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Incipit di Ahasvero nell'Isola del DiavoloModifica

E tu, mio maestro ed amico, morivi a Parigi colla parola Umanità sulle labbra, e tu, mio fratello di pensiero e di fede, Carlo Fauvety, grande per intelletto, più grande per nobiltà di cuore, ti spegnevi nella tua casa ospitale di Asnières, detta il ritiro del filosofo, colla parola di Solidarietà sulle labbra, parola in cui si riassumeva la tua filosofia sociale, l'anelito della tua anima pura e generosa[1].

Giordano Bruno. La religione del pensiero. L'uomo, l'apostolo e il martireModifica

  • [Su Giordano Bruno] Era una forza che si ribellava contro tutte le podestà imperanti ed avverse, un sistema completo, che si affermava contro un sistema al pari del suo filosofico, politico, religioso. Il trionfo di uno avrebbe segnato, non solo la riforma, ma la fine dell'altro, e nulla si lasciò d'intentato per sopprimere questo e annichilirlo. Dopo aver ucciso l'uomo ei conveniva spegnerne il pensiero; conveniva disperderne le ceneri al vento, e dopo le ceneri sbandirne la parola, trafugare, occultare, ardere i suoi libri, e dopo i libri inumarne la memoria, cancellarne il nome. (p. 3)
  • [Sul De l'infinito, universo e mondi] Quest'opera, dice a ragione Berti, è il massimo dei libri di Bruno; è il più importante che abbia dettato. Noi diremo di più; esso è il Vangelo, la buona novella dell'età moderna, dischiude nuovi cieli, apre orizzonti più vasti e luminosi allo spirito umano, e determina i destini segnati all'individuo sulla terra e all'umanità nello spazio e nel tempo. (p. 199)
  • [Sullo Spaccio de la bestia trionfante] Così questo libro, il quale, per trecento anni, molti letterati italiani sentenziarono scellerato e infame, è uno dei pochissimi della nostra letteratura che s'inspiri ad un alto sentimento di religione, di verità e di giustizia. (p. 218)

NoteModifica

  1. Il nome di Pierre Leroux è abbastanza noto per le opere da lui pubblicate. Lo è meno quello di Charles Fauvety, morto a Asnières, l'11 febbraio 1894 all'età di 80 anni, circondato dall'affetto di tutti i cittadini. Scrittore elegante e profondo, era modestissimo. Non scriveva per vaghezza di rinomanza e di popolarità, ma per propagare le sue idee. Era l'apostolo del pensiero; faceva il bene pel bene. Filosofo spiritualista d'alto valore intellettuale e morale, apparteneva alla scuola socialista, che prevalse in Francia dal 1832 al 1851, la quale non mirava solo alle questioni materiali, al ventre, come il Socialismo attuale, ma si preoccupava sopratutto a formare l'uomo morale: Scuola, che fu via via rappresentata dal Phalanstere, la Phalange, la Democratie pacifique, fondò Le rappresentant du Peuple poi la Voix du Peuple e altri giornali. Collaborò coi suoi amici Michelet, Renouvier, l'Abbé Constant, Erdan in varie riviste, fondò il giornale La Solidarité, in cui espose più chiaramente le sue idee religiose, sociali, che interrotto dalle guerre del 1870 fu ripreso e continuato nel 1876 dalla Religion Laique, che divenne nel 1890 e sotto la direzione del suo discepolo, P. Verdad (Lessard) La Religion Universelle. Mandava nello stesso tempo importanti articoli al Giornale Italiano, La Ragione, in cui io collaborava con Ausonio Franchi. Degne di nota sono le sue opere intitolate Nouvelle Rivelation, La Vie, e l'altra Théonomie, Démonstration de l'Existence de Dieu. La sua dottrina egli riassunse nel suo Testamento morale con queste parole: Credo alla solidarietà Universale. Voglio la Giustizia e fratellanza umana. Aspiro alla Perfezione. Dio unità suprema, legge universale, Ragione cosciente dell'Universo. Fu la sua vita, come quella di Benedetto Spinoza, la vita di un santo; ed io sono lieto di poterlo ricordare ancora alla Francia e all'Italia, e rendere un supremo omaggio all'amico, all'uomo integerrimo e al pensatore.

BibliografiaModifica

  • David Levi, Ahasvero nell'Isola del Diavolo, Streglio, 1898.
  • David Levi, Giordano Bruno. La religione del pensiero. L'uomo, l'apostolo e il martire, Torino, Carlo Triverio, 1887.

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