Gian Carlo Pajetta

politico e partigiano italiano
Pajetta con Ceaușescu nel 1974

Gian Carlo Pajetta (1911 – 1990), politico e partigiano italiano.

Citazioni di Giancarlo PajettaModifica

  • Noi con i fascisti abbiamo finito di parlare il 25 aprile 1945![1]

Dall'intervista di Roberto Gervaso

in Roberto Gervaso, La mosca al naso. Interviste famose, Rizzoli Editore, Milano, 1980.

  • [Gioacchino Volpe], l'accademico fascista, storico ben più robusto dell'antifascista Croce. (p. 71)
  • [Enrico Mattei], un comunista naturaliter. (p. 73)
  • [Aleksandr Isaevič Solženicyn] È passato al misticismo. Molti dissidenti e molti di coloro che, per una ragione o per l'altra, han dovuto lasciare l'Unione Sovietica potevano essere buoni e utili cittadini russi. (p. 77)

Citazioni su Giancarlo PajettaModifica

  • Era molto di più di un dirigente comunista, era un mito, con la galera sotto il fascismo, l'occupazione della prefettura di Milano subito dopo, l'oratoria travolgente, un attivismo leggendario, mia cultura sottile forgiata negli anni Trenta. Pajetta voleva dire bollino, sottoscrizione, sezione, comizio, microfono, palchetto su un camion, diffusione dell'Unità, irrisione dell'avversario, fairplay e tavolette della Camera divelte e scagliate contro gli atlantisti, intelligenza dei problemi e sopra tutto, un portato della galera, la sconfinata voglia di ridere, di essere combattente come un Taras Bulba e ironico come un Woody Allen. (Giuliano Ferrara)

NoteModifica

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