Francesco Orestano

filosofo italiano

Francesco Orestano (1873 – 1945), filosofo italiano.

Citazioni di Francesco OrestanoModifica

  • Lo sguardo dell'uomo veridico corrobora la realtà e l'aiuta a costituirsi, mentre quello dell'uomo bugiardo la fa vacillare e annulla.[1]

La matematica moderna e la filosofiaModifica

IncipitModifica

Un filosofo che venga fra matematici a discorrere dei problemi fondamentali della loro scienza, appare oggi come un intruso.
Siamo assai lontani dai tempi in cui i maggiori costruttori di pensiero attingevano con pari maestria alla filosofia e alla matematica, e operavano prodigi d’invenzioni, feconde nell'uno e nell'altro campo.
Tempi remoti! che coincidono con gli inizi stessi della filosofia – Talete che col metodo delle proporzioni calcola l'altezza delle piramidi egiziane; Pitagora che celebra con un'ecatombe la dimostrazione di un già noto teorema – ; o con momenti decisivi e memorabili della storia del pensiero antico – Platone che vieta ai non matematici l'ingresso nell’Accademia.

CitazioniModifica

  • Il distacco tra matematica e filosofia data dal sec. XIX, col sorgere di tutta una schiera formidabile di matematici puri, i quali hanno atteso col più libero genio inventivo e con ardore e rigore senza pari a sviluppare la loro scienza in uno splendido isolamento, così nei riguardi della filosofia, come in quelli delle applicazioni. (pp. 6-7)
  • Il pensiero matematico è un tipo privilegiato di pensiero puro, che si pone, si dimostra e si verifica da sé, anche quando sembri connesso, come alle origini, con riscontri di ordine fisico e pratico. E così la disciplina matematica ha sempre costituito un suo proprio sistema chiuso di principi e di metodi. (p. 7)
  • [...] malgrado tutti gli sforzi ognora ripresi, sforzi meritori, commoventi, ma disperati, per ripristinare l'unità del sistema, l'antica beata unità del modello matematico non esiste più. La parola matematica non è oggi che un nome collettivo. (p. 32)
  • L'antico modello, di un congegno perfetto di assiomi, definizioni e postulati, connessi fra loro in un ordine deduttivo esatto, invidiato dalle altre scienze e tante volte preso ad esempio dalla stessa filosofia, vale appena, e condizionatamente, per le singole discipline e, per queste, nel loro sistema interno soltanto; ma per l'intero sistema del pensiero matematico, non è più che un ricordo. (p. 33)

PensieriModifica

  • Esiste una pietà più grande di quella che commisera i dolori degli uomini, ed è la pietà che si commuove dei loro piaceri.
    L'uomo che si appresta a godere è tanto più da compassionare quanto maggiore è l'intensità della sua aspettativa: di tanto sarà certa ed amara la delusione sua. L'insoddisfazione è infatti, nonostante fugaci esperienze contrarie, lo stato perpetuo dell'animo umano. (I, p. 1)
  • Grave e comune sciagura è che il dolore non uccida. Un grande dolore purifica, nobilita, eleva anche l'essere più volgare; e sarebbe per molti una dignitosa e solenne conchiusone di vita. (VI, p. 4)
  • L'evidenza è la nostra incapacità di pensare il contrario. Ma tutto il progresso scientifico si è fatto contro ogni evidenza. (VIII, p. 5)
  • L'unico modo di conservarsi la gratitudine altrui è non pretenderla. (XVII, p. 7)
  • Il suicidio dimostra che ci sono nella vita mali più grandi della morte. (XXIII, p. 11)
  • È davvero risibile la semplicità delle teorie economiche correnti intorno alla determinazione dei prezzi. Tutte le passioni umane entrano nel calcolo. (XXV, p. 11)
  • Saper tacere non è soltanto una virtù, ma un mezzo potentissimo di conquiste sociali. C'è un'arte del silenzio, non meno importante ed efficace dell'arte della parola. (XXXIV, p. 15)
  • Il pudore è una provocazione sessuale. La vera innocenza è impudica. (CXXIX, p. 65)
  • La scienza non è tutta la conoscenza, bensì solamente l'insieme e, al limite, il sistema delle costanti o invarianti verificate nelle nostre esperienze. (CCCX, p. 154)

NoteModifica

  1. Da Celebrazioni, vol. I, Fratelli Bocca, 1940, p. 141.

BibliografiaModifica

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