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Dino Grandi

politico e diplomatico italiano
Il conte Dino Grandi, 1925.

Dino Grandi (1895 – 1988), conte di Mordano, diplomatico e politico italiano.

Citazioni di Dino GrandiModifica

  • Ed una delle ragioni per cui, contrariamente al giudizio di molti fascisti in Italia, mi sono subito, sin dal giorno del mio arrivo qui[1], fermato con simpatia su Oswald Mosley è perché Mosley mi è apparso come l'espressione di una «novità» assolutamente impreveduta in Inghilterra, dove nessuno, non dico «osa» ma neppure si immagina di poter venir meno ai canoni di quel patriottismo tradizionale vittoriano, che è tuttora in Inghilterra quello che il culto del Risorgimento è stato sino a poco tempo fa per l'Italia, l'insegna «Al vero patriottismo»... Mosley se ne frega della Regina Vittoria, e questo dice e questo stampa, fra le orecchie scandalizzate di tutti e dichiara di voler ripescare l'Inghilterra dei Tudor, d'Enrico VIII e di Elisabetta, l'Inghilterra non «natural» bensì settaria, che mangiava i vitelli allo spiedo, che mannaiava la gente, che coltivava la terra, che pirateggiava sul mare. (da una lettera a Benito Mussolini, Londra, 30 gennaio 1934[2])
  • [Dopo l'occupazione dell'Albania] Gli avvenimenti di oggi mi hanno elettrizzato lo spirito tu, duce, fai camminare la Rivoluzione col moto fatale e spietato della trattrice.[3]
  • [...] Ettore Muti era un giovane di scarsa cultura e di altrettanto scarsa esperienza politica, ma di un brillante passato militare e di un solido buon senso paesano.[4]
  • [Sugli inglesi] Gli inglesi rispettano soltanto coloro che con pacata ironia mostrano di non credere al bluff britannico di una civiltà superiore. (da una lettera a Galeazzo Ciano, 6 novembre 1936[5])
  • [Su di una sfilata] L'ordine chiuso che hai insegnato ai tuoi soldati è di un'originalità unica e superba: era un monoblocco di acciaio, una massa pesante come quella tedesca, non tuttavia di ghisa, bensì di metallo vibrante. (da una lettera a Benito Mussolini[3])

Citazioni su Dino GrandiModifica

NoteModifica

  1. Grandi fu ambasciatore d'Italia nel Regno Unito dal 1932 al 1939.
  2. Citato in Piero Buscaroli, Dalla parte dei vinti, Arnoldo Mondadori editore, Milano, 2010, ISBN 978-88-04-58599-2, p. 151.
  3. a b Citato in 1943, la caduta del fascismo, Fratelli Fabbri Editori, Milano.
  4. Citato in Silvio Bertoldi, La chiamavamo Patria, Rizzoli, Milano, 1989, p. 173. ISBN 88-17-85323-2
  5. Citato in Richard Lamb, Mussolini e gli inglesi, Corbaccio, Milano, 1998, p. 273.

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