Francesco Scaduto

docente e politico italiano

Francesco Scaduto (1858 – 1942), giurista, docente e politico italiano.

Guarentigie pontificie e relazioni tra Stato e ChiesaModifica

IncipitModifica

Il principio fondamentale della Legge delle guarentigie è quello, variamente inteso, della «libera Chiesa in libero Stato», ossia della separazione della Chiesa dallo Stato e dell'incompetenza di questo in materia dommatica e disciplinare. Questo principio, già applicato in parte negli Stati Uniti d'America, fu teorizzato ed in parte applicato nel Belgio, trovò parecchi sostenitori anche in Francia, e riuscì comodo ai politici italiani che trovavano un problema speciale da risolvere, l'unità d'Italia incompatibile col potere temporale del Papa.

CitazioniModifica

  • [...] il Protocollo [della Convenzione] del 15 settembre tendeva a far credere, che noi, trasferendo la capitale nel centro della nazione, a Firenze, volessimo rinunziare a Roma.
    Ma il Governo italiano protestò contro siffatta interpretazione espressa da quello francese. Fra noi si era concepito lo sgombro di Roma da parte dei Francesi e l'impegno nostro a tutelare lo Stato pontificio da ogni violenza esterna nel senso, che quando i Romani riuscissero da sé stessi a scalzare il Governo del papa e facessero un plebiscito di annessione, la Convenzione non avrebbe più avuto luogo di esistere, il Governo italiano sarebbe stato libero di accettare il plebiscito fatto dai Romani indipendentemente da coazione od aiuti esterni: insomma l'Italia si obbligava a guarentire lo Stato pontificio dagli attacchi esterni, ma non anche a mantenerlo contro la volontà dei Romani, quando questi con plebiscito dichiarassero di non volere il Governo pontificio. (cap. II, pp. 44-45)
  • Napoleone III aveva sostenuto il potere temporale [della Chiesa cattolica] non perché ci avesse impegnato la sua parola, molto meno per convinzioni religiose personali, sibbene perché la posizione dei partiti in Francia richiedeva che egli desse questa soddisfazione ai clericali. Ma la caduta dell'imperatore[1] spostava la posizione dei partiti; i clericali perdevano la loro potenza; quindi il nuovo Governo francese si limitava dapprima a dichiarare all'italiano che lo lasciava agire sotto la di lui responsabilità; e più tardi mutava l'espressione un po' sibillina in una esplicita di simpatia, e dichiarava la Convenzione di settembre virtualmente sciolta in vista dei principî diversi a cui esso era informato. (cap. III, pp. 56-57)

NoteModifica

  1. Con la sconfitta di Sedan del 1870, nel corso della guerra franco-prussiana.

BibliografiaModifica

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