Bartolomeo Colleoni

condottiero e capitano di ventura italiano

Bartolomeo Colleoni (1395 – 1475), condottiero e capitano di ventura italiano.

Bartolomeo Colleoni in un ritratto postumo di Giovan Battista Moroni

Citazioni di Bartolomeo ColleoniModifica

  • [Rispondendo a chi gli riferiva che il duca di Milano Galeazzo Maria Sforza si faceva beffe di lui per l'accentuata propensione verso le donne] Anzi io molto più mi meraviglio, che egli in così giovane età da tanto odio sia preso verso le donne, che né anco abbia potuto sopportare in vita la propria madre.[1][2]

Citazioni su Bartolomeo ColleoniModifica

  • Bartolomeo Colleoni per singolare privilegio di natura, sopra tutti i capitani de' suoi tempi, di tutte le cose ad avvenire possibili, la prudenza ebbe sempre fida rivelatrice ed interprete. (Pietro Spino)
  • Bartolomeo Colleoni, veggendosi impedito dalla fortuna di perpetuare nei proprii figliuoli e nipoti quel nome, di cui era tanto geloso, pensò di immortalarlo con opere di beneficenza, le quali per lui ricchissimo ed alieno dalle vive faccende e dai caldi affetti diventavano in certo modo come un necessario sfogo. Perciò eresse un tempio alla Basella, fabbricò due monasteri a Martinengo, stabilì a Bergamo un luogo pio di 3000 ducati d'entrata per maritare donzelle, ornò di rari marmi e della propria statua la cappella di S. Giovanni Battista su quella piazza, costrusse e destinò ad uso pubblico una gran parte della propria terra di Rumano, donò alla città di Bergamo i bagni solforosi di Trescore ed il canale dei mulini. Tutto ciò rimase a prova della bontà e della potenza di cotest'uomo, a cui la pace, anziché levare, aggiunse lode e autorità. (Ercole Ricotti)
  • Morì il Colleoni di grande età, compiuto quasi il quintodecimo lustro, ma tuttavia così robusto, che passeggiava ogni mattina pel tratto di ben cinque miglia. Ebbe occhi neri e penetranti, corporatura diritta, alta e ben complessa, pelame anziché no fosco e sanguigno: nei lineamenti poi, nell'andare, nell'atteggiarsi una certa virile bontà gli traspariva, che al primo tratto si conciliava riverenza ed affezione. La universal voce lo tacciava di soverchia propensione verso le femmine; e già dicemmo de' suoi amori colla regina Giovanna[3]. (Ercole Ricotti)
  • [Alla sua morte] Pianserlo i piccioli ed i grandi di tutta la patria, come ottimo protettore, benefattore e padre. Pianserlo tutti i soldati, come solo sostegno ed ornamento e splendore dell'arme d'Italia. Le squadre della banda sua, disdegnando l'altrui governo, con l'auspicio ed autorità del suo nome, per quattordici anni militarono senza capo. Ed i veneziani, confessando aver perduto il difenditore della loro libertà, sopra quanti ancor n'avessero prudentissimo ugualmente e fortissimo; in testimonio e monumento perpetuo del suo valore e merito, una statua equestre di bronzo dorata, sopra un gran piedestallo di marmo, per mano d'eccellentissimo artefice[4], nella piazza di San Giovanni e Paolo, con tale inscrizione gli drizzarono:
    BARTOLOMEO COLEONO
    BERGOMENSI
    OB MILITARE IMPERIUM
    OPTIME GESTUM.
    (Pietro Spino)

NoteModifica

  1. Allusione al presunto matricidio di Galeazzo verso la madre Bianca Maria Visconti.
  2. Citato in Ercole Ricotti, Storia delle compagnie di ventura in Italia, vol. III, G. Pomba e Comp. editori, Torino, 1844, p. 213
  3. Giovanna II d'Angiò-Durazzo, nota anche come Giovanna II di Napoli (1371 – 1435).
  4. Andrea del Verrocchio.

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