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Bohumil Hrabal

scrittore ceco

Citazioni di Bohumil HrabalModifica

  • Qui ho visto, quando è tramontato il sole, come si coricano i gattini, come si mettono a strati, come stanno stesi nei nidi di pelliccetta più caldi quei due che qualcuno ci ha buttato dentro il giardino e poi è scappato... Aprilina, preghi per me, perché io continui a stare al mondo, se non altro, ormai, per i miei gattini... Perché per l'inverno non li aspetta altro che l'allevamento al freddo, preghi per noi qui, per le ragazzine, le tre mamme gatte, preghi per Cassius [...].[1]

Incipit di Ho servito il re d'InghilterraModifica

Fate attenzione a quel che ora vi racconto.[2]

Una solitudine troppo rumorosaModifica

IncipitModifica

Da trentacinque anni lavoro alla carta vecchia ed è la mia love story.[2]

CitazioniModifica

  • E io alle falde della montagna mi raggomitolo come Adamo nel cespuglio,[3] con un libro in mano apro gli occhi su un mondo diverso da quello dove appunto stavo, perché io quando incomincio a leggere sto proprio altrove, sto nel testo, io mi meraviglio e devo colpevolmente ammettere di essere davvero stato in un sogno, in un mondo più bello, di essere stato nel cuore stesso della verità.
  • L'unica cosa di cui si può aver terrore al mondo è ciò che si è calcificato, il terrore delle forme rigide, morenti.
  • Ogni oggetto amato è il centro del Paradiso terrestre.

NoteModifica

  1. Da Paure totali; citato in Alessandro Paronuzzi (a cura di), 101 gatti d'autore. Grandi autori, da Benni a Sepúlveda, dalla Morante a García Márquez, da Eco a Twain hanno descritto un gatto, Franco Muzzio Editore, Padova, 1997, pp. 101-102. ISBN 88-7021-844-9
  2. a b Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937
  3. Cfr. Genesi: «Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino».

BibliografiaModifica

  • Bohumil Hrabal, Una solitudine troppo rumorosa, traduzione di Sergio Corduas, Einaudi, Torino, 1999. ISBN 978-88-06-12308-6

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