Dosso Dossi

pittore italiano

Giovanni di Niccolò Luteri, detto comunemente Dosso Dossi (1474 – 1542), pittore italiano.

Dosso Dossi, Bacco, 1524 circa

Citazioni su Dosso Dossi

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  • A. Lo stesso oggetto contrassegnato in tedesco, inglese e americano dalla vocale aperta 'A' (Arsch, arse, ass) viene invece caratterizzato dalla vocale chiusa 'U' (culo, cul) in italiano e in francese e lingue affini. Sono spigolature che si potrebbero trovare nelle Note azzurre del Dossi). (Alberto Arbasino )
  • Ciò che non otteneva con la linea, il Dosso tentava di ottenere mediante i colori, perfino la violenza del moto passato dalle figure alle cose. E, nonostante il cartone di Raffaello, anche più tardi, il Ferrarese, dipingendo in parte il San Michele, «ex voto» di Alfonso I d'Este, [...], per il recupero della città dalle mani del Papa, non riescì se non negli effetti coloristici, nei lampeggiamenti della corazza, nei contrasti di luce ed ombra, a ottenere agitazione di elementi, e, meravigliando, abbacinando, energia. (Adolfo Venturi)
  • Quasi tutti i suoi affreschi nel castello di Ferrara, come quelli del principesco castello di Trento furono distrutti dal fuoco o dal dente del tempo, oppure l'insipienza degli uomini li lasciò andare in rovina. Povero Dosso! Viribus unitis, dovunque si è fatto a pezzi e a bocconi quello che della tua grande attività è giunto sino a noi, e con questi pezzi si è ornato ora l'uno ora l'altro maestro. Talora il Giorgione, tal altra il Parmegianino, il Pordenone, Francesco Penni o il Garofalo. Egli ben merita che lo si rimetta in onore e lo si ponga nella sua giusta luce. Nessun altro artista s'avvicina tanto al suo amico, così ammirato, l'Ariosto, quanto questo pittore col suo spirito sano, sereno e spesso splendido. Qualche volta è sfrenato, di tempo in tempo anche trascurato e leggero, ma nessuno può dire di lui che sia stato rozzo o volgare. (Giovanni Morelli)
  • Una natura così sanguigna, come quella di Dosso Dossi, difficilmente poteva ritrarre un personaggio, segnarne i caratteri, senza forzarli, eccitarli, e, potrebbe dirsi, senza farli sudare accostandoli alle sue vampe. (Adolfo Venturi)

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