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Asma al-Assad

moglie del presidente siriano Bashar al-Asad
Asma al-Assad

Asma al-Assad (1975 – vivente), First Lady siriana.

Indice

Citazioni di Asma al-AssadModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Il mio Paese non è ricco, la società è solidale perché basata sulla famiglia.[1]
  • Dobbiamo ridefinire chi è ricco e chi è povero. Dal punto di vista materiale è semplice. Ma se usiamo altri criteri – senso morale, valori, senso di umanità – il quadro cambia. Si tratta di mobilitare tutte le risorse per la prosperità e il benessere di tutti. Se capiamo che lo sviluppo diseguale è una sfida globale, ci avviciniamo alla soluzione. La povertà porta al terrorismo e all'estremismo, sfide che riguardano tutti.[1]
  • In Europa l'immigrazione è un problema. Per noi è la conseguenza del problema. La gente lascia i nostri Paesi e viene da voi. Ecco allora che lavorare insieme diventa prioritario. Oggi abbiamo in Siria 1,5 milioni di iracheni, oltre 500 mila rifugiati palestinesi e nell'estate 2006 circa 700 mila libanesi si sono rifugiati da noi. È come se in Italia fossero arrivati 5,8 milioni di profughi in pochi mesi. Noi cosa abbiamo fatto? Abbiamo aperto le nostre scuole: sono 30 mila i bambini iracheni che studiano nelle scuole siriane e speriamo con l'anno prossimo di arrivare a 50 mila. Perché lo facciamo? Perché se ai minori diamo la possibilità di studiare, sosteniamo una generazione, e non importa che siano iracheni. Sono i nostri vicini. Abbiamo aperto anche i nostri ospedali. E soprattutto abbiamo aperto i nostri cuori. La Siria non è un Paese ricco e questa ondata ha avuto un grande impatto. Ma cos'altro potevamo fare?[1]
  • Sono cittadina del mondo. A Londra ho avuto modo di acquisire l'eredità siriana. Ed è molto importante, perché se non sai da dove vieni, non avrai mai il senso di dove stai andando. Ai miei figli canto in inglese, ma di più in arabo.[1]
  • Non è tanto importante la posizione che si occupa, ma ciò che si fa. La posizione, però, è una piattaforma incredibile, che va gestita con responsabilità per garantire l'uso delle risorse in modo che possano influenzare positivamente i cambiamenti nel Paese. Più si riesce a costruire un rapporto con la popolazione, più fiducia si crea tra le persone e più efficace sarà l'azione di cambiamento. Il più delle volte le soluzioni vengono dalle persone che hanno problemi.[1]
  • Ho avuto il meglio che la Gran Bretagna potesse offrirmi, ma nello stesso tempo mi è stato insegnato in famiglia il modo di vita siriano. In Siria i miei familiari più stretti sono 200. Occorre tenere unita questa comunità. Con famiglie così, la società è invincibile.[1]
  • Il corpo unico in Siria è il risultato di una storia comune, che dobbiamo salvaguardare. La discussione dovrebbe essere avviata all'interno delle singole religioni. Le interpretazioni dell'islam tra gli stessi musulmani sono diverse, come nel cristianesimo. Tutte le fedi condividono gli stessi valori: amore e compassione, rispetto e integrità, apertura e accettazione dell'altro. Se torniamo a questi valori, la religione unisce.[1]
  • C'è una sola civiltà, quella umana. Certo, ci sono diverse culture, religioni, tradizioni, ed è triste vedere che in un'epoca in cui i mass media sono sviluppati come non mai, il divario divenga giorno dopo giorno più grande.[1]
  • In alcune aree le donne combattono ancora per il diritto di voto. In altri Paesi, invece, occupano un significativo numero di seggi in Parlamento. Per la Siria, posso dire che siamo dei pionieri in diversi campi. Il presidente è stato il primo nel mondo arabo a nominare un vice donna. Abbiamo la maggiore rappresentanza parlamentare femminile nel mondo arabo: il 13 per cento. E cresce il numero delle imprenditrici, delle ministre, delle ambasciatrici, delle scienziate. Nelle forze armate abbiamo sempre più donne che spesso vengono nominate a incarichi importanti per dimostrare che le opportunità sono uguali per tutti i cittadini.[1]
  • Io ho incontrato l'uomo dei miei sogni. Inoltre, nello stesso periodo altri fatti significativi sono avvenuti, specialmente in Siria. L'analfabetismo è sceso. La povertà è calata del 20 per cento, la crescita economica è passata dal meno 1 per cento del 2000 al più 6,1 del 2007. Il Governo si è impegnato a raddoppiare le spese per l'insegnamento in cinque anni. C'è stata una crescita delle opportunità nel nostro Paese in ogni settore. Per alcuni la situazione può sembrare scoraggiante. Io la trovo stimolante.[1]
  • Io sono musulmana ma non uso il velo. Per i terroristi sono quindi una delle peggiori miscredenti.[2]
  • È una guerra ideologica che prospera nell'ignoranza. La sfida è: come aiutare idealmente e culturalmente la nuova generazione? Il più piccolo dei miei figli frequenta la prima media. Metà della sua vita l'ha vissuta in guerra. Non ricorda più cosa vogliano dire semplici azioni come andare ad un ristorante o passeggiare su una spiaggia. Parlo di mio figlio come esempio di una generazione intera. Pensiamo ai bambini che crescono in mezzo alle bestie di Raqqa![2]
  • Sono stata qui fin dall'inizio e non ho mai pensato di andare altrove.[3]
  • Mi è stata offerta la possibilità di lasciare la Siria diverse volte. Queste offerte includevano garanzie di sicurezza e protezione per i miei figli, nonché una certa sicurezza finanziaria. Non ci vuole un genio per capire cosa queste persone in realtà volessero. Si è trattato di un tentativo deliberato di distruggere la fiducia del popolo nei confronti del loro presidente.[3]
  • Non c'è famiglia in Siria che non abbia perso una persona cara. Oggi i genitori partecipano ai funerali dei loro figli piuttosto che ai loro matrimoni.[3]

NoteModifica

  1. a b c d e f g h i j Da un'intervista a Famiglia cristiana; citato in Uniti contro la povertà – Intervista alla moglie del presidente siriano, Codacons.it, 26 ottobre 2008.
  2. a b Citato in Incontro con la First Lady siriana Asma al-Assad, Difesaonline.it, 7 febbraio 2016.
  3. a b c Da un'intervista a Russia 24; citato in In un'intervista la moglie di Assad dice di aver rifiutato diverse offerte di asilo politico, Tpi.it, 18 ottobre 2016.

Voci correlateModifica

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