Canzone classica napoletana

stagione classica della canzone napoletana
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Citazioni sulla canzone napoletana.

  • Dicono che la canzone napoletana sia morta. Ma io dico sempre che finché ci sarà al mondo un napoletano, ci sarà anche la canzone napoletana. (Sergio Bruni)
  • Io non dirò come un pessimista amico mio: l'ultima canzone napoletana fu scritta da Gigi Denza, Funiculì, funicolà; ma son pure obbligato a riflettere che le canzoni dell'ultimo ventennio troppo facilmente si adattano al ballo: talune col ritmo della polka, tal'altre col ritmo del valzer, il resto quasi tutte per la contraddanza, mentre le antiche si adattavano soltanto alla danza deliziosa che i piccoli marosi di Marechiaro a Posillipo[1] obbligano a fare alla barca: cioè alla vera e molle barcarola, che divien tarantella, quando i marosi s'indemoniano; sono obbligato a riflettere, per di più, che i successi delle canzoni d'oggi, meno difficili, ma assai meno durevoli degli antichi, si debbono più alla sfacciata réclame, alla pornografia del verso, all'ambiente del caffè-concerto, anziché alla musica, e, per conseguenza, non mi sento di chiamare assurdo quel povero pessimista amico mio! (Amilcare Lauria)
  • La canzone napoletana, purtroppo, è scomparsa gradualmente nonostante gli sforzi di «anime devote» che hanno cercato di tenerla in vita: bisognerebbe forse tornare alla Piedigrotta di un tempo!
    Ma non sarà, forse, tardi? Io penso di sì!
    Rifacciamoci a qualche ultima canzone di Peppino di Capri o di Peppino Gagliardi, e speriamo di poter dire ancora, con le parole di Libero Bovio:
    Napoli d'e canzone s'è scetata
    se sentono 'e chitarre n'ata vota.

    Pura illusione! (Vittorio Gleijeses)

NoteModifica

  1. Nel testo "Posilippo".

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