Gheorghe Gheorghiu-Dej

politico e primo presidente romeno

Gheorghe Gheorghiu-Dej (1901 – 1965), politico rumeno.

Gheorghiu-Dej nel 1948

Citazioni di Gheorghe Gheorghiu-Dej

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  • Il linguaggio della forza e i tentativi di intimidazione non hanno alcun effetto sui Paesi del campo socialista, il quale dispone di tutto il necessario per dare la meritata risposta a qualsiasi aggressione. (da un discorso tenuto il 23 agosto 1961, il 17° anniversario dell'insurrezione antifascista)[1]
  • È noto che se le proposte della Repubblica popolare romena non sono state applicate ciò è dovuto alla posizione negativa dei dirigenti della Turchia e della Grecia. La politica aggressiva del Patto atlantico è diretta ad aumentare la tensione e ad intensificare la guerra fredda anche in questa parte del mondo. E ciò si riflette appunto nella posizione assunta dai circoli dirigenti greci. Essi impediscono l'instaurazione di un clima di distensione e di collaborazione e mettono in pericolo la tranquillità, la pace e la sicurezza dei popoli balcanici. (da un discorso tenuto il 23 agosto 1961, il 17° anniversario dell'insurrezione antifascista)[1]

Rapporto presentato il 21 febbraio 1948; L'Unità, 30 dicembre 1952

  • Occorreva respingere una forma di Stato che non solo era del passato e non aveva alcuna relazione con le nuove condizioni sociali e politiche del paese, ma costituiva un grave ostacolo sulla via del nostro sviluppo democratico. Era impossibile rafforzare il potere dei lavoratori finché a capo dello Stato figurava il più grande proprietario fondiario e uno dei più ricchi capitalisti del paese, il quale conservava una parte del potere statale.
  • La monarchia è stata un enorme parassita del nostro paese.
  • Durante gli anni in cui noi abbiamo lottato per costruire la nostra democrazia popolare, il palazzo reale era divenuto il centro di raggruppamento di tutte le forze reazionarie. In esso riponevano ogni loro speranz gli imperialisti nemici sella sovranità e dell'indipendenza del nostro Stato.

Citazioni su Gheorghe Gheorghiu-Dej

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  • Dej era stato uno stalinista a suo modo onesto e coerente e, come capita sempre agli stalinisti, era stato al tempo stesso anche un fervido nazionalista. (Enzo Bettiza)
  • «Cercate nelle prigioni quelli che vi servono, e se non ci sono, arrestateli e metteteli al lavoro», rispondeva abitualmente Gheorghiu-Dej, quando l'allora ministro degli interni, Alexandru Drăghici, si lamentava perché il bisogno di specialisti delle aziende era sempre maggiore di quello che lui poteva soddisfare.
  • Gheorghiu-Dej consentì alla richiesta confidenziale di Kruscev di collaborare ad attirare Nagy fuori dall'ambasciata jugoslava e di tenerlo segretamente agli arresti in Romania fino a che un nuovo governo ungherese non fosse stato insediato e non si fosse consolidato, e incaricò Ceausescu dell'operazione. [...] Solo Gheorghiu-Dej e Ceausescu sapevano quali erano le intenzioni di Mosca al suo riguardo.
  • Gheorghiu-Dej [...] era morto di un cancro alla gola che si era sviluppato rapidamente, e i cui primi sintomi si erano dolorosamente manifestati dopo che era ritornato da una vacanza in Unione Sovietica. Benché non lo abbia mai detto pubblicamente, tuttavia nella cerchia delle persone a lui più vicine, Ceausescu sostenne sempre di avere delle prove irrefutabili che il Cremlino aveva assassinato Gheorghiu-Dej a mezzo di radiazioni per punirlo della sua scarsa ortodossia verso Mosca.
  • I grandiosi quartieri presidenziali e i servizi, erano circondati da molti "comfort", che comprendevano una sala cinematografica, una sera, una palestra con diverse piscine, un ampio laghetto, e lussuosi appartamenti per l'amante di Gheorghiu-Dej, una nota attrice, e per ciascuna delle sue due figlie e delle rispettive famiglie. Quando nel 1965 Ceausescu aveva preso la successione, aveva denunciato gli eccessi di Gheorghiu-Dej, aveva dichiarato la residenza «non proletaria», e l'aveva destinata ad accogliervi gli ospiti d'onore della Romania. Ma la residenza che si era fatto edificare dieci anni dopo, era ancora più lussuosa.
  1. a b Citato in Misure difensive dei paesi socialisti, L'Unità, 24 agosto 1961.

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