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Breaking Bad (terza stagione)

lista di episodi della terza stagione

1leftarrow blue.svgVoce principale: Breaking Bad.

Indice

Breaking Bad, terza stagione.

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

Episodio 1, Ora BastaModifica

  • [Hank aiuta Walt a trasportare i bagagli]
    Hank: Cazzo. Che c'è qui dentro? Mattoni?
    Walt: [pausa] Mezzo milione in contanti.
    Hank [ride]: Questa è buona! [continua a ridere]
  • [In riabilitazione] Chi di voi è qui perché spera di poter riuscire a migliorare se stesso? [Tutti alzano la mano] Va bene. Questo è il vostro primo sbaglio. Qui dovete imparare ad accettarvi per come siete. (Counselor )
  • È la segreteria di Walt, Skyler, Flynn e Holly. Lasciate un messaggio. (Segreteria telefonica della famiglia White)
  • La cosa che mi sento dire è...di guardare il lato positivo. Per prima cosa a terra non ci sono state vittime. E questo... ragioniamo: un incidente del genere sopra un centro urbano densamente popolato è... se non ci sono state vittime secondo me è stato... come chiamarlo? Un piccolo miracolo. E seconda cosa, gli aerei non erano pieni. Credo che il volo del 737, sì...fosse pieno solo per i due terzi. Non era al completo e poteva andare molto peggio. Ma in ogni caso, tirando le somme, è al quindicesimo posto fra gli incidenti aerei. Ci sono stati quattordici incidenti più gravi e abbiamo un totale di ben cinquantatré incidenti ad aerei passeggeri gravi come questo o anche peggiori. Tenerife. Qualcuno ricorda lo scontro tra aerei di Tenerife?[1] No? Nel 1977? Collisione in volo fra due 747 pieni zeppi di passeggeri su Tenerife. Qualcuno di voi ha presente quanto è grande un 747? Be', è immensamente più grande di un 737. E non era uno, bensì due. Quasi seicento persone morirono a Tenerife. Ma c'è qualcuno di noi che ricorda quel disastro? Lo ricordate? Ne dubito. Non lo ricordate perché bisogna continuare a vivere. Andare avanti. Anche noi dovremmo superare e continuare a vivere perché non possiamo fare altro. Dobbiamo sopravvivere. (Walter)
  • Counselor: È quella voce che sentite nella testa. Quella maledetta voce interiore che vi ripete sempre le stesse cose. Sapete di che parlo. È quella che vi dice "Non sarai mai all'altezza". Ma all'altezza di cosa? All'altezza di riuscire a diventare presidente degli Stati Uniti? Be', questo potrebbe anche essere vero. Il punto è: siete all'altezza di ottenere la vostra piccola parte di soddisfazioni nella vita? Siete in grado di accettare voi stessi così come siete? Io dico di sì. Ma non conta che lo dica io. Deve dirlo la vostra voce interiore. E quella la sentite solo voi e quindi solo voi potete contrastarla. Chiaro? Jesse, non parli mai di te. Cosa c'è? Se vuoi dire che sono un pezzo di merda, tranquillo, non mi offendo. Però tira fuori quello che hai dentro.
    Jesse: Puoi dirmi perché ti consideri un esperto?
    Counselor: Mi pare di non averlo mai detto.
    Jesse: Sarà. Però sei quello che se ne sta seduto lì a ripetere continuamente "Perdonatevi, vogliatevi bene, bla bla bla..." Hai mai fatto del male a qualcuno? Non ti sto chiedendo se hai mai deluso i tuoi genitori, la domanda è: Hai mai fatto del male a qualcuno?
    Counselor: Ho ucciso mia figlia. È stato il 18 luglio, il giorno del mio compleanno. Il 18 luglio del '92. Io ero fatto di cocaina e ubriaco. Non è stato per la cocaina, me ne ero comprati due grammi il giorno prima come regalo di compleanno e ne avevo ancora. Però ero a corto di vodka. Noi stavamo a Portsmouth, Virginia, dove uno i liquori non li trova nei supermercati, ma solo in negozi in cui chiedono i documenti, i quali però chiudono alle cinque. Ricordo che erano le quattro e quarantadue e io stavo discutendo con mia moglie: "Su, va' a comprarmi una bottiglia di vodka, è il mio compleanno! Per favore. Lo sai che a me non la darebbero." Lei continuava a dire: "No. No." Ero incavolato. Restavano pochi minuti, sono salito in macchina e nostra figlia di sei anni e mezzo stava giocando con la palla alla fine del vialetto e io...
    Jesse: Come fai a non odiarti?
    Counselor: Ah, mi sono odiato. Per molti anni. E questo mi spingeva a continuare a bere e a drogarmi, il che ovviamente peggiorava le cose. Autodisprezzo, senso di colpa, ostacolano e basta.
    Jesse: Ostacolano cosa?
    Counselor: Il nostro cambiamento.
  • Walter: Come puoi farmi questo? Come puoi arrivare anche solo a pensarlo? Lo fai per punirmi?
    Skyler: No, io non ti punirei mai, Walt.
    Walter: È chiaro che questa è una punizione. Il nostro è un matrimonio felice. Almeno per me il nostro è un matrimonio felice. Dobbiamo solo... [respira profondamente] Io ti amo, Skyler. E farei qualunque cosa per te. Vuoi almeno tenerne conto? Insomma... Cazzo! Arrivi qui e mi sbatti in faccia una domanda di divorzio! Non capisci che c'è un milione di altri modi per uscire da questa cosa? Tu hai le tue ragioni, io ho le mie. Tu non hai sentito le mie ragioni, non ho ancora avuto modo di spiegartele.
    Skyler: Tu sei uno spacciatore.
    Walter: No... Ma-Ma che...?! Cosa?!
    Skyler: Sì. In quale altro modo puoi aver guadagnato tanti soldi? Marijuana? Tramite quel Pinkman. No? Oh, mio Dio, Walt...Cocaina?
    Walter: Metanfetamina. Ma io sono... sono solo quello che la produce, non la vendo. Lo so che questo cambia poco. [Skyler si alza e va via] No, Skyler! Lasciami parlare! Lasciami parlare!
    Skyler: No! No!
    Walter: La si può vedere in tanti modi, la vita è complicata. Ti prego, permettimi di... Per favore, sediamoci un attimo. Dammi la possibilità di una spiegazione.
    Skyler: Facciamo un patto, Walt: non lo dirò a Hank e non lo dirò ai tuoi figli. Non lo dirò a nessuno, lo terrò solo per me. Ma solo se mi concedi il divorzio e non ti fai più vedere.
    Walter: No, Skyler...
    Skyler: Non puoi rifiutare. Me ne vado prima di cominciare a vomitare.
  • Jesse: Ho imparato ad accettare me stesso per come sono... Ora so chi sono!
    Walter: Oh, e chi sei?
    Jesse: Una persona cattiva.

Episodio 2, Cavallo senza nomeModifica

  • Uno sconto mi sembrava dovuto visto che a casa vostra si produceva metanfetamina. La producevano nel laboratorio in cantina. Ho letto la procura a vendere da voi firmata e non si parla del laboratorio in questione, no no... vedo che c'è l'ispezione antitermiti, molto bene, ma non si menziona il laboratorio. C'è chi potrebbe accusarvi di frode, per omissione, che è perseguibile penalmente: io personalmente non me lo sognerei mai però... è un bel problema. Complimenti, ne avete avuto di coraggio cercando di rifilare al primo che passa un immobile seriamente contaminato dalla metanfetamina. Gran bel colpo per voi, bravi. Allora, io potrei sporgere denuncia e farvi sequestrare la casa a tempo indeterminato o potrei fare una denuncia penale, ma noi non vogliamo arrivare a questo punto: dico bene? Cosa ne dice avvocato, concorda con me? (Saul)
  • Segreteria telefonica: Avete chiamato il numero provvisorio di Walt. Lasciate un messaggio. [Beep]
    Skyler: [Messaggio in segreteria] Stamattina quando sono uscita a prendere il giornale ho visto una pizza sul tetto del garage. Tu ne sai qualcosa per caso? Ascoltami bene, Walt. Devi mantenere il controllo, sta calmo, accetta la situazione e cerca di lasciarci in pace perché se non ci riesci dovrò chiedere un'ordinanza restrittiva.

Episodio 3, TradimentoModifica

  • È colpa di mia madre. Lei... lei non dice cosa ha fatto mio padre perché lui-lui non ha fatto nulla. Non so perché si comporti così. Mio padre è un grande uomo. (Walter "Flynn" Jr.)
  • Ciao, se vuoi vendermi qualcosa ho quattro parole per te "Sei sulla lista nera" se invece sei a posto lascia un messaggio dopo il "bip". (Segreteria telefonica di Jane)
  • Ho fatto delle cose orribili, ma le ho fatte per una buona ragione. L'ho fatte per noi. Quelli sono per il college di Walter Junior e per Hollie, quando sarà grande. L'assicurazione sanitaria per te e per i ragazzi, per la fisioterapia di Junior e il sostegno scolastico. Sono i soldi per la spesa, la benzina, per le feste di compleanno e di laurea. Skyler, quel denaro è per il tetto che hai sulla testa, per il mutuo che non potrai pagare con il salario di contabile part time quando me ne sarò andato. Ti prego. Ti prego. Quei soldi io non li ho rubati. Non appartengono a nessun'altro. Li ho guadagnati. Le cose che ho fatto per guadagnarli...quello...quello che ho dovuto affrontare sono io che ci devo convivere. Skyler, tutto quello che ho fatto...tutti i sacrifici che ho fatto per quasta famiglia...tutto questo sarà stato inutile se non accetti quello che mi sono guadagnato. Ti prego. (Walt)

Episodio 4, Luce verdeModifica

  • Mi spieghi che diavolo ti è preso? Sembri la prima persona a cui succede: pensa che io ho beccato la mia seconda moglie a letto col mio patrigno, ok? È un mondo crudele Walt, devi crescere. (Saul)
  • Senti, devo proprio dirtelo: tu sei una pessima bugiarda, Cara. Non fraintendermi, non la peggiore in assoluto. Pensa, una volta una giustificò la bustina di roba che aveva nel culo dando la colpa al cibo tailandese. (Hank)

Episodio 5, Di piùModifica

  • Lei ritiene che io reclami una sorta di diritto per certi versi anche presuntuoso sulla mia formula, mh? Una sorta di smodato orgoglio, suppongo, che lei crede stia semplicemente prendendo il sopravvento su di me annebbiando il mio giudizio? [...] Mi limito a rispettare la chimica. Perché la chimica dev'essere rispettata. (Walt)
  • Gus: Il suo laboratorio.
    Walt: Oh, mio Dio... Ossido di torio per la catalizzazione... [Ride] E quanto è grande questo recipiente di reazione! Sarà da milleduecento litri! Ma...come-come faceva a sapere in che modo si assembla tutta questa attrezzatura?
    Gus: Ho avuto un valido aiuto. Come lo avrà lei. Ci è voluto un po' per metterlo su.
    Walt: Lo credo bene.
    Gus: La lavanderia di sopra è di mia proprietà da anni. Settimanalmente riceve grossi quantitativi di agenti chimici, detergenti e altro. Non c'è niente di sospetto e i miei dipendenti per sicurezza sono ben addestrati e affidabili. Il sistema di filtraggio è un'opera d'arte: non emetterà altro che un vapore pulito e inodore, esattamente come la lavanderia e attraverso gli stessi condotti. Me ne servono novanta chili a settimana perché sia economicamente apprezzabile. Potrà andare e venire quando vuole, l'importante è che produca la quantità indicata.
    Walt: Mi dispiace, la risposta è ancora no. Vede, finora io ho preso una serie di pessime decisioni e non possono continuare così.
    Gus: Perché ha preso quelle decisioni?
    Walt: Per il bene della mia famiglia.
    Gus: Allora non erano cattive decisioni. Qual è il compito di un uomo, Walt? Provvedere al benessere della sua famiglia.
    Walt: Ho perso la mia famiglia per questo.
    Gus: Quando si hanno figli si ha sempre una famiglia. Sono loro la priorità, la responsabilità. E un uomo deve assolverla. E lo fa anche se non si apprezza il suo gesto, anche se non viene rispettato, e anche se non è amato. Semplicemente resiste e va avanti, è suo dovere. Perché è un uomo.
  • Skyler: Non so più che diavolo sto facendo. È come se fossi paralizzata. Come...come se facendo un passo in qualsiasi direzione commettessi un madornale errore. Dio, quanto vorrei un bicchiere di vino adesso. Ti va di..? Scusa, non farci caso. Ad ogni modo la notizia del giorno è che da un po' di tempo vado a letto con il mio capo, anche se non so perché lo faccio.
    Pamela, avvocato divorzista: Però!
    Skyler: Già. [Pausa] È una bugia. Il perché io lo so. È un tipo adorabile. Ed è...Sì, lui è davvero una gran brava persona. Ma non può continuare così. Purtoppo, e stento...stento davvero a crederci, tutta la mai famiglia ormai mi vede come una...mia sorella, mio cognato e anche mio figlio adolescente pensano che sia una stronza. E tu mi dici di raccontare a Walter di suo padre? Di raccontare la verità. Ma io questo non lo farò. Non lo farò mai. Come posso? E quest'uomo che frequento, sai...per quanto sia un errore e per quanto lo faccia forse solo per farmi lasciare da Walt, lui rappresenta l'unico, l'unico istante della mia giornata in cui non mi senta...come se stessi...annegando.
    Pamela, avvocato divorzista: Dimmi, tuo marito sa che tu hai un altro uomo?
    Skyler: Sì.
    Pamela, avvocato divorzista: E pensi che firmerà?
    Skyler: Walt dice che non andrà da nessuna parte e a questo punto direi che la mia è stata una mossa astuta. Sì, geniale. I soldi li tiene in casa.
    Pamela, avvocato divorzista: Tuo marito? Lo spacciatore? Quanti soldi sono?
    Skyler: Non li ho contati, è pesante la borsa, è lì che li tiene.
    Pamela, avvocato divorzista: Mi stai chiedendo forse il permesso di spendere quei soldi?
    Skyler: No! Dio, no! No! Io sto soltanto...sì, ecco...sto solo cercando di parlarne. Tutto qua.
    Pamela, avvocato divorzista: Lascia soltanto che ti dica che sono qualificata la metà e costo circa il doppio di una terapeuta. Non c'è nulla di cui discutere qui, Skyler.
    Skyler: Io ti sto solo dicendo che abbiamo un passato. Quell'uomo è il padre dei miei figli. E forse quello che ha fatto...
    Pamela, avvocato divorzista: ...lo ha fatto per la famiglia. Vero? Be', se permetti io queste le considero solo una vagonata di stronzate.
    Skyler: D'accordo.
    Pamela, avvocato divorzista: Guarda, te lo dirò nel modo più semplice possibile. Tu sei una pazza. Non dovresti rimanere in quella casa un minuto di più. Se tuo marito non se ne va allora va via tu. Attualmente sei una sua complice. Sei colpevole. Tu, i tuio figli, potreste perdere tutto ciò che avete. Questo lo capisci? E tutto grazie a questo criminale che ti rifiuti di denunciare.
    Skyler: Non ho sposato un criminale.
    Pamela, avvocato divorzista: No, però lui lo è adesso.
  • Il modo di aprire una serratura si trova sempre. (Saul)

Episodio 6, Al tramontoModifica

  • Mi nomini una sola cosa al mondo che non sia negoziabile. (Walter)
  • [Provando la metanfetamina di Jesse] Mi sento come se uno mi avesse preso il cervello e l'avesse, sì, insomma, bollito nella...tipo, nell'antrace! (Badger)
  • Gale: È uno dei miei progetti artigianali. Vede, a mio parere il segreto dell'acido quinico sta nel livello: dev'essere superiore a ottomilaquattrocento milligrammi per litro, ma se lo si fa bollire troppo l'acido rilascerà i tannini. Quindi l'idea: allora, creo un leggero vuoto così posso mantenere la temperatura non oltre i novantadue gradi. Aspetti, ecco, giudichi lei stesso. [gli versa il caffè in una tazza]
    Walt: Oh, mio Dio! Oh, mio Dio! Questo è il miglior caffè che abbia mai assaggiato!
    Gale: Sono i chicchi di Sumatra e il merito è anche del macinacaffè, ma... grazie Signor White.
    Walt: Walt. Per favore, chiamami Walt. [continua a bere il caffè] Perché fare metanfetamina...
  • Gale Boetticher: Spiegami, con la soluzione di acido fenilacetico hai detto centocinquanta gocce al minuto per i primi dieci minuti e poi novanta per il tempo rimanente, perché?
    Walter: Vedi, io penso che diminuendo i fenoli si ottiene uno strato acquoso più oleoso, e pertanto...
    Gale Boetticher: ...un'estrazione di benzene più efficace.
    Walter: Esattamente! Ma in realtà io preferisco l'etere.
  • Walter: Non riesco a credere che dobbiamo ritenerci dei criminali.
    Gale Boetticher Ah, il crimine non è sempre crimine, ritengo. Sono di vedute liberali. Gli adulti possono avere quello che vogliono e se non glielo fornisco io vanno da qualcun altro. Con me ricevono esattamente ciò per cui pagano. Niente tossine aggiunte o adulteranti. Sì, avevo iniziato alla maniera giusta. Facevo dottorato alla Colorado con una borsa di studio alla NFS. Faticavo molto, ero amico delle persone giuste. Partecipavo a tutte le attività non chimiche con cui ci si tiene in vista. Conosci quell'ambiente. Quello non era ciò per cui avevo firmato. Io adoro il laboratorio! Perché è ancora tutto magico, capisci? La chimica! Voglio dire, una volta che perdi quello...
    Walter: Lo è! È una magia! Lo è ancora!
    Gale Boetticher: E poi spesso ho ripensato a quella bellissima vecchia poesia di Whitman, Quando ascoltai l'astronomo erudito.
    Walter: Io... Io non la conosco.
    Gale Boetticher [scuotendo la testa]: Ah, comunque...
    Walter: Potresti recitarla?
    Gale Boetticher: [ride istericamente] Pateticamente potrei, certo...
    Walter: Ok, allora...
    Gale Boetticher: Ah...
    Walter: Andiamo! Andiamo!
    Gale Boetticher: Davvero? [Walter annuisce. Gale ride e poi comincia a recitare la poesia] «Quando ascoltai l'astronomo erudito, | quando le prove e i numeri furono messi in colonna dinanzi a me, | quando le carte e i diagrammi mi furono mostrati per aggiungerli, dividerli e misurarli, | quando, seduto, udii l'astronomo e la sua conferenza tra gli applausi della sala, | quanto presto, inspiegabilmente divenni stanco e sofferente, | finché, scivolando via, non mi misi a vagare da solo, | nella misteriosa e umida aria notturna e, di tanto in tanto, | levai lo sguardo nel perfetto silenzio verso le stelle.»[2] Sì, io sono un nerd! [i due ridono e quindi sorseggiano il caffè]

Episodio 7, Un minutoModifica

  • La famiglia è tutto. (Hector "Tio" Salamanca)
La familia es todo.
  • [A Walter, dopo aver visto Jesse con il viso alterato dalle percosse] Adesso sei tu quello bello del gruppo! Paul, ti presento Ringo. Ringo, Paul. (Saul)
  • Te lo dico io che succederà adesso: quel sacco di merda di tuo cognato è finito! Ha chiuso. Hai capito? Io non gli darò pace appena uscirò da qui. Ogni centesimo che lui guadagna, ogni centesimo che la moglie guadagna sarà mio. Ovunque andrà, dovunque si girerà io sarò lì a prendere la mia parte. Sarà costretto a pulire cessi a Tijuana per qualche spicciolo. E io sarò lì davanti a lui a prendermi tutto. Mi vedrà quando si sveglia al mattino e quando strisciando andrà a dormire nella topaia che gli sarà rimasta quando gli avrò distrutto la casa pezzo per pezzo. Starò attaccato al suo culo merdoso per sempre fino al giorno in cui si infilerà una pistola in bocca e premerà il grilletto solo per farmi uscire dalla sua testa. Ecco quello che succederà adesso. (Jesse)
  • I criminali non sanno cosa sia l'onore. Presenti esclusi, ovviamente! (Saul)
  • Marie: Uno schifoso delinquente contro di te e stavi facendo il tuo lavoro. Perché devi essere tu a pagare se hai fatto la cosa giusta?
    Hank: Tesoro, non era la cosa giusta. Il mio lavoro non è questo. Non dovrei lasciarmi sopraffare.
    Marie: In fondo è solo un errore.
    Hank: No, non si tratta solo di un errore. Sono stato...Io sto impazzendo. Capisci? Ormai la notte non dormo più. Sono fermo. Sono come congelato. Mi sento irrigidito, non...non riesco a respirare. Si chiama panico. Fin da quella storia di Salamanca. Tuco Salamanca. Non c'era bastardo che più di lui si meritasse una pallottola. Quello mi ha cambiato. E non riesco più a controllarmi. Io ho cercato di combatterlo ma dopo...dopo El Paso ogni cosa sta precipitando. Quello che ho fatto a Pinkman...Io non dovrei essere così. Questo non sono io. Tutto quello...tutto quello che mi è capitato...te lo giuro su Dio, Marie, credo che l'universo stia cercando di dirmi qualcosa e finalmente sono pronto ad ascoltare. Io non sono l'uomo che credevo di essere. Non mi sento più un poliziotto.
  • Io non sto rifiutando i soldi! Io sto rifiutando te! Hai capito? Non voglio avere niente a che fare con te! Da quando ti ho incontrato tutto ciò di cui mi importava è andato, rovinato, coperto di merda, morto! E tutto da quando frequento il grande Heisenberg! Non sono mai stato più solo! Io non ho niente! E nessuno! Tutto quello che avevo non c'è più! Lo capisci?! No! No! No! Perché? Perché mai dovresti capire? Perché dovrebbe fregartene? Tanto tu ormai hai quello che volevi, giusto? A te non frega un cazzo di me! Hai detto che non sono bravo, non sono niente! Perché dovresti volere me, eh?! Hai detto che la mia metanfetamina è inferiore! Vero? Vero? Hai detto che la mia roba era solo spazzatura! Va a farti fottere! Va a farti fottere! (Jesse)

Episodio 8, Ti vedoModifica

  • Nel viaggio per venire all'ospedale abbiamo trovato solo semafori verdi, tutti i semafori che abbiamo incrociato erano verdi, verdi. Eheh, quando mai capita? Passavamo e bing, bing, scattavano sul verde. Per tutto il tragitto sono riuscito a pensare solo: perché oggi? Perché, perché non ho la possibilità di passare qualche minuto in più con la mia famiglia. Non ho mai desiderato tanto trovare un bell'ingorgo. Almeno sarei rimasto coi miei cari... un altro po'. Comunque sono sopravvissuto a quest'ospedale, e sono molto meno forte di tuo marito. (Walter)
  • Walter "Flynn" Jr.: Tutti sanno chi era Pablo Escobar ma non si sa niente degli uomini che l'hanno arrestato.
    Walter: Non ci avevo mai pensato.
    Walter "Flynn" Jr.: [Hank] Ha detto che i cattivi diventano famosi, ma i buoni si dimenticano.
  • [A Walter] Mi nascondo mostrandomi, come lei. (Gus Fring)

Episodio 9, AtmosfereModifica

  • Nel piccolo villaggio in cui sono nato la vita scorreva molto lentamente eppure questo ci faceva sentire pià sereni. Due dei miei zii erano rinomati dovunque per la loro sublime arte culinaria. Coltivano i deliziosi polli che cuocevano solo con le più fresche e genuine erbe e spezie. Tutti li chiamavano Los Pollos Hermanos. Oggi noi continuiamo a cucinare i polli come facevano i miei zii. Sarebbero fieri di noi. Li condiamo con amore e gran cura solo con i migliori ingredienti e cuociamo i polli alla vecchia maniera, a fuoco lento. Sì, i vecchi metodi sono sempre i migliori per noi dei Pollos Hermanos. Ma non accontentatevi della mai parola! Assaggiateli! Sarete d'accordo. (Spot pubblicitario di Los Pollos Hermanos)
  • Counselor: Avendo la possibilità di fare qualunque cosa tu voglia cosa faresti?
    Jesse: Qualunque cosa mi procuri più grana.
    Counselor: Supponiamo tu abbia tutti i soldi che vuoi.
    Jesse: Non so. Credo...qualunque cosa.
    Counselor: Per esempio?
    Jesse: Per esempio una cosa qualunque. Un lavoro manuale, può darsi.
    Counselor: Manuale? Tipo, non so, il falegname o il tappezziere, magari?
    Jesse: Ho fatto un corso di ebanisteria al liceo. Lavori in legno. Ne avevo iniziati e mollati altri perché non sopportavo gli insegnanti, ma a ebanisteria l'insegnante era...si chiamava...si chiamava signor Pike. Aveva fatto il marine, una roba del genere. Era mezzo sordo. Il compito che dovevo fare durante il corso era una scatola di legno. Tipo un cofanetto. Sì, una scatola con coperchio in cui mettere le cose. Io ho cercato di sbrigarmela in più in fretta possibile, così se andavo in giro invece che a lezione lui non avrebbe potuto bocciarmi dato che avevo già consegnato. Ho finito in un paio di giorni. Un cofanetto un po' sbilenco, sì, ma funzionava: ci potevi mettere dentro tutto quello che volevi. Quando sono andato a consegnarlo al signor Pike per il voto lui l'ha guardato e ha detto "Non sei in grado di fare di meglio?" Sul momento ho pensato "Va al diavolo! Dammi la sufficienza e sbrigati pure così posso andare in giro con i miei amici!" Non lo so, sarà stato per come l'ha detto, non ha mica detto che faceva schifo, mi ha domandato solo se, non fossi in grado di fare di meglio e così mi sono detto "Certo, sì. Posso fare di meglio." Così ho cominciato a farne un altro e un altro ancora. E alla fine del semestre ero al quinto cofanetto. Ne avevo fatto uno... davvero bello. Era una favola. L'esterno era di noce peruviano con l'interno in legno zebrano. Senza chiodi, solo incastri, l'ho carteggiato per giorni e giorni. Era liscio come il vetro. Poi ho impregnato il legno con l'olio di lino, che lo ha scurito, e gli ha dato un profumo... se uno ci metteva dentro il naso e annusava... era perfetto.
    Counselor: E cosa ne hai fatto?
    Jesse: Be'...l'ho dato a mia madre.
    Counselor: Bravo. Sai cosa sto per dire. Non è mai troppo tardi. Puoi iscriverti a un corso d'arte. So che ne fanno nelle università per adulti...
    Jesse: No, non è vero. Non l'ho dato a mia madre. L'ho scambiato con un sacchetto d'erba.

Episodio 10, Caccia grossaModifica

  • Walt: La mosca è un problema!
    Jesse: Non sarà che per caso...hai provato il nostro prodotto?
  • Tu non puoi dare ordini, Adolf! Siamo soci al 50%! (Jesse)
  • Una boccata d'aria? È la tua risposta a "stiamo scivolando in un cumulo di merda"? (Walter)
  • Walt: C'è stato un momento perfetto e mi è passato accanto. Già, avrei dovuto averne abbastanza, arrendermi. Era questo il punto. Tutto questo non avrebbe più senso se non avessi voglia di vivere. Ma dovevo mollare prima che lei lo scoprisse, Skyler. Doveva succedere prima.
    Jesse: Momento perfetto? Per cosa? Per morire? Perché stai parlando di morte?
    Walt: Sto dicendo che ho vissuto troppo a lungo. Uno vuole che sentano la sua mancanza. È così. Vuoi che il ricordo che hanno di te sia...Non so...ma lei si rifiuta. Proprio non vuole capire. Per quanto bene io cerchi di spiegarglielo, in questi giorni è così...Io-io credo che esista una sorta di combinazione di parole...devono esistere alcune parole che messe in un ordine specifico possano spiegare tutto. Ma con lei non...io proprio non le ho proprio trovate queste parole.
    Jesse: Signor White, perché non ti siedi?
    Walt: Eh? Sai, magari prima della finta amnesia temporanea. Ma prima dell'amnesia non avevo abbastanza denaro, quindi no, non allora. E poi in quel momento mia figlia non era ancora nata. Doveva essere dopo la nascita di Hollie.
    Jesse: Signor White...
    Walt: Di sicuro prima dell'operazione. Sì, prima. Oh, cazzo. Quel maledetto secondo cellulare! Mi chiedo come sia stato possibile. Ah, forse era quello il momento giusto: la notte in cui è morta Jane. Io ero...ero a casa e ci occorrevano dei pannolini e ho detto "vado io", ma ovviamente era una scusa. È stata la sera...la sera che ti ho portato i soldi, ti ricordi?
    Jesse: Sì, me lo ricordo.
    Walt: E poi mi sono fermato in un bar. Era strano, non lo faccio mai. Andare in un bar da solo. Così sono entrato, mi sono seduto e...Non te l'ho mai detto.
    Jesse: Che eri andato in un bar?
    Walt: Io...mi sono seduto e quell'uomo, uno sconosciuto, si mette a conversare con me. Era un perfetto sconosciuto, ma invece viene fuori che è il padre di Jane, Donald Margolis.
    Jesse: Di che cosa stai parlando?
    Walt: Ah, certo, allora non lo sapevo. Non era altro che un tizio in un bar. Io l'ho capito soltanto dopo l'incidente, quando è finito su tutti i giornali.
    Jesse: Il padre di Jane?
    Walt: Ma tu pensa alle probabilità. Una volta ho provato a calcolarle: erano astronomiche! Pensa alle probabilità! Io che entro, mi siedo, quella notte, in quel bar, proprio vicino a quell'uomo!
    Jesse: Di che avete parlato?
    Walt: Ehm...dell'acqua su Marte...della famiglia...
    Jesse: In che senso della famiglia?
    Walt: Gli ho detto che avevo una figlia e lui mi ha detto che ne aveva una anche lui. E ha detto che non bisogna mai abbandonare la famiglia. E io non l'ho fatto. Ho seguito il suo consiglio. D'altronde l'universo è casuale. Non è inevitabile. È puro caos. Particelle subatomiche in una collisione continua e senza scopo. È questo che ci insegna la scienza. Ma che ci dice questo? Che cosa ci dice quando la stessa notte in cui la figlia di quell'uomo muore, proprio io sto bevendo un bicchiere con lui, mh? Come può essere casuale?
  • Ero a casa a guardare la tv. Mi pare un documentario sull'habitat degli elefanti. Skyler e Hollie erano in un altra stanza, le sentivo dal baby monitor, lei cantava una ninna nanna. Oh, se solo fossi vissuto fino a quel momento...Non un secondo di più...sarebbe stato perfetto... (Walt)
  • Walt: Jesse, mi dispiace.
    Jesse: Ti dispiace per cosa? Perché sei svitato?
    Walt: Mi dispiace per Jane.
    Jesse: Sì, anche a me...
    Walt: Davvero mi...mi dispiace...
    Jesse: Non è colpa tua. E neanche mia. Non è colpa di nessuno. Neanche sua. Siamo quello che siamo, signor White. Due tossici con un borsone pieno di contanti. Come hai detto tu, nel giro di una settimana saremmo morti entrambi. Ma mi manca. Non sai quanto...
  • [Jesse prende la mosca con un giornale arrotolato] Sì! Oh, zap! Alla fine ti ho acchiappata! Yo! (Jesse)

Episodio 11, ScrupoliModifica

  • [Al Georgia O'Keeffe Museum di Santa Fe[3]]
    Jesse: Non avevi detto che avremmo visto dei quadri con delle vagine?
    Jane: Non ti ho detto che dipingeva delle vagine. Ho detto che alcuni dei dipinti che ha fatto sembrano delle vagine.
    Jesse: Ah, davvero? Io non ce le vedo.
    Jane: Georgia O'Keeffe ha dipinto diversi soggetti. Oggetti quotidiani, panorami e alcuni evocano una natura erotica, la sua natura.
    Jesse: Continuo a non vedere una vagina in questo quadro. Questa tizia aveva un problema mentale?
    Jane: In questo dipinto è ritratta una porta...
  • Jesse: Io non capisco. Come si fa a voler dipingere una porta e continuare a farlo fino a dipingerla dodici volte?
    Jane: Ma non era mai la stessa.
    Jesse: Ah, certo...lo era.
    Jane: Era lo stesso soggetto, ma ogni volta la luce era diversa, il suo umore era diverso, scopriva cose nuove ogni volta che la dipingeva.
    Jesse: E a te non sembra un po' da psicopatica?
    Jane: Quindi non dovremmo fare niente per più di una volta? Dovrei fumare solo questa sigaretta? Magari dovremmo fare sesso una volta sola secondo la tua teoria.
    Jesse: Ma no...no...
    Jane: Dovremmo ammirare solo un tramonto? O vivere solo un giorno? Visto che ogni giorno è differente ogni giorno è una nuova esperienza.
    Jesse: Ok, ammetto che il dipinto del teschio della mucca[4] non fosse male, ma...una porta? Te lo dico di nuovo: una porta! [Fa finta di addormentarsi]
    Jane: [Ride] Perché non una porta? A volte ci si fissa su qualcosa senza capire nemmeno bene perché. Apriti e lasciati andare nel flusso, ovunque ti porti l'universo.
    [Ridono]
    Jesse: Bene, quindi l'universo l'ha portata ad una porta. Si è sentita talmente ossessionata da una cosa che l'ha dovuta dipingere venti volte finché non è stata perfetta.
    Jane: No, non la metterei così. Nulla è perfetto.
    Jesse: Ah, sì? Be', insomma...qualcosa lo è... [Si avvicina per baciarla]
    Jane: Oh, è stato così dolce che mi sta per venire il diabete!
    [Ridono]
    Jesse: Non puoi ammettere almeno per una volta che ho ragione? Andiamo! Quella O'Keeffe ha solo ripetuto decine e decine di volte quel dipinto finché quella stupida porta è stata perfetta.
    Jane: No, era la porta di casa sua e lei la amava. Per me è questo il motivo per cui l'ha dipinta.
  • Chiaramente i suoi gusti in fatto di donne sono come quelli in fatto d'avvocati: solo il meglio del meglio, con una giusta punta di volgarità. (Saul)
  • [Parlando della metanfetamina] Tu non credi che sia ridicolo che la società dica che la birra vada bene e un piccolo assaggio di felicità sia sbagliato? Insomma, che motivo abbiamo di allontanarci completamente da qualcosa che ci fa camminare a dieci centimetri da terra? Devo consumare così tante energie per convincermi che è meglio non usarla e poi mi sento di merda perché mi manca. (Jesse)
  • Se ti impegni abbastanza puoi far funzionare ogni situazione. Una volta ho convinto una donna che ero Kevin Costner! Ed ha funzionato, perché ero io che ci credevo! (Saul)
  • Gus: Mmm, mi stupisce sempre il modo in cui i sensi scatenano la memoria. Questo stufato è semplicemente un'amalgama di ingredienti: presi separatamente questi ingredienti non mi dicono nulla, non hanno alcun significato. Ma, con questa precisa combinazione l'odore di questo cibo istantaneamente mi fa tornare alla mente l'infanzia. Com'è possibile?
    Walter: Praticamente tutto questo avviene nell'ippocampo, dove si formano le connessioni neurali. I nostri sensi permettono ai neuroni di esprimere segnali che ritornano esattamente agli stessi punti del cervello precedentemente utilizzati, cioè dove si conserva la memoria. È una cosa chiamata memoria relazionale.
  • Un uomo deve imparare ad essere ricco. Ad essere poveri sono bravi tutti. (Gus Fring)

Episodio 12, Mezze misureModifica

  • Mike: Be', ero un poliziotto di quartiere, un tempo. Sono intervenuto in casi di violenze domestiche centinaia di volte, in quegli anni. E c'era un uomo... un vero pezzo di merda che non scorderò mai, Gordy. Somigliava a quell'attore svedese, Bo Svenson. Ricorda i polizieschi in tv?
    Walt: No.
    Mike: Be', era... un vero omone. Due metri e dieci. Ma sua moglie, o forse solo la sua donna, era piccolina. Un uccellino. Con dei polsi sottilissimi. Comunque, io e il mio collega intervenivamo quasi ogni week-end. Uno di noi la portava fuori e le diceva: "Signora, questa volta si decida a denunciarlo." Non era una che diceva: "Non posso perché in fondo mi ama", quante ce ne sono capitate... Lei no. Lei aveva solo paura. Semplicemente, non aveva il coraggio di denunciarlo. Non potevamo fare altro che chiamare l'ambulanza, mettere lui in auto, portarlo al comando e sbatterlo in cella a smaltire la sbronza. Ci dormiva sopra e la mattina dopo il rilascio tornava a casa. Ma una sera... il mio collega era malato. C'ero solo io. Un loro vicino telefona, solita storia, le aveva rotto il naso mentre lei era sotto la doccia. Lo ammanetto, lo carico in auto e lo porto via. Ma quella volta... mentre andiamo al comando... sento che quel pezzo di merda seduto dietro di me sta canticchiando Danny Boy. L'unica cosa che so è che non ci ho visto più. Invece che al comando, l'ho portato in un posto deserto. L'ho fatto inginocchiare, e gli ho infilato la pistola in bocca. E gli ho detto: "Adesso basta. L'hai voluto tu." Lui comincia a piangere, a farsela dentro i pantaloni e a giurare su Dio che non la toccherà più. Gridava, per quanto si possa gridare con una pistola in bocca. Gli ho detto: "Sta' zitto. Devo decidere se ti sparo o no." Il vecchio Gordy... stava fermo. Immobile. Come un cane che aspetta gli avanzi della cena. Siamo rimasti lì per un po'. Io fingevo di non sapere che decidere, mentre lui stava buono in ginocchio, coi pantaloni pieni di merda. Alla fine gli ho tolto la pistola di bocca, e gli ho detto: "Guai a te se la tocchi di nuovo, o ti spaccherò dal primo all'ultimo osso che hai in corpo, ti cospargerò di benzina e bla bla bla bla bla bla bla..."
    Walt: Ma non l'ha fatto.
    Mike [Ride e sospira]: Certo che no. Mi illudevo di averlo spaventato. Due settimane dopo, l'ha uccisa. Sissignore. Le ha spaccato la testa con la base di un frullatore. La casa era un lago di sangue quando siamo arrivati. La morale è che è sbagliato adottare mezze misure, perché non risolvono niente. È un errore che non ripeterò. [Si alza] Basta mezze misure, Walt. [Se ne va]
  • Jesse, stammi a sentire: tu non sei un assassino. Non lo sono io e non lo sei tu. (Walt)

Episodio 13, Niente mezze misureModifica

  • Walter: C'è bisogno che mi diate delle garanzie.
    Mike: Le assicuro che potrei ucciderla anche da qui. Le basta come garanzia?
  • Gus: La salute è peggiorata? Le sue condizioni di salute si sono aggravate?
    Walter: Be', che io sappia no.
    Gus: Sente ronzii nelle orecchie, vede lampi di luce, sente voci?
    Walter: Sto abbastanza bene.
    Gus: No, lei non sta bene, non ragiona più, o non avrebbe fatto quello che ha fatto.

NoteModifica

  1. Cfr.: Disastro di Tenerife
  2. Recitando la poesia Quando udii il dotto astronomo di Walt Whitman.
  3. Precisamente sono davanti al dipinto My Last Door, 1952-54, olio su tela, 48 x 84 pollici, Georgia O'Keeffe Museum, Santa Fe.
  4. Georgia O'Keeffe, Ram's Head, Blue Morning Glory, 1938, olio su tela, 20 x 30 pollici, Georgia O'Keeffe Museum, Santa Fe.

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