Ernst Haeckel

biologo, zoologo, filosofo e artista tedesco
Ernst Haeckel (1910 circa)

Ernst Heinrich Haeckel (1834 – 1919), biologo, zoologo, filosofo e artista tedesco.

Le meraviglie della vitaModifica

IncipitModifica

Che cosa è la verità? – Questa grave domanda ha occupato da millennii l'umanità pensante, ed ha provocato a migliaia i tentativi di risposta, ed a migliaia le conoscenze e gli errori. Ogni «Storia della filosofia» dà un più o meno esteso sunto di questi molteplici tentativi fatti dallo spirito scrutatore dell'uomo per comprendere se stesso e l'universo. La «filosofia» stessa, intesa in senso proprio, non è altro che il tentativo di comprendere nel loro insieme i risultati generali delle nostre esperienze ed osservazioni, riflessioni e conoscenze e di riunirle in un solo tutto. La filosofia scevra di preconcetti e di paure vuole snudare coraggiosamente la «figura velata di Sais» e giungere così alla piena visione della verità. La vera filosofia intesa in questo senso può ben chiamarsi fieramente e a buon diritto «regina fra le scienze».

CitazioniModifica

  • Teoria meccanica della vita. – Il consueto paragone dell'organismo con una macchina ha condotto a molti gravi errori riguardo al modo di comprendere l'organismo stesso e soprattutto è divenuto ultimamente la pietra angolare di falsi principii dualistici. La moderna «teoria meccanica della vita» che ha una simile base presuppone per l'origine del organismo un «disegno ragionato» ed un «ingegnere meccanico» che costruisca in modo adatto allo scopo precisamente come fa l'«uomo ragionevole» per la funzione e la messa in opera delle sue macchine. Gode allora speciale predilezione il paragone dell'organismo con un orologio o con una locomotiva. (p. 33)
  • Vita dei cristalli. – Se non si limita il concetto di vita agli organismi propriamente detti considerandola come funzione del plasma, allora si può in largo senso parlare anche di una vita dei cristalli. Questa si manifesta soprattutto nel loro accrescimento in questa funzione che già Baer considerava come il più importante carattere di ogni sviluppo individuale. (p. 42)
  • [...] il principio che solo distingue il puro darwinismo dall'antico lamarckismo è la «lotta per l'esistenza» e la teoria della selezione che su essa è fondata. Invece è affatto inammissibile che si voglia fondare quel contrasto sul riconoscimento o sulla negazione dell'eredità progressiva. Darwin era tanto saldamente convinto dell'alta importanza dell'«eredità dei caratteri acquisiti» come lo era Lamarck e come lo sono io stesso; solo egli le attribuiva una sfera d'azione più limitata che non facesse Lamarck. (pp. 338-339)

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