Giovanni Carandente

critico d'arte e collezionista d'arte italiano

Giovanni Carandente (1920 – 2009), critico d'arte italiano.

Citazioni di Giovanni CarandenteModifica

  • [Il Work in Progress di Alexander Calder presentato al Teatro dell'Opera di Roma nel 1968] condensò sull'insolito palcoscenico di un teatro, in diciannove minuti, l'intera poetica dell'Artista: il movimento, anzitutto, quindi l'amore per la natura semplice, la "grande nature vague" di Sartre, la natura che è il sole e la luna, il mare e la fauna che esso contiene, i fiori e gli uccelli che cinguettano... ma anche per il ritmo veloce della vita (i ciclisti che volteggiano disegnando multicolori arabeschi), per la libertà e la democrazia (il vessillo cinese che finalmente spunta e sventola sulla vetta aguzza di un monte)...[1]
  • [Su Fathi Hassan] I suoi santi neri, di fronte a uno spazio senza tempo e senza rumore, non fissano nulla, esprimendo l'assoluta sofferenza della cultura africana, elefanti profondi e altamente simbolici e solenni elefanti adornati di rosso sono esposti agli occhi del mondo.
His black saints, facing a timeless space and without noise, fix nothing, expressing the absolute suffering of African culture, deep and highly symbolic and solemn elephants adorned with red are exposed to the eyes of the world.[2]
  • [Su Ettore Colla] [...] la sezione aurea che rinasce come l'araba fenice dallo scarto dell'officina.[3]
  • [Sulla mostra Sculture nella città realizzata a Spoleto nel 1962] Spesso nelle strade o su per le erte qualcosa di non finito è rimasto, per cui spigoli di muri e di case, balaustre, cortine di pietra o in mattoni, si protendono nello spazio a formare angoli retti e aree predestinate a una integrazione di fantasia, e si vedrà chiaro come l'idea di chi scrive, di adoperare questo scenario inconsueto per moderne sculture, non presenti quella proterva spavalderia che a qualcuno è sembrata.[4]
  • [Sulla scultura Ersilia di Marino Marini] Una demoiselle d'Avignon da quartiere popolare di una città toscana di provincia.[3]

NoteModifica

  1. Da Calder e l'Italia, p. 1, in giardinoirene.it.
  2. In Achille Bonito Oliva, Fathi Hassan. Catalogo della mostra (Pesaro, Centro arti visive «Pescheria», 6-27 maggio 2000), Charta, Milano, 2000. ISBN 9788881582846
  3. a b Citato in Luca Pietro Nicoletti, Carandente, critico «in atto» della scultura, ilmanifesto.it, 19.04.2020.
  4. Da Sculture nella città, in Civiltà delle macchine, n. 4, anno X, 1962, p. 45. Citato in Daniela Fonti, Il "miracolo Carandente e Sculture nella città: storia di un'inimitabile progetto curatoriale di mezzo secolo fa; in Daniela Fonti e Rossella Caruso (a cura di), Il museo contemporaneo: storie esperienze competenze, Gangemi Editore, Roma, 2012, p. 16. ISBN 9788849273137

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