Chandra Livia Candiani

poetessa e traduttrice italiana

Chandra Livia Candiani (1952 – vivente), poetessa e traduttrice italiana.

Citazioni di Chandra Livia CandianiModifica

  • Mi sembra che ferite e luce siano insieme, quando le ferite sono accolte, ospitate con rispetto, allora la luce ci passa attraverso e possiamo vedere e far trasparire qualcosa che va oltre il male, perché una ferita è una crepa nelle certezze, è un varco verso l'insondabile. Forse ci sono state molte più ferite che luce nella prima parte della mia vita, anzi diciamo fino ai cinquant'anni. Poi mi sono affrancata dal farmi male senza saperlo attraverso gli altri e ho percorso la Via che porta a se stessi e all'abbandono alla vastità. Sto camminando e c'è luce, c'è anche tanto buio, ma se lo abito, lo respiro, lo "attendo", si riempie di lucciole.[1]
  • Tenere tra le braccia | la voce del mondo | ospitare i suoni ammucchiati | senza chiedere senso | cullare lingue e pelli | ossa di diverse misure | parole fredde e calde | urli e bisbigli | una fioritura spinosa | e corrodere le frontiere | e fare uno strepito sorridente: | sì vieni, ben arrivato | nel mio sbando | c'è sempre posto per te.[2]

NoteModifica

  1. Dall'intervista di Alida Airaghi, 5 domande alla poetessa Chandra Livia Candiani, sololibri.net, 28 settembre 2018.
  2. Da La domanda della sete: 2016-2020, Einaudi, Torino, 2020, p. 107. ISBN ISBN 9788806244545. Citato in Chandra Livia Candiani, La domanda della sete, nazioneindiana.com, 22 settembre 2020.

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