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Gaspare Mutolo (1940 – vivente), mafioso, collaboratore di giustizia e pittore italiano.

Citazioni di Gaspare MutoloModifica

  • Ci fu un momento in cui Stefano Bontade avrebbe voluto uccidere Totò Riina e così lo convocò nella sua villa ma il capo di Cosa Nostra inviò al suo posto Raffaele Ganci. Appena il cancello si chiuse, Bontade raggiunse la macchina convinto di trovarsi di fronte Totò Riina. Vedendo Ganci rimase molto deluso. E questo ultimo riferì poi che tutto era pronto per l'agguato: in giardino infatti c'erano almeno 15 persone.[1]
  • Falcone lo seguivamo da vicino, era temuto e ammirato dai mafiosi. Aveva il coraggio dell'intelligenza. Diverso da tutti.[2]
  • Gli dissi [a Giovanni Falcone] che i mafiosi erano preoccupati perché non c'era più Carnevale. Carnevale era la nostra roccaforte in Cassazione. È incredibile che faccia ancora il giudice.[2]
  • Lo sguardo di chi muore sempre quello è. Pensi: è arrivato il mio momento. Quello sguardo l'ho avuto tante volte anch'io.[2]
  • [Sull'omicidio del giornalista Mauro De Mauro] Lo strangolarono Stefano Giaconia ed Emanuele D'Agostino.[3]

NoteModifica

  1. Citato in Mafia: Bontade voleva uccidere Riina, Adnkronos.com, 5 maggio 1994.
  2. a b c Dall'intervista di Silvia Truzzi, Trattativa, parla il pentito Mutolo: "Stato e mafia da sempre a braccetto", il Fatto Quotidiano.it, 29 luglio 2012.
  3. Citato in Attilio Bolzoni, De Mauro ucciso per uno scoop scoprì il patto tra boss e golpisti, Repubblica.it, 18 giugno 2005.

Voci correlateModifica

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