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Erika e Klaus Mann

1leftarrow blue.svgVoce principale: Klaus Mann.

Il libro della RivieraModifica

  • La curiosità della cittadina di Pegli è la Villa Pallavicini, nella quale dovrebbero entrare tutti coloro che abbiano interesse per le raccolte etnografiche e per un parco dalla vegetazione rigogliosa, e che sappiano sbalordirsi di fronte a grotte con stalagmiti e a contorti giochi d'acqua. (p. 122)
  • [...] dobbiamo per onore di giustizia far rilevare che la Riviera di Ponente è veramente da consigliare a uomini, donne e bambini bisognosi di riposo. (p. 122)
  • È molto carino sedersi davanti ai caffè di questa piazza [Piazza Acquaverde] e mangiar gelati. I gelati qui sono divini, fanno parte delle cose migliori che offre l'Italia – e su questa piazza succede quasi sempre qualche cosa. (p. 123)
  • In genere c'è molta attività e molto movimento in questi vicoli bui e stretti di Genova, queste "gole stradali" [...] I vicoli sono ripidi, la città è costruita su un pendio; perciò i tanti tunnel e gli ascensori. Il tram e le automobili devono inerpicarsi, è quasi come a San Francisco. Forse sono queste poliedriche prospettive ripide e oscure di una città di affari piuttosto sobria e moderata che danno a Genova questo aspetto un po' romantico, quasi incantato. C'è un'atmosfera singolare in questi vicoli pieni di vita e di rumori: si può sempre immaginare che, passandoci fra cento anni, li si ritrovi esattamente come ora, ma completamente vuoti, muti e morti, tanto da doversi ripetere continuamente: qui una volta c'era un gran movimento; qui gli ascensori andavano su e giù, gli autocarri crepitavano sotto ai tunnel. Ora c'è questa pace sepolcrale. In mezzo a tutto questo movimento, si ha l'impressione che fra un paio di secoli si potrà pensare così. (p. 124)
  • [Su Genova] Questa mistica impronta di città di affari imponente e animata deriva forse anche dal fatto di sapere quanto sia carica di storia; piena di fantasmi e di avventure del passato. (p. 124)
  • Si passeggia al Camposanto, uno dei più notevoli cimiteri del mondo [...] (p. 125)
  • Nelle città italiane, ci sembra, è spesso l'uomo giovane che predomina; tra i diciotto e i trenta, senza cappotto, con scarpe tirate a lucido, cappello di feltro o di paglia inclinato sulla testa, mani in tasca, sigaretta tra le labbra, seduto ai caffè, sulle ampie piazze, in piedi sulle scalinate degli edifici pubblici. Così anche a Genova. Essi discutono a gruppi, ridono, litigano; sembra siano soli. La signora, il signore anziano, persino il ragazzo, si fanno da parte. La città sembra appartenere al giovane, è lui che decide sul suo futuro. Questo ha qualcosa di rinfrancante e allo stesso tempo inquietante. Poiché questi giovani hanno molto raramente l'aria cattiva, eppure mai troppo pacifica. (pp. 126-127)
  • Si comincia da Nervi, circondata da un parco rigoglioso. Nel parco sono situate le relative ville, ampie e costose. Nervi è frequentata volentieri da gente raffinata, a causa del suo clima vistosamente mite – in realtà pare sia il più mite della costa. I tedeschi vengono qui a frotte; ultimamente però la frequentano di preferenza anche signori dell'alta società italiana. Nervi deve il suo clima dolce innanzitutto al Monte Fasce che sta lì apposta per tener lontani i venti del nord. Pare che persone intraprendenti lo scalino anche, noi non lo abbiamo mai fatto; si dice che la vista da lì sia stupenda. [...] [Nervi] È da consigliare più a gente anziana che ai giovani; più per quelli che cercano comodità che per gli altri, per i quali gli agi non sono proprio il più prezioso bene della vita. (pp. 129-130)

BibliografiaModifica

  • Erica e Klaus Mann, Il libro della Riviera, traduzione di Emilia Gut, Biblioteca del Vascello, Roma, 1992

Voci correlateModifica