Desiderato Chiaves

poeta, giornalista e politico italiano

Desiderato Chiaves (1825 – 1895), poeta, giornalista, politico e musicista italiano.

Desiderato Chiaves

Citazioni di Desiderato ChiavesModifica

  • Definire la vastità e la mente di Camillo Cavour non è guari possibile. [...].
    Io ho due termini in mente per dare una idea di ciò che voglio dire; e mi vengono sempre presenti quando penso al genio di Camillo Cavour.
    Uno di questi è una lettera scritta ad un suo amico in cui gli dà consigli per suo nipote che va a fare studi in Inghilterra, e dove gli tratteggia minutamente gli effetti del drenaggio dei prati secondo le varie qualità dei terreni nelle diverse contee, lo informa delle varie razze di animali ovini e delle differenze dei loro prodotti secondo i sistemi osservati nelle diverse località e li raffronta con quelli degli altri paesi, aggiungendo di passaggio alcuni particolari ragguagli sovra certa macchina per seminare.
    L'altro termine è il discorso di Camillo Cavour in Parlamento sulla famosa proposizione "Libera Chiesa in libero Stato," nel quale si librò sulle più alte cime della filosofia politica trascinandosi con sé l'Assemblea entusiasmata.
    Ecco i due termini. Ora pensate voi fra questi quale vastità di intelletto si comprenda.[1]

Citazioni su Desiderato ChiavesModifica

  • Il Chiaves, uomo d'alta statura, d'aperta e simpatica fisionomia, è diserto[2] oratore, e quel che più importa, ragionatore sodo e concludente. Le sue parole e il suo accento possono talvolta salire fino all'entusiasmo, ma non cadono mai nel declamatorio, né nell'esagerato. (Aristide Calani)
  • La facilita di verseggiare in lui era veramente meravigliosa; le strofe e le rime gli sgorgavano giù dalla penna e anche dalle labbra, come un'acqua che scorre dalla fonte; parodiando l'allora di moda abbondosa risonanza della strofa avvolgentesi sopraccarica d'epiteti, egli era capace d'improvvisare per ore carmi alla Prati[3], in cui la melodia vi accarezzava l'orecchio, e non c'era in quel profluvio di parole né pensieri e talvolta né anche il senso. Quante volte, ho visto il Prati medesimo ridere di cuore a quella amena parodia della sua maniera! (Vittorio Bersezio)
  • Ritornando alla Camera, nel 1866, dopo parecchi anni in cui aveva voluto rimanere all'infuori della vita parlamentare per consacrarsi al suo ufficio d'avvocato e ai domestici interessi, il Chiaves, con parola incisiva, con ironia garbata, elegante, ma amaramente severa, condannava i metodi empirici, senza convinzione, qualche volta senza dignità, di governo e di condotta parlamentare del Depretis, il quale iniziava allora quel così detto trasformismo, che eccitava nelle aure governative la confusione, la immoralità, lo scetticismo. (Vittorio Bersezio)

NoteModifica

  1. Discorsi commemorativi di glorie italiane, Roux Frassati e C. editori, Torino, 1896, pp. 38-39.
  2. Facondo, eloquente.
  3. Giovanni Prati.

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