Dante Gabriel Rossetti

pittore e poeta britannico

Dante Gabriel Rossetti, nato Gabriel Charles Dante Rossetti (1828 – 1882), pittore e poeta britannico.

Dante Gabriel Rossetti ritratto da William Holman Hunt, 1883.

Citazioni di Dante Gabriel RossettiModifica

  • Guardami in faccia; il mio nome è Avreipotutoessere. | Io mi chiamo anche Nonpiù, Troppotardi, Addio.[1]
  • La concezione, ragazzo mio, il fondamentale lavoro di cervelllo, è ciò che fa la differenza in tutte le arti.[2]
  • Sono già stato qui, | ma quando o come non so dire: | conosco quell'erba davanti alla porta, | quel dolce intenso odore, | quel rumore sospirante, quelle luci attorno alla costa...[3]
I have been here before, | But when or how I cannot tell: | I know the grass beyond the door, | The sweet keen smell, | The sighing sound, the lights around the shore...

Citazioni su Dante Gabriel RossettiModifica

  • Dante Rossetti è un mistico contemplatore e adoratore della bellezza femminea – un dugentista italiano, nato, per capriccioso anacronismo della sorte, a Londra, in pieno secolo decimonono. Tutta la sua opera poetica deriva, in linea retta, dalla Vita Nuova. Questo divino fiore venato di sangue, questa mistica Rosa imperlata di lacrime ha lasciato un profumo in tutti i versi del Rossetti. (Enrico Nencioni)
  • Rossetti sottolinea — con amarezza ma con grande verità — che il peggior momento per un ateo è quando gli viene espressa estrema gratitudine ed egli non ha nessuno cui mostrare riconoscenza. L'inverso di questa affermazione è altrettanto vero; come è vero che tale gratitudine produceva, in uomini simili a quelli che stiamo qui considerando, i momenti più puramente gioiosi che l'uomo abbia mai conosciuto. (Gilbert Keith Chesterton)

NoteModifica

  1. Da The House of Life, XCVII. Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, BUR, 1992. ISBN 88-17-14603-X
  2. Da Lettera a Hall Caine, citato in Hall Caine, Recollections of Rossetti; citato in Elena Spagnol, Enciclopedia delle citazioni, Garzanti, Milano, 2009. ISBN 9788811504894
  3. Citato in Jorge Luis Borges, Introduzione a Adolfo Bioy Casares, L'invenzione di Morel, Bompiani, 1985.

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