolo azerbaigiano a tutto il mondo. Il nostro popolo ha subito grande perdite. Difendendo la nostra terra, i figli eroi sono diventati i martiri di questo popolo.
  • Il sangue dei nostri martiri non rimarrà senza vendetta. La loro memoria vivrà sempre nei nostri cuori, i nostri giovani e le generazioni future prenderanno esempio del loro eroismo, il popolo azerbaigiano riunirà tutte le sue forze, avrà un esercito forte e proteggerà il suo stato, la sua terra.
  • In Azerbaigian si stabilisce il sistema multipartito, ci sono molti partiti. Lo stato azerbaigiano farà ogni sforzo per la loro creazione e senza dubbio favorirà lo sviluppo dell'Azerbaigian come stato indipendente.
  • Uno dei compiti della società civile e democratica è la protezione dei diritti dell'uomo. Vorrei assicurarvi che io terrò questo tema al centro dell'attenzione, farò tutto per proteggere i diritti dell'uomo. Nella nostra società saranno stabilite tutte le condizioni per la libertà piena dell'uomo.
  • Grazie all'Islam le nostre tradizioni nazionali, la cultura sono diventate eredità nazionale. Sono state e saranno tutte condizioni per la libertà della religione e crediamo che la religione potrà giocare un grande ruolo nel raggiungere la solidarietà e l'unità civile in questo periodo.
  • Come stato indipendente, l'Azerbaigian proseguirà sulla via della democrazia, dovrà sostenere le norme internazionali democratiche. In Azerbaigian non ci sara più un'ideologia comunista. Io credo che la maggioranza sia del stesso parere. La Repubblica dell'Azerbaigian non sarà mai dipendente da un altro stato.

Da Intervista alla CNN

Aliyevheritage.org, 29 settembre 1994

  • Io non potrò mai essere d'accordo con la trasmissione del Nagorno Karabakh all'Armenia.
  • Nessuno Stato ha diritto di violare le frontiere di un altro Stato. Io voglio soltanto che l'Armenia rispetti queste norme giuridiche internazionali.
  • Il nostro conflitto per noi è una disgrazia così grande e ci occupa cosi tanto che io a dir la verità, non ho tempo per determinare l'anatomia di quei conflitti, e a volte non ne vedo neanche la necessità.

Da L'Azerbaigian raggiunge nuovi successi...

Aliyevheritage.org, 8 ottobre 1998

  • Io sono fiero di esser stato rieletto a Presidente della Repubblica, considero questa fiducia come un'alta valutazione della mia attività.
  • La pace nel Caucaso, l'eliminazione dei conflitti esistenti sono la volontà principale dei popoli del Caucaso.
  • La difesa dei diritti dell'uomo è sempre stato al centro dell'attenzione in Azerbaigian. Tutti i cittadini dell'Azerbaigian hanno diritti uguali e possono goderli come desiderano. La società pluralista si è stabilita in Azerbaigian. È pienamente salvaguardata la libertà di stampa. In Azerbaigian operano liberamente i partiti politici, le organizzazioni non governative, la stampa. La libertà e i diritti dei cittadini sono garantiti dallo stato.
  • Stabilendo e sviluppando la democrazia noi teniamo conto della presenza dell'opposizione. Altrimenti la democrazia è impossibile.
  • Siamo parte dell'Europa. Essendo al confine tra l'Europa e l'Asia, il nostro paese racchiude l'Est e l'Ovest, l'Europa e l'Asia nella storia del popolo, la sua cultura nazionale, le radici storiche e la mentalità.
  • È noto che in seguito all'aggressione dell'Armenia contro l'Azerbaigian, il 20% del territorio è stato occupato dalle forze armate armene. Più di un milione di connazionali sono stati esiliati e vivono in condizioni gravi. Sono stati distrutti i monumenti storici, i luoghi sacri, le moschee, l'economia del paese, la ricchezza. L'Azerbaigian ha subito perdite, dieci mila persone sono diventate invalide. Tutto questo è il risultato dell'aggressione dall'Armenia contro l'Azerbiagian.
  • Non possiamo cedere parte delle nostre terre a qualsiasi paese. L'integrità territoriale dei confini dell'Azerbaigian è sacra per noi.
  • Il secolo XX ha un posto speciale nella storia del popolo azerbaigiano. Nel secolo XX, l'Azerbaigian ha affrontato grandi difficoltà. Nel 1918 aveva ottenuto l'indipendenza e poi l'aveva perso. Per 70 anni è stato sottomesso al regime comunista, totalitario. Dopo l'ottenimento dell'indipendenza nazionale, la vita dell'Azerbaigian ha affrontato grandi sfide. L'aggressione iniziata dall'Armenia 10 anni fa l'ha bloccato , creando difficoltà per lo sviluppo. Nonostante ciò, noi vediamo il futuro con ottimismo. Vedo benissimo il futuro del nostro paese. Il lavoro condotto oggi e le misure prese garantiranno il suo sviluppo.

Da Appello in occasione della Giornata del genocidio degli ‎Azerbaigian

Aliyevheritage.org, 30 marzo 1999

  • Nei secoli XIX-XX il nostro popolo ha visto numerose ‎tragedie terribili. Per mezzo degli Armeni, gli esecutori brutali e astuti della politica ‎zarista, gli Azerbaigiani furono ripetutamente massacrati ed il nostro popolo fu ‎l'oggetto delle sofferenze numerose.
  • La politica del genocidio condotta dai nazionalisti armeni per mezzo della Russia zarista all'inizio del secolo, negli anni 40-50 per mezzo del regime sovietico si ‎intensificò a partire dalla metà degli anni 80 col pretesto della perestroika e ha ‎suscitato le nuove tragedie e le sofferenze al popolo azerbaigiano.
  • Solo nel secolo XX ‎più di due milioni degli Azerbaigiani hanno subito la politica abominevole del genocidio ‎realizzata dai nostri nemici. Però, nonostante queste tragedie, difficoltà, ingiustezza, il nostro popolo ha ‎continuato di vivere, ha sempre cercato l'indipendenza e ha dimostrato la forza di volontà.‎

Da Discorso al vertice di Istanbul dell'OSCE

Aliyevheritage.org, 18 novembre 1999

  • Alla fine del XX secolo che ha visto due guerre mondiali e la "Guerra fredda", l'Europa si è incamminata sulla via della pace e della stabilità.
  • La regione del Nagorno-Karabakh dell'Azerbaigian può e deve diventare un luogo sicuro e pacifico per la coabitazione dei due popoli; questo favorirà la pace e i rapporti normali tra Azerbaigian e Armenia. Per tutto questo bisogna liberare il territorio occupato dell'Azerbaigian, bisogna precisare un statuto del Nagorno-Karabakh nell'ambito dell'Azerbaigian.
  • La regione del Caucaso del Sud è parte integrante dell'Europa. Io invito i capi di stati e di governo degli Usa, dell'Unione Europea, della Russia, della Turchia, della Georgia, dell'Armenia ad agire fermamente per risolvere i problemi della nostra regione. Vorrei offrire un patto di sicurezza e collaborazione nel Caucaso del Sud. Questo patto deve rafforzare le basi principali dei rapporti interstatali e della risoluzione del conflitto. Questo patto deve escludere la presenza straniera militare dalla regione, prevenire l'aggressione e le pulizie etniche, il separatismo ed il terrore. Questo patto deve avere come risultato la pace, la stabilità e la sicurezza nella regione, la prosperitá e la collaborazione tra gli stati sovrani ed indipendenti del Caucaso. Le azioni con successo della comunità mondiale nel Caucaso del Sud alla soglia del secolo XXI saranno un contributo importante nell'Europa libera, inseparabile e sicura.

Da Discorso in occasione della festa nazionale d'Italia

Aliyevheritage.org, 4 giugno 2000

  • L'Italia può esser considerata uno dei paesi più famosi grazie alla sua antica storia, il contributo nella cultura mondiale. A questo proposito si può dire che tutti i popoli del mondo hanno sempre dimostrato un grande interesso e l'amore per l'Italia. Anche il popolo azerbaigiano dimostra un grande interesso e l'amore per l'Italia.
  • L'Italia è un paese dei miracoli. Non c'è nessun altro paese chi avrebbe monumenti storici, l'architettura, la bella musica, la natura simili a quelli italiani. E io, come tutti, amo tanto l'Italia.
  • Gli italiani sono una gente di temperamento. Cantano bene, amano la musica. Questo non è accidentale. I capi di lavoro classico e musicale più eccelenti sono stati creati in Italia. Ma gli italiani amano anche gli spaghetti. Anch'io li amo. Ma nell'Azerbaigian non ci sono spaghetti. Bisogna andare in Italia ancora una volta per mangiare i veri spaghetti.

Da Appello in occasione dell'anniversario del genocidio di Khodjali

Aliyevheritage.org, 24 febbraio 2001

  • Il 26 febbraio 1992 le forze armate dell'Armenia con le armi più ‎moderne, con il sostegno diretto del regimento 366 dell’ex-esercito sovietico hanno ‎distrutto e sterminato completamente la città azerbaigiana di Khodjali, hanno fatto un eccidio ‎brutale agli abitanti innocenti - le donne, gli anziani e gli bambini. Questo atto ‎d’aggressione caraterizzato dalla brutalità particolare è divenuto un delitto mai visto mirato ‎sia alla popolazione di Khodjali che a tutta l'umanità. Dall'inizio del secolo XX i ‎nazionalisti armeni hanno condotto ripetutamente le azioni di genocidio contro gli ‎azerbaigiani. Ma la tragedia di Khodjali è stata la più terribile.
  • Commemorando la tragedia di Khodjali bisogna puntare sul leadership debole ed inetto ‎dell'Azerbaigian che non ha fatto niente per prevenire questa tragedia, hanno ignorato la loro ‎responsabilità.
  • Gli eroi di Khodjali hanno sacrificato le loro vità in ‎nome dell’indipendenza statale dell'Azerbaigian, per salvaguardare l'integrità del loro ‎paese.‎

Citazioni su Heydər ƏliyevModifica

  • Alijev apparteneva agli uomini di Brežnev, una combriccola nota per l'alto grado di corruzione, per l'inclinazione al lusso orientale e a ogni genere di depravazione. Una corruzione praticata senza il minimo di imbarazzo, anzi con la massima protervia e la più sfacciata ostentazione. La colonia di blocchi abitativi di cui sopra, piazzata nel punto più centrale e rappresentativo della città, ne è appunto un esempio. Alijev distribuì le case secondo una lista da lui redatta, rimettendo personalmente le chiavi ai singoli prescelti. Il criterio che regolava le attribuzioni era semplice: gli appartamenti migliori toccavano ai parenti più stretti, poi venivano i cugini e la personalità di spicco del clan Alijev. Da queste parti, come migliaia di anni fa, i vincoli tribali restano sempre i più forti. (Ryszard Kapuściński)
  • Aliyev era senza dubbio un politico notevole: astuto, determinato e calcolatore. Guardando alla sua attività in Azerbaigian, rimasi subito impressionato dalla forte lotta da lui ingaggiata contro la corruzione e l'economia parallela. Era stato molto attivo nel suo paese e aveva attuato riforme nel settore dell'agricoltura. Però, scavando più a fondo, arrivai gradualmente a capire che, dietro ai cambiamenti che stavano avvenendo laggiù, c'erano motivi alquanto ambigui. È opinione diffusa, in politica, che le ragioni nascoste siano irrilevanti nella valutazione dei risultati oggettivi. Non è vero. So per esperienza che certe ragioni, in particolare quelle non legittime, incidono invariabilmente sui risultati. Il clan originario che si era esteso a macchia d'olio in Azerbaigian, invadendo tutte le strutture direttive della repubblica, cacciato da Aliyev per corruzione e inefficienza, era stato soppiantato da un altro clan, il cosiddetto «gruppo di Nachičevan». Come in passato, il nepotismo era dilagante. Avendo così creato un potente bacino di appoggio basato sulla logica del clan, Aliyev regnava sovrano. La profusione di sedute, assemblee, manifestazioni, conferenze stampa, incontri con il popolo e altre iniziative democratiche era una mera facciata, la leadership alla guida del paese non era cambiata. (Michail Gorbačëv)

NoteModifica

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