Ercole Ricotti

storico e politico italiano

Ercole Ricotti (1816–1883), storico e politico italiano.

Citazioni di Ercole RicottiModifica

  • [...] Bartolomeo Colleoni, veggendosi impedito dalla fortuna di perpetuare nei proprii figliuoli e nipoti quel nome, di cui era tanto geloso, pensò di immortalarlo con opere di beneficenza, le quali per lui ricchissimo ed alieno dalle vive faccende e dai caldi affetti diventavano in certo modo come un necessario sfogo. Perciò eresse un tempio alla Basella, fabbricò due monasteri a Martinengo, stabilì a Bergamo un luogo pio di 3000 ducati d'entrata per maritare donzelle, ornò di rari marmi e della propria statua la cappella di S. Giovanni Battista su quella piazza, costrusse e destinò ad uso pubblico una gran parte della propria terra di Rumano, donò alla città di Bergamo i bagni solforosi di Trescore ed il canale dei mulini. Tutto ciò rimase a prova della bontà e della potenza di cotest'uomo, a cui la pace, anziché levare, aggiunse lode e autorità.[1]
  • Morì il Colleoni di grande età, compiuto quasi il quintodecimo lustro, ma tuttavia così robusto, che passeggiava ogni mattina pel tratto di ben cinque miglia. Ebbe occhi neri e penetranti, corporatura diritta, alta e ben complessa, pelame anziché no fosco e sanguigno: nei lineamenti poi, nell'andare, nell'atteggiarsi una certa virile bontà gli traspariva, che al primo tratto si conciliava riverenza ed affezione. La universal voce lo tacciava di soverchia propensione verso le femmine; e già dicemmo de' suoi amori colla regina Giovanna.[2][3]

NoteModifica

  1. Da Storia delle compagnie di ventura in Italia, vol. III, G. Pomba e Comp. editori, Torino, 1844, pp. 211-212.
  2. Giovanna II d'Angiò-Durazzo, nota anche come Giovanna II di Napoli (1371 – 1435).
  3. Da Storia delle compagnie di ventura in Italia, vol. III, G. Pomba e Comp. editori, Torino, 1844, p. 213.

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