Gian Carlo Pajetta

politico e partigiano italiano
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Gian Carlo Pajetta (1911 – 1990), politico e partigiano italiano.

Pajetta con Ceaușescu nel 1974

Citazioni di Giancarlo PajettaModifica

  • Il nostro patriottismo è di antica data. Noi comunisti abbiamo sempre anteposto lo spirito patriottico allo spirito di partito.[1]
  • Noi con i fascisti abbiamo finito di parlare il 25 aprile 1945![2]

Dall'intervista di Roberto Gervaso

in Roberto Gervaso, La mosca al naso. Interviste famose, Rizzoli Editore, Milano, 1980.

  • [Gioacchino Volpe], l'accademico fascista, storico ben più robusto dell'antifascista Croce. (p. 71)
  • [Enrico Mattei], un comunista naturaliter. (p. 73)
  • [Aleksandr Isaevič Solženicyn] È passato al misticismo. Molti dissidenti e molti di coloro che, per una ragione o per l'altra, han dovuto lasciare l'Unione Sovietica potevano essere buoni e utili cittadini russi. (p. 77)

Da Pajetta: il mio soggiorno alla corte di Kim Il Sung

Intervista di Paolo Mieli, L'Unità, 18 novembre 1986.

  • Era difficile trovare tra noi punti di coincidenza, direi quasi di comune interesse. Kim Il Sung era evidentemente fatto oggetto di un grande rispetto e pareva esser sicuro di un potere indiscusso che, del resto, dura da più di quarant'anni.
  • [Sulla guerra di Corea] Quel conflitto fu una conseguenza dell'inasprirsi della guerra fredda. Le ulteriori vicende, il fatto che gli americani cercarono di raggiungere il fiume Yalu, l'intervento cinese, rendono ancora assai ardua la comprensione delle stesse origini del conflitto. Voglio dire che prima gli uni e poi gli altri pensarono che poteva esserci l'unificazione attraverso una vittoria militare e perciò ancora oggi non è facile tirar le conclusioni su quella guerra. Almeno per me.
  • Io considero socialista la Corea del Nord perché è un Paese dove non c'è più la proprietà capitalistica. Così come consideravo socialista anche la Cina della Rivoluzione culturale con la quale i nostri rapporti erano assai polemici. Ovviamente non pensiamo che il socialismo nel nostro Paese possa avere qualcosa in comune con la Corea di Kim Il Sung.

Da L'Ungheria che se ne va con Kadar

Intervista di Fausto Ibba, L'Unità, 21 luglio 1989.

  • [Sulla rivoluzione ungherese del 1956] Che cosa sia stato in Ungheria il 1956 che io non chiamai mai controrivoluzione ma che ancora adesso non mi sento di definire rivoluzione nazionale è un problema che non considero ancora risolto né dagli storici né dai politici.
  • Nonostante subisse le pressioni sovietiche, vissute come un tragico tormento, di Kadar apprezzai la volontà di realizzare l'unità o perlomeno la convivenza degli ungheresi che potevano contribuire alla difesa di un sentimento nazionale, qualche volta persino orgoglio, e a un progresso che lasciasse lontano il ricordo dell'Ungheria dei nobili latifondisti, dei tre milioni di senzaterra e spesso senza lavoro, della ferocia hortista e della dittatura che si abbatteva soprattutto contro i comunisti, perché per un lungo periodo furono i soli a non accettare di subirla.
  • Oggi crescono le speranze che la non violenza diventi la legge del futuro per l'umanità. Noi che portiamo i segni di una violenza che ha visto perire fratelli e compagni possiamo essere tra i primi ad augurarcelo.

Citazioni su Giancarlo PajettaModifica

  • Era molto di più di un dirigente comunista, era un mito, con la galera sotto il fascismo, l'occupazione della prefettura di Milano subito dopo, l'oratoria travolgente, un attivismo leggendario, mia cultura sottile forgiata negli anni Trenta. Pajetta voleva dire bollino, sottoscrizione, sezione, comizio, microfono, palchetto su un camion, diffusione dell'Unità, irrisione dell'avversario, fairplay e tavolette della Camera divelte e scagliate contro gli atlantisti, intelligenza dei problemi e sopra tutto, un portato della galera, la sconfinata voglia di ridere, di essere combattente come un Taras Bulba e ironico come un Woody Allen. (Giuliano Ferrara)

NoteModifica

  1. Citato da Ettore Viola Di Ca' Tasson nella seduta dell'8 giugno 1948 della Camera dei Deputati.
  2. Citato in Relazione attività della Commissione "Giovani e Istruzione" Comitato ANPI Provinciale di Torino nel 2011-2012-2013 , AnpiTorino.it, 30 settembre 2013.

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