Giovanni da Nola

scultore e architetto italiano

Giovanni da Nola, al secolo Giovanni Merliano o Marigliano (1488 – 1558), scultore e architetto italiano.

Giovanni da Nola, Ecce Homo, Basilica di Santa Chiara, Napoli

Citazioni su Giovanni da NolaModifica

  • Fu Giovanni molto timorato di Dio, e seguentemente molto caritativo verso de' poveri, ed ajutò anche altri Artefici della sua professione, acciocché le loro famiglie sostentassero, facendo loro disegni, modelli, e bozze, e sovente assistendoli di persona, e massimamente allorché fatto vecchio aveva per diletto andare a vedere l'opere altrui, e quelle, occorrendo, correggere anche di sua mano e massimamente de' suoi Discepoli. (Bernardo De Dominici)
  • L'intensità di vita delle figure nel primitivo Presepe [della chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina] si ritrova in un capolavoro del Nolano: il Crocefisso ligneo nella chiesa di Santa Maria la Nuova, opera più tarda, prossima alla pala d'altare di Monteoliveto, e cioè al gruppo di sculture ove Giovanni da Nola inclina ai modi toscani del Santacroce[1]. Anche qui i tratti del volto son marcati da realistica crudezza: la bocca febbrile e amara, l'occhio sbarrato d'angoscia nell'ombra dell'orbita, le sopracciglia tese sino allo spasimo, tutto partecipa all'espressione d'atroce agonia, persino il nodo del drappo che si torce a gotica fiamma. Ma in questo capolavoro Giovanni da Nola ha raggiunto un grado di raffinatezza toscana mai altrove raggiunto, e una bruciante sensibilità nel render lo strappo dei tendini tesi di braccia e dita, lo scricchiolìo delle costole nel corpo di nervosa eleganza brunelleschiana. (Adolfo Venturi (storico dell'arte))
  • Non ritrovano la delicata spontaneità della Madonna della Neve [in] altre sculture del Nolano appartenenti a questo periodo, né l'Ecce Homo di legno in Santa Maria la Nova, male imbrattato di colore, manifestazione di sentimentalismo pietistico da prematuro Seicento, né il San Giovanni in marmo della chiesa di San Domenico Maggiore, d'impronta sansovinesca, tra le più ammanierate sculture del Nolano, nonostante la vivacità dei contrasti d'ombra e luce. Il Crocefisso ligneo, di cui già parlammo, in Santa Maria la Nuova, è invece l'espressione maggiore dell'arte di Giovanni da Nola in questo periodo. (Adolfo Venturi (storico dell'arte))
  • Quest'opere bellissime, con altre di sopra mentovate, guadagnarono a Giovanni il nome di Scultore maraviglioso, come lo attesta il Vasari medesimo nella Vita di Girolamo Santa Croce[1], nel primo volume della terza parte, a carte 184; e le fabbriche erette con suo disegno, e direzione quello di ottimo Architetto, e d'intelligentissimo Maestro in tal facoltà gli diedero; laonde non è maraviglia, che essendo venuto in tanta stima appresso ogni persona della Città di Napoli, gli fosse addossato il peso dell'apparecchio delle feste, e la direzione di esse, oltre all'opere di sua mano, che far si dovevano per la venuta dell'Imperador Carlo V, che da più anni venir doveva in Italia, secondo che il medesimo Imperadore avea dichiarato infin d'allora, come si disse; sicché meritamente fu dato a Giovanni il pensiero d'impresa così importante. (Bernardo De Dominici)

NoteModifica

  1. a b Girolamo Santacroce (1502 – 1537), scultore, architetto e medaglista italiano.

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OpereModifica