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Bernardino Varisco

filosofo italiano

Bernardino Varisco (1850 – 1933), filosofo italiano.

Indice

Scienza e opinioniModifica

IncipitModifica

V'è chi ammette il soprannaturale, e chi lo nega.
Importa cercare, e possibilmente decidere, quale sia vera delle due opinioni opposte. E non importa soltanto in teoria. I fini, che devono proporsi così l'individuo come la famiglia e lo stato, risultano in gran parte molto diversi, secondoché al soprannaturale si creda o non si creda. Sicché ogni uomo è, quasi in ogni momento, praticamente forzato a scegliere tra le due opinioni; a scegliere col fatto, quand'anche in teoria intendesse rimaner estraneo alla questione. Una via di mezzo non c'è. E se altri non si cura di formarsi una convinzione in proposito, è indizio ed effetto di fiacco volere. L'indifferenza non è un'opinione ragionevole, ma una malattia morale.

CitazioniModifica

  • Io credo nel soprannaturale, per il sentimento che ne ho. Questo sentimento è forse analogo a quello, per cui nel sogno prendo per delle realtà oggettive certi miei stati psichici; o forse invece a quell'altro per cui distingue la veglia dal sogno un ignorante incapace di giustificare la distinzione razionalmente. (Introduzione, p. 29)
  • Non è lecito scrivere di filosofia senza una soda preparazione scientifica; [...]. (Introduzione, p. 34)
  • Chi scrive, dunque, è positivista, in questo senso, che non ammette come vero (come fondamento o sussidio di una ricerca) se non il vero scientifico, e che coerentemente non è disposto ad accettare come definitivo un risultato, se non apparisca verificato nel modo stesso con cui verifica i suoi risultati la scienza. (Introduzione, p. 35)
  • Una fede, la cui verità fosse razionalmente verificabile, sarebbe scienza, non fede. La fede non soltanto si riferisce al soprannaturale, ma non può avere fondamento che in questo; il che è quanto dire, è impossibile che la sua verità consti alla ragione. (Conclusione, p. 558)

Incipit di La necessità logicaModifica

Il giudizio identico in termini a=a esprime la permanenza del concetto; esprime cioè la stabilità delle connessioni che danno ad a un significato, o ponendo le quali a vien posto come termine d'un linguaggio, non semplicemente oggettivato al pari di qualsiasi puro stato d. c. preso nella sua immediatezza.
Non si deve credere, per altro, che il permanente a sia qualcosa di indipendente dal nostro effettivo pensiero, qualcosa di estraneo ad esso, se non in quanto gli si presenti. La permanenza di a non è intrinseca e assoluta; bensì il risultato del processo d'identificazione, costituito da una serie di posizioni coordinate a de' fatti meccanici; noi identifichiamo delle posizioni successive, e così pensiamo la loro successione come una permanenza.

Citazioni su Bernardino VariscoModifica

  • Nelle sue pagine tormentate affiorano, certo, problemi di grande momento, e magari sempre attuali, ma inseriti in un contesto arcaico, con preoccupazioni lontane dalla coscienza contemporanea, estranee alla problematica del tempo. Di qui, nonostante qualche intervento nella discussione modernista, qualche non felice accento nazionalistico, qualche dubbia concezione politica, una sostanziale lontananza dalla cultura attiva. (Eugenio Garin)

BibliografiaModifica

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