Giovanni Luigi Bonelli

fumettista ed editore italiano creatore di Tex Willer
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Giovanni Luigi Bonelli, spesso detto Gianluigi (1908 – 2001), fumettista, scrittore ed editore italiano.

Gianluigi Bonelli

Citazioni di Gianluigi BonelliModifica

  • Il motivo del successo? La mia identificazione nel personaggio: le avventure di Tex le vivo io. E se non le 'sento' resto fermo davanti alla macchina da scrivere anche due o tre giorni. Quando l'idea arriva, mi calo nel personaggio e mi metto furiosamente a scrivere.[1]

«È il lettore che deve "scoprire" il personaggio Tex»

Intervista di Lillo Gullo, La Città Futura, 2 novembre 1977.

  • [Tex è portatore di qualche segno ideologico?] Nei limiti imposti dal mio mestiere, io mi sforzo di ambientare il personaggio in un mondo reale, nel senso di rendere con il maggior grado di approssimazione possibile quella che poteva essere la Frontiera americana nella seconda metà dell'Ottocento. Logicamente, da questo impegno storicistico escono personaggi con un loro carattere e con la loro posizione in quella società, in quell'ambiente. Si arriva, in altre parole, ad una collocazione «oggettiva» dei protagonisti nel mondo avventuroso del fumetto. E non è l'autore, ma devono essere i lettori ad individuare i contorno ideologici dei personaggi. È un'operazione antistorica e sostanzialmente reazionaria giudicare i personaggi del passato con gli occhi di oggi. Chi era Giulio Cesare? Un uomo politico e un grande stratega romano, oppure un killer sadomasochista che si divertiva ad impalare i Galli? Dunque, anche Tex, nella sua modestia, deve essere visto come un personaggio che agisce in un ambiente dove i valori ideologici si basano su parametri diversi da quelli attuali.
  • [Tex si è mostrato da sempre rispettoso delle tradizioni e convinzioni culturali indiane, anche se con un pizzico di paternalismo, anticipando in Italia libri antropologici come Alce Nero parla e film come Un uomo chiamato cavallo. Eppure lo stesso non si può dire per le altre minoranze etniche – specialmente i cinesi – che talvolta vengono trattate con una visione etnocentrica o addirittura razzista.] Il rapporto di Tex con i pellerossa è basato sulla razionalità, sia pure con uno spruzzo di paternalismo, il che rende il personaggio più «storico». Gli indiani sono protagonisti dell'universo Texiano, anzi costituiscono il contraltare di Tex e dei bianchi. Il loro interminabile e inevitabile genocidio è sempre presente nella saga di Tex, a volte in forma diretta, a volte come sottofondo. Tuttavia nei comics d'avventura occorrono anche presenze senza volto come «porgitori» di stimoli avventurosi. A questa funzione adempiono, in Tex, i Cinesi della California.
  • [E perché proprio loro?] Perché sono fra le rarissime presenze esogene nel mondo del West, e quindi destinati ad essere frantumati in un meccanismo che deve proprio a una certa rigidità tematica il successo del pubblico. Ma questo pubblico popolare «sa» che i cinesi «cattivi» sono soltanto una gag.
  • [Signor Bonelli, ai personaggi femminili dei suoi fumetti non viene offerta una gamma articolata di personalità: o angelo o strega, cioè i due modelli per niente probabili. Poca cosa rispetto alla ricchezza di ruoli e alla varietà comportamentistica che viene fuori dai personaggi maschili.] È il pubblico al quale mira che fa di Tex un personaggio maschilista, anche se questo termine è atemporale se riferito al West. La donna appare non come presenza femminile ma come personaggio qualsiasi; la diversità del sesso è un particolare puramente accidentale.
  • [Tex è un fumetto molto castigato. Perché non si accenna mai alla sfera sessuale?] Tex è un fumetto popolare e per questo «castigato», come lo vuole il pubblico. Castigato vuol dire modesto, sobrio, non licenzioso, rispettoso della morale comune. La licenziosità resta un fatto elitario e quando diventa fenomeno di massa sconfina nella trivialità e nella pacchianeria. O in un intellettualismo fine a se stesso.

Citazioni su Gianluigi BonelliModifica

  • Gianluigi Bonelli non ha mai amato concedere interviste. Ma, per fortuna, ci sono state delle eccezioni. Una di queste l'ho trovata in un giornale molto particolare. Si tratta de "La Città Futura", settimanale della Federazione Giovanile Comunista Italiana. Il numero è il 23 del 2 novembre 1977. L'intervista è a cura di Lillo Gullo, giornalista, regista televisivo, poeta e scrittore, nato nel 1952 ad Aliminusa, in provincia di Palermo. Nel 1977, Gullo ha 25 anni, Bonelli 68. Ma cerchiamo di capire la situazione di allora. A quel tempo, sui giornali è molto difficile trovare un'intervista a un autore di fumetti oppure un articolo serio, di approfondimento, sulla materia. Il fumetto è ancora un marziano per la cultura italiana, anche se, negli anni Sessanta, sono stati compiuti passi fondamentali per la sua "emancipazione": a cominciare dai saggi di Carlo della Corte, Umberto Eco, Roberto Giammanco, cui seguirono le prime manifestazioni (nel 1965 a Bordighera, in seguito a Lucca) e le prime riviste a fumetti (nel 1965 "Linus", quindi "Sgt. Kirk" ed "Eureka"). (Luca Raffaelli)

NoteModifica

  1. Citato in C'era una volta il west, Italica.

FilmografiaModifica

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