Gli uomini non guardano il cielo

film del 1952 diretto da Umberto Scarpelli

Gli uomini non guardano il cielo

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

Pio X (Henri Vidon) in una scena del film

Titolo originale

Gli uomini non guardano il cielo

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 1952
Genere biografico, drammatico
Regia Umberto Scarpelli
Soggetto Eugenio Bacchion, Enzo Duse
Sceneggiatura Eugenio Bacchion, Giuseppe De Mori, Enzo Duse, Ettore Maria Margadonna, Umberto Scarpelli
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali


Gli uomini non guardano il cielo, film italiano del 1952 con Henri Vidon, regia di Umberto Scarpelli.

FrasiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Se per i re e per i governi l'Europa è una scacchiera dove si giuoca la fortuna e l'effimera gloria del mondo, per noi, per la Chiesa, l'Europa è lo spirituale, sacro e pacifico impero che i martiri e i santi hanno creato e unificato in Cristo, sulle rovine del paganesimo e della barbarie. (Pio X)
  • La civiltà che al posto del vangelo ha messo la dea ragione e la satanica volontà di potenza, precipita verso la catastrofe. Verrano i giorni dell'ira. Ma noi dobbiamo lottare, fino all'ultimo, per salvare la pace. (Pio X)
  • Anche Gesù cadde sotto il peso della sua croce. Abbracci la sua, signora. Si stringa forte quella croce. Se Dio gliela impone vuol dire che non l'abbandona. Ritroverà Dio in cima al suo Calvario. (Pio X)

Citazioni su Gli uomini non guardano il cieloModifica

  • Biografia con chiari intenti didattici, che mescola momenti didascalici (la perorazione antidivorzista fatta alla contessa interpretata da Isa Miranda) ad altri più informativi (la puntigliosa ricostruzione del conclave che portò all'elezione di Pio X, documentato in tutti i suoi più minuti momenti), con evidente scapito per l'equilibrio narrativo (e per il successo al botteghino). (Il Mereghetti)
  • Seguendo la propria inclinazione verso le cose concrete, [Andreotti] elencava gli incassi dei cinema romani per la proiezione del film sulla vita di Pio X, e li metteva a confronto con quelli molto più alti di Siamo tutti assassini. E concludeva che quelli sui pontefici non erano film «da cassetta» neanche per i cattolici romani, presunti pii. (Massimo Franco)

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