Filippo Masci

filosofo, politico e docente italiano (1844-1922)

Filippo Masci (1844 – 1922), filosofo, politico e docente italiano.

Filippo Masci

Patria e cultura

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  • Chi è senza patria è senza nome nell'umanità, senza battesimo e senza segno, come un bastardo. Perché la patria non è il territorio soltanto, è l'idea che si erge su quello, ed ogni nazione è un'anima. (p. 11)
  • Una nazione che ha importanza storica, deve in ogni tempo affermare sé stessa, né mai per pusillanimità o per umanitarismo astratto, rinunziare ai proprii diritti, o astenersi dal compiere il proprio dovere. Un popolo che pratichi la teoria della rinunzia deve sparire, perché la storia ammonisce non esservi posto per esso nella vita delle nazioni, come non c'è in quella degl'individui pei deficienti se non relativamente e limitatamente. (p. 12)
  • [...] oggidì le barriere sono distrutte, l'epoca umana della storia è aperta, la terra è un solo teatro, la vita umana un grande unico dramma. Qualunque sostituzione di un popolo all'umanità, qualunque pretesa imperialista, qualunque egemonia, si trova di fronte alla solidarietà delle nazioni, alla grande solidarietà umana. Nell'equilibrio tra il sentimento patriottico e l'umano sta la salvezza; perché la patria è il termine medio, che da una parte contiene l'individualismo, e dall'altra dà anima e figura all'ideale umano, e rende possibile il lavoro fecondo dell'individuo per l'umanità. (p. 13)
  • La letteratura, la poesia, l'arte della Rinascenza conservarono la religione come soggetto, ma l'ispirazione fu classica, e fu il segno che lo spirito della nazione non avrebbe mai potuto identificarsi con lo spirito della Chiesa. Perché l'ispirazione artistica ed estetica non è la più conforme allo spirito religioso, che è nel suo massimo fervore iconoclasta. Il secolo di Leone X, che fu il secolo d'oro dell'arte, non fu quello della religione, e mostrò che la Chiesa medesima sentì il contagio paganeggiante. (p. 22)
  • La Rinascenza, imprimendo stabilmente la sua impronta sul nostro spirito nazionale salvò l'Italia dall'essere una nazione teologale. (p. 22)
  • La protesta contro l'ascetismo del Medio Evo non fu scritta dalla Riforma, che lo rese più austero, ma dal genio italiano con la filosofia della Rinascenza, con la nuova letteratura e con l'arte nuova, con la plastica meravigliosa della figura umana nelle Maddalene riproducenti il mistero eterno dell'amore della colpa e del dolore; nelle vergini, nelle quali Raffaello nell'immagine della Madre di Dio fece trionfare la bellezza ideale della donna. (p. 23)

Bibliografia

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  • Filippo Masci, Patria e cultura, Tip. dello Stabilimento R. Carabba, Lanciano, 1908.

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