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Citazioni di Carlo CottarelliModifica

Da Carlo Cottarelli: "Ma il debito sta esplodendo, alzare gli stipendi della classe media"

Intervista di Roberto Petrini, Repubblica.it, 11 ottobre 2017.

  • [Sulla crescita dell'economia mondiale] Il problema principale secondo me è che il livello di indebitamento, soprattutto delle famiglie, continua a crescere.
  • [Sulla crescita dell'economia mondiale e il ceto medio] Il problema fondamentale secondo me resta una debolezza nella domanda dei beni di consumo dovuta allo spostamento della distribuzione del reddito che indebolisce la classe media nei paesi avanzati e che non può essere risolto dalla politica monetaria, se non spingendo ad un maggiore indebitamento. La classe media riesce a consumare ma indebitandosi di più. Il che però rende la crescita più fragile.
  • Un aumento di salari e stipendi della classe media porterebbe a una distribuzione del reddito meno squilibrata e ridurrebbe la necessità di indebitamento della classe media.
  • [Sulla ripresa economica in Italia] Il rapporto tra debito pubblico e Pil ha smesso di crescere, per esempio, e stiamo recuperando competitività rispetto alla Germania, dove i costi di produzione stanno accelerando in una situazione vicina alla piena occupazione.
  • Non possiamo contare per sempre su un contesto esterno favorevole e dobbiamo accelerare nella correzione dei nostri punti deboli.

Da Carlo Cottarelli, l'intervista a Libero: "Non c'è emergenza economica, possiamo rivotare"

Intervista di Pietro Senaldi, Liberoquotidiano.it, 8 maggio 2018.

  • Se ci fosse un governo istituzionale, la prima emergenza da affrontare sarebbe dotare il Paese di una legge elettorale che consenta di avere un vincitore dopo il voto, e allo scopo è più indicato un giurista, io sono un economista.
  • [Sulla possibilità di un incarico economico-politico] Se si parla di un governo a tempo, di pochi mesi, come pare, non credo che potrei incidere più di tanto. Se poi si vuole aumentare il deficit, non sono io la persona giusta.
  • Io non sono un duro. Non sono uno di quei medici che dice "l'operazione è riuscita ma il paziente è morto". Più semplicemente, sono un interventista e offro delle soluzioni tecniche, che i politici difficilmente adottano perché pensano alle elezioni e molti non sono troppo interessati a una strategia di medio periodo.
  • Mi auguro un governo politico che duri. Non mi entusiasmano i governi tecnici.
  • I mercati sono narcotizzati da Draghi, che continua a comprare titoli di Stato. E poi, finché c'è crescita, i mercati sono tranquilli.
  • Le persone sono preoccupate che i partiti non mantengano le promesse elettorali, io invece temevo che fossero mantenute e il fatto che non lo siano state è l'unico effetto positivo del non governo.

I sette peccati capitali dell'economia italianaModifica

  • In teoria i problemi italiani, un debito pubblico elevato e una bassa crescita e competitività, potrebbero essere risolti uscendo dall'euro. Però bisogna essere chiari sul modo in cui e sul perché l'uscita aiuterebbe a risolvere questi problemi, cosa che spesso i suoi sostenitori non fanno.
  • [Sugli effetti sull'economia italiana dell'uscita dall'euro] [...] questo avverrebbe al prezzo di un taglio dei salari reali, di una tassa da inflazione e solo dopo un periodo che sarebbe molto turbolento anche per via degli effetti di bilancio che accompagnano una svalutazione e dello sconvolgimento del sistema dei pagamenti.
  • Se lasciassimo l'euro e introducessimo la nuova lira, questa si svaluterebbe immediatamente rispetto all'euro.
  • [Su una possibile alternativa dall'uscita dall'euro] [...] l'introduzione di una moneta parallela che verrebbe usata dallo Stato, e forse da altri, per le proprie transazioni all'interno del paese. [...] chi esporta in Italia non accetterebbe certo di essere pagato in nuove lire, richiederebbe euro o dollari. Una moneta parallela sarebbe equivalente all'uscita dall'euro.
  • Tutto sommato, credo che sia di gran lunga preferibile cercare di tornare alla crescita riformando l'economia italiana, piuttosto che scegliere il salto nel buio rappresentato da un'uscita dall'euro.

BibliografiaModifica

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