Apri il menu principale

Wikiquote β

Bandiera dell'Eritrea

Citazioni sull'Eritrea e gli eritrei.

Indice

Citazioni sull'EritreaModifica

Christopher HitchensModifica

  • Avendo sopravvissuto le depredazioni di Mussolini, il tentativo da parte del colonialismo britannico di dividerli su linee tribali, e tre decenni di occupazzione ed opressione etiope sanguinoso, gli eritrei hanno realizzato qualcosa di eccezionale. Si sono sbarazzati della tutela esterna, pur conservando il meglio dell'Italia (il cibo e l'espresso, sebbene persino l'ammiratore più devoto non può lodare il vino, che sa di acqua antiparassitaria), il meglio dell'Inghilterra (il traffico pedonale in Asmara è guidata da Girl Scouts dalle calze bianche modeste ma efficenti), e gran parte dei contatti utili con Etiopia.
  • Le agenzie di soccorso amano l'Eritrea perché è onesta e aperta, e perché il denaro non viene risucchiato da tasche ingorde lungo il viaggio. Amano l'Eritrea anche perché, in una zona instabile, va contro corrente nella marea di settarismo religioso e tribale. Accanto, in Sudan, un jihad di proporzioni orrende è in corso da parte di fanatici musulmani a Khartum contro i cristiani e gli animisti del sud, e contro le idee secolari. Sapete com'è in Somalia; non più uno Stato, e a malapena una nazione. In Yemen, oltre il mare, un bagno di sagno politico e sociale.
  • Le due grandi prove per la società Eritrea saranno, e sono già, il superamento delle divisioni tribali e religiosi, e l'emancipazione delle donne. Ambe fatiche sono facilitate dalla natura della guerra che Eritrea ha combattuto; una guerra popolare che coinvolgeva ambi i sessi lottando fianco a fianco. Sebbene il paese sia diviso in nove gruppi etnici e tre religioni principali, la soledarietà che è emersa è più che retorica.
  • Sebbene la guerra di liberazione durò per generazioni, e malgrado ogni eritreo adulto ha assistito alla violenza e ne ha sofferto, non c'è il culto del fucile. Non ci sono né gli stolti infestati di testosterone né i pazzi coi mitra montati sui jeep, come i vigliacchi guerrieri di strada «tecnici» nella Somalia vicina. È raro incontrare un poliziotto, e ancora più raro vedere un soldato armato, malgrado i carri armati bruciati e i rottami infestano il paese.

Haile SelassieModifica

  • La relazione del popolo Eritreo con quello Etiope non si limita all’aspetto politico. Non solo i due popoli sono uniti da cultura, geografi a e linguaggio , ma storicamente il patrimonio di Adoulis mostra che le altre tribù Etiopi sono originate in Eritrea. Nella lunga storia d’Etiopia come entità indipendente, l’Eritrea è stata separata da noi per solo 60 anni ed anche se siamo stati separati da barriere politiche ed artifi ciali durante questo breve lasso di tempo, non siamo stati separati nel nostro stile di vita e sentimenti reciproci.
  • Nei giorni in cui la supremazia delle armi decise la vittoria, è stato attraverso l’Eritrea che il nemico successivamente svolse atti di aggressione nei nostri confronti; oggi , i nostri nemici stanno cercando di condurre campagne di propaganda contro di noi attraverso questa stessa parte. Se l’Eritrea, come sbocco dell’Etiopia, ora diventa il palcoscenico di una campagna di propaganda come fu anche la porta d’ingresso del nemico nel paese, chi è quello che perde e chi è quello che vince? Il popolo Eritreo ha provato che cosa signifi ca vivere sotto il dominio straniero durante 60 anni di sottomissione. Le altre parti d’Etiopia hanno anche sperimentato il dominio straniero durante i cinque anni di tribolazione.
  • Non è una sorpresa per noi, né ora né in passato, se un aggressore dovesse fare qualsiasi tipo di movimento attraverso l’Eritrea, poiché non vi è nulla di strano in questo. Quello che abbiamo trovato un po’ sorprendente, tuttavia, è che, mentre il popolo Eritreo ha sempre sostenuto la propria libertà e galanteria con le azioni, dovrebbero ancora esistere, tra un popolo con una tale distinta testimonianza della storia, alcuni ipocriti che servono come strumenti volti a deturpare la storia passata e tradirla a favore degli stranieri.
  • Vi giungono nei tempi in cui i Nostri sforzi per la riunione dell’Eritrea alla Madrepatria sono stati coronati con successo, ed è stato aperto l’accesso al mare per l’Etiopia. Poiché maggiore è il numero di un popolo, meno è vulnerabile alle aggressioni, siamo orgogliosi di sapere che le persone di una vecchia provincia un tempo strappata via dalla Madrepatria sono ora riunite con Noi.

Isaias AfewerkiModifica

  • L'Eritrea non è in vendita, né per l'Iran, né per Israele, né per gli Stati Uniti, per nessuno.
  • Non c'è mai stata un'opposizione in questo paese.
  • [Riguardo il conflitto eritreo-etiope] Per la cronaca, questo problema della frontiera è stato un conflitto insensato fomentato in primo luogo dagli Stati Uniti.
  • Quelli che non l'hanno mai provato potranno anche fantasticare sulla guerra. Noi ci siamo stati per tanti decenni, quasi due generazioni.
  • Siamo i migliori di questo continente.

Ryszard KapuścińskiModifica

  • L'Eritrea è il più giovane stato africano, un piccolo stato di tre milioni di abitanti. Mai indipendente, l'Eritrea fu prima una colonia della Turchia, poi dell'Egitto e, nel XX secolo, successivamente dell'Italia, dell'Inghilterra e dell'Etiopia. Nel 1962 quest'ultima, che già da dieci anni occupava militarmente l'Eritrea, la dichiarò sua provincia. Gli eritrei risposero con una guerra di liberazione, la più lunga nella storia del continente, in quanto durata trent'anni. Quando ad Addis Abeba regnava Hailè Selassiè, gli americani l'aiutarono a combattere gli eritrei. Ma quando Menghistu rovesciò l'imperatore, assumendo personalmente il potere, ad aiutarlo furono i russi.
  • Le forze etiopi impiegavano comunemente il napalm. Per salvarsi, gli eritrei cominciarono a scavare rifugi, corridoi e nascondigli mometizzati. Nel corso degli anni costruirono un secondo stato sotterraneo, nel senso letterale del termine: un'Eritrea nascosta e segreta, inaccessibile agli estranei, che potevano percorrere in lungo e in largo senza essere visti dal nemico. La guerra eritrea non fu, come gli eritrei stessi sottolineano con orgoglio, una bush war, l'uragano banditesco e sterminatore dei warlords. Nel loro stato sotterraneo avevano scuole e ospedali, tribunali e orfanotrofi, officine e fabbriche di armi. In quel paese di analfabeti, ogni combattente doveva saper leggere e scrivere.
  • Questo piccolo paese, tra i più poveri del mondo, possiede un esercito di centomila giovani, relativamente colti, dei quali non sa che fare. Il paese non ha industrie, l'agricoltura è in abbandono, le città in rovina, le strade distrutte. Centomila soldati si svegliano ogni mattina senza saper che fare, e soprattutto senza niente da mangiare. Ma la sorte dei loro colleghi e fratelli in borghese non è molto diversa. Basta girare per Asmara all'ora di pranzo. I funzionari delle poche istituzioni esistenti in uno stato così giovane vanno a mangiare un boccone nei bar e nei ristoranti del quartiere. Ma le folle dei giovani non sanno dove andare: non lavorano, non hanno un soldo. Girano, guardano le vetrine, sostano agli angoli delle strade, siedendo sulle panchine oziosi e affamati.

Altri progettiModifica