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Gabriele Lavia

attore e regista italiano
Gabriele Lavia, 1973

Gabriele Lavia (1942 – vivente), attore, regista e doppiatore italiano.

Citazioni di Gabriele LaviaModifica

  • Profondo rosso è davvero bello, e lo posso dire da poco tempo perché il film non l'ho mai voluto vedere se non pochi anni fa assieme a mia figlia.[1]
  • Se potessi cambierei mestiere, ma siccome sono vecchio... Penso che il cinema sia molto più bello del teatro. Sono rimasto incastrato nel mio destino. Purtroppo, in Italia, cinema e teatro sono cose distinte culturalmente, due mondi agli antipodi. Sono pochi i registi che hanno fatto entrambe le cose ad alto livello come Luchino Visconti.[2]

Da Gabriele Lavia: "Arrivato a 75 anni vi posso dire che l'amore è l'unica cosa che conta"

Intervista di Michela Tamburrino, Lastampa.it, 13 novembre 2017.

  • [Su Jacques Prévert] Un uomo molto complesso, tutt'altro che poeta da cioccolatino. Anti esistenzialista nell'epoca di Sartre e Camus, un poeta non impegnato perché è la vita che si impegna in lui producendo amore. Dunque dolore, disperazione, felicità, malinconia.
  • Il teatro è nato molto tempo fa ed è nato perfetto. Non credo alla multimedialità. Piuttosto all'alchimia attore-spettatore.
  • Con il passare degli anni è tutto più difficile, i ruoli sono di meno, si fa fatica e io sono un regista che si mette addosso gli spettacoli che fa.
  • [Sul teatro] La gente lo ama perché è la più antica e perfetta rappresentazione dell'uomo di fronte ad altri uomini, è lo specchio di chi guarda il mito di Dioniso che non si riconosce per quello che è.
  • Il teatro sopporta bizzarrie, tentativi di inutili modernizzazioni perché l'essenza non cambia mai.
  • La politica non ha mai capito il teatro, non si rendono conto di sovvenzionare la vita.
  • Il teatro è la cosa più importante inventata dall'uomo, il paradigma di ogni attività umana.
  • [Sul cinema] È una tecnica per cui viene superato, come la macchina da scrivere e il fax. Il cinema è stato ucciso dai telefonini.
  • Il teatro non lo riproduci a casa e sarà sempre più arcaico e sopravviverà come le lasagne della nonna tramandate.
  • [Sugli insegnamenti ricevuti da Giorgio Strehler e Orazio Costa] Il rigore, la moralità, la disciplina. Si consideravano attori e non registi, segno di umiltà e di orgoglio, anche di amore per una categoria che oggi rappresenta l'evento tragico del teatro perché fa la fame e nessuno se ne preoccupa.

NoteModifica

  1. Citato in Profondo Rosso, Dario Argento: "Una storia bellissima scritta in pochi giorni tutta d'un fiato", Davide Turrini Ilfattoquotidiano.it, 7 marzo 2015.
  2. Citato in Gabriele Rifilato, Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo, Rai-Eri, 2005. ISBN 8839712895

FilmografiaModifica

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