Bright Star

film del 2009 diretto da Jane Campion

Bright Star

Descrizione di questa immagine nella legenda seguente.

John Keats ritratto da William Hilton

Titolo originale

Bright Star

Lingua originale inglese
Paese Regno Unito, Australia, Francia
Anno 2009
Genere biografico, drammatico, sentimentale
Regia Jane Campion
Soggetto Jane Campion
Sceneggiatura Jane Campion
Produttore Jan Chapman, Caroline Hewitt
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Bright Star, film del 2009 con Ben Whishaw e Abbie Cornish, regia di Jane Campion.

  Citazioni in ordine temporale.

  • Io penso lo stesso delle stesse poesie, signor Brown, non so che cosa significhino. Sbuffi di fumo che si dissolvono lasciando nient'altro che irritazione. (Fanny)
  • Le poesie sono faticose da capire. (Fanny)
  • Ma sono aggrappato al nulla, | ho amato un nulla, | nulla vidi | o sentii se non un grande sogno, | o sono stato presuntuoso contro l'amore contro il cielo, | contro tutti gli elementi, | contro il legame dei mortali fra loro. Il ritmo è bellissimo. È unico. Ci sono rime ma non sono sulla battuta. Sono calme ma legano. E le ripetizioni preparano a volare. Ma sono aggrappato al nulla, | ho amato un nulla, | nulla vidi ed ecco che vengono fuori o sentii se non un grande sogno. (John Reynolds)
  • Volete insegnarmi la poesia? Mi... mi piacerebbe capire ma non so da dove incominciare. (Fanny)
  • Un poeta non è affatto poetico. È la cosa meno poetica nell'esistenza. Non ha alcuna identità. Occupa in continuazione il corpo di un altro: il sole, la luna... (John Keats)
  • Non sono sicuro di nutrire i giusti sentimenti verso le donne. Sono diffidente verso i miei sentimenti. (John Keats)
  • Sono attratto da voi, senza sapere perché. Tutte le donne mi confondono, persino mia madre. Anelo essere rovinato da streghe e salvato da angeli. (John Keats)
  • C'è sacralità negli affetti del cuore e tu non sai niente di questo! (John Keats)
  • La tua arte è la cosa più bella della mia vita. (Charles)
  • [Fanny legge la lettera] Mia diletta signora, mi trovo adesso innanzi a un'amena finestra di questo cottage donde si scorge una campagna collinosa e si intravede il mare. La mattinata è assai bella. Non so quanto sarebbe agile il mio spirito, quale piacere potrei trarre dalla dimora qui se il vostro ricordo tanto non gravasse su di me. Domandatevi, amore mio, se non siate stata molto crudele ad avermi avvinto così, così distrutto la mia libertà. Quanto a me, non so come esprimere la mia devozione per una creatura di tanta bellezza. Vorrei una parola più fulgida che fulgore, più bella che bello. Vorrei quasi che noi fossimo farfalle e vivessimo appena tre giorni d'estate. Tre simili giorni con voi li calmerei di tale delizia che 50 anni comuni non potrebbero mai racchiudere. Confesserete questo in una lettera? Dovete scrivermi immediatamente e dite in essa tutto quello che potete per consolarmi, fatela densa come una pozione di papaveri per inebriarmi, scrivete le parole più dolci e baciatele che io possa almeno posare le mie labbra dove furono le vostre. (John Keats)
  • Quando non mi da sue notizie è come se fossi morta. È come se l'aria mi venisse risucchiata dai polmoni e mi sento desolata. Mentre quando ricevo una lettera, so il nostro mondo è vero. È il solo di cui m'importi. (Fanny)
  • Il signor Brown ha detto che potrei ancora imparare a leggere. Io gli ho detto: "Certo, e che leggerei?" E lui ha detto: "Abigail, perfino la Bibbia non è così noiosa come potresti pensare. E che nel Cantico di Salomone, ci sono dei pezzetti così succosi che farebbero arrossire perfino un uomo di chiesa." E ha detto che quando mi metterò a imparare a leggere, vedrò chi non diceva neanche l'ombra di una bugia. (Abigail)
  • [Scrivendo la lettera] Mia soave fanciulla, ho vissuto tutt'oggi di ieri, sono stato sotto una perfetta malia tutto il giorno, mi sento alla vostra mercé. Scrivetemi anche pochissime righe e ditemi che mai e poi mai sarete con me meno gentile di ieri. Mi avete abbagliato, non vi è niente al mondo di così fulgido e delicato... mi avete assorbito. Ho la sensazione di essere sul punto di dissolvermi. (John Keats)
  • L'attaccamento è qualcosa di cui è difficile liberarsi. (Maria Dilke)
  • Abbiamo tessuto una tela, tu ed io, attaccata a questo mondo ma è un mondo separato di nostra invenzione. Dobbiamo tagliare i fili, Fanny. (John Keats)
  • Io ho tradito John Keats! Ho tradito John Keats! Ho tradito John Keats! Io l'ho tradito! Io l'ho tradito! Non sapevo fino ad ora quanto strettamente fosse avvinto al mio cuore. (Charles)
  • [Legge la lettera di Severn] venerdì 23 febbraio alle quattro del pomeriggio, Keats mi ha chiamato: "Severn! Severn, sollevami perché sto morendo. Morirò facilmente. Non spaventarti, grazie a Dio, è arrivata." A un certo punto un sudore pesante e freddo ha ricoperto tutto il corpo e lui ha sussurrato: "Non respirare su di me, mi arriva come il ghiaccio". (Charles)

Dialoghi

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  Citazioni in ordine temporale.

  • Fanny: Non stringo le mani al nemico.
    Charles: Nemico? Che cosa vi ho fatto?
    Fanny: Non fate niente a me o per me e preferisco che tali le cose rimangono.
  • Samuel: Avete il poema di John Keats En...
    Libraio: Endimione?
    Samuel: Endimione, sì.
    Libraio: Sì, non ne ho sentito dire un granché bene. Non ne ho venduto neanche uno. E ne ho ordinati venti.
    Toots: Mia sorella ha conosciuto l'autore e vuole leggerlo per vedere se lui sia un idiota o no.
  • Fanny: Una cosa bella | è una gioia per sempre: | cresce di grazia; | mai passerà nel nulla.
    John Keats: Avete letto Endimione.
    Fanny: Volevo adorarlo.
    John Keats: Ma l'avete odiato.
  • Fanny: Non sono brava con la poesia.
    John Keats: Neanche io a quanto pare. Eppure nutro ancora speranza per me stesso.
    Fanny: Penso che la speranza sia utile.
    John Keats: Però?
    Fanny: Speranza e risultati sono differenti. L'una non crea necessariamente gli altri.
    Fanny: Forse con l'esercizio aiuterebbe?
    Fanny: Potrebbe.
  • Fanny: Potete dire qualcosa dell'arte della poesia?
    John Keats: L'arte della poesia è una carcassa, un'impostura. Se la poesia non nasce naturalmente come le foglie su un albero, allora è meglio che non nasca affatto.
  • Fanny: Ancora non so come comprendere una poesia.
    John Keats: Una poesia deve essere compresa attraverso i sensi. Lo scopo di tuffarsi in un lago non è di nuotare immediatamente a riva, ma restare nel lago, assaporare la sensazione dell'acqua. Non si comprende il lago, è un'esperienza al di là del pensiero. La poesia lenisce l'animo e lo incita ad accettare il mistero.
  • Charles: Se il signor Keats ed io passeggiamo in un prato, siamo sdraiati su un sofà o fissiamo una parete, non presumete che non stiamo lavorando. Far niente è il meditare del poeta.
    Fanny: Queste meditazioni sono quel che la gente comune conosce come pensieri?
    Charles: Pensieri, sì, ma di natura più ponderosa.
    Fanny: Pensieri pesanti?
    Charles: Non direi, Signorina Brawne, meditare rende la nostra mente disponibile all'ispirazione.
    Fanny: Signor Brown? Concentrarsi divagando?
  • John Keats: Ho fatto un tale sogno stanotte. Fluttuavo sopra gli alberi con le mie labbra unite ad una bellissima figura. Per quella che mi è apparsa un'eternità. Cime di alberi erano spuntate sotto di noi e ci riposavamo sopra di loro con la leggerezza di una nuvola.
    Fanny: Chi era la figura?
    John Keats: Dovevo avere gli occhi chiusi perché non ho memoria.
    Fanny: Ma avete memoria delle cime degli alberi.
    John Keats: Non quanto abbia memoria delle labbra.
    Fanny: Le labbra di chi? Erano le mie labbra?
  • Toots: Fanny vuole un coltello.
    Madre di Fanny: Per farne che?
    Toots: Vuole uccidersi.
  • John Keats: Fulgida stella, | come tu lo sei fermo foss'io, | non in solingo splendore alto sospeso nella notte.
    Fanny: Perché dici "non"? Non in solingo splendore. Temi che io non sia ferma perché faccio contenta la mamma andando a un ballo?
  • Fanny: Ci desteremo e scopriremo che è stato un sogno? Ci dev'essere un'altra vita. Non possiamo essere stati creati per una tale sofferenza.
    John Keats: Dubito che ci vedremo ancora su questa terra.
  • Fanny: Sai che farei qualsiasi cosa.
    John Keats: Ho una coscienza.
  • John Keats: Il tatto ha una memoria.
    Fanny: Lo so.

Fulgida stella, come tu lo sei | fermo foss'io, non in solingo | splendore alto sospeso nella notte | con rimosse le palpebre in eterno | a sorvegliare come paziente | ed insonne Romito di natura | le mobili acque in loro puro ufficio sacerdotale | di lavacro intorno ai lidi umani della terra, | oppure guardar la molle maschera di neve | quando appena coprì monti e pianure. | No, - eppure sempre fermo, sempre senza mutamento | sul vago seno in fiore dell'amor mio, | come guanciale; | sempre sentirne | il su e giù soave d'onda, | sempre desto in un dolce eccitamento | a udire sempre, sempre il suo respiro attenuato, | e così viver sempre, | o se no, venir meno nella morte. (Fanny)
Fanny Brawne passeggiò in quel parco per molti anni, spesso fino a tarda notte. Non dimenticò mai John Keats, né si tolse il suo anello.
Keats mosì a 25 anni, ritenendosi un uomo fallito. Oggi è considerato come uno dei più grandi Poeti Romantici. (Testo in sovrimpressione)

Altri progetti

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