Alessandro Bausani

islamista, storico delle religioni e glottoteta italiano

Alessandro Bausani (1921 – 1988), islamista, glottoteta, storico delle religioni e traduttore italiano.

  • Nella sua pacifica marcia, che dura da venticinque secoli, il Buddhismo ha diffuso fra le popolazioni raggiunte una serenità, una benevolenza che son ormai tipiche di quelle genti. Ha addolcito la bellicosità dei mongoli e l'aggressività dei tibetani, divenuti il popolo più religioso del globo. Il Buddhismo, ricco d'intelligenza, indica come massima virtù la bontà.[1]
  • Rûmî sembra quasi dostoevskianamente affascinato dall'empietà estrema.[2]
  • Dal punto di vista comparatistico non è esagerato affermare che lo zoroastrismo ha fornito il materiale per la costruzione delle leggende escatologiche di pressoché tutte le grandi religioni del mondo civile: l'Islàm, il tardo Ebraismo, il mondo delle leggende medievali e in gran parte anche, per misteriose vie, il mondo delle saghe scandinave sono senza dubbio tributari della religiosità iranica per le loro visioni di paradisi e di inferni.[3]
  • [Sulla conquista islamica della Persia] Il malcontento che covava sotto l'apparenza di uniformità dell'ortodossia, la pessima situazione del popolo, mai profondamente imbevuto della religione dell'élite, la lite fra trono e l'altare, furono fra le cause che resero così facile la conquista, materiale e anche spirituale, dell'Iran da parte degli Arabi, inferiori come civiltà, ma portatori di una più semplice ed egualitaria religione monoteista, che non conosce caste né sacerdoti, l'Islàm.[3]
  • L'Avesta è, confessiamolo, uno fra i meno leggibili dei grandi libri sacri delle differenti religioni; da un punto di vista estetico si salva solo qualche Yasht e qualche parte degli Yasna: non si dimentichi però che quel che di essa ci resta era appunto ciò che era più necessario per le cerimonie liturgiche e il culto.[3]
  • Secondo la concezione mazdaica anche la materia è creazione buona di Ōhrmazd e non radicalmente cattiva e l'anima non è una triste prigioniera di un lurido corpo, anelante alla separazione e alla liberazione dal medesimo, bensì si è con libera scelta incarnata allo scopo di combattere contro la malvagità introdotta da Ahriman nel mondo. E il mazdeismo è, ancora, religione nazionale, per la quale i non-irani sono esseri demònici.[3]
  • Le religioni totalmente naturalistiche hanno una mitologia in cui le varie forze della natura vengono personificate, il vento, la luna, il sole man mano divengono dèi, si sale dalla terra verso il cielo. Nel mazdeismo sembra, almeno in parte, avvenire il contrario: concetti astratti e trascendenti si personificano man mano, anzi si angelificano, per usare un termine più òstico ma più preciso. Leggendo sia l'Avesta che i testi pahlavici che ce ne ridanno le parti perdute non si può sfuggire nemmeno alla strana impressione che Zarathustra stesso sia sentito fin dal principio, anzi più in principio che dopo, come un essere metaumano, un angelo egli stesso che vaga e conversa con gli angeli, in «terre di visione».[3]

NoteModifica

  1. Da Buddha: la vita e la parola, Elvetica Edizioni, Chiasso, 1999, p. 89. ISBN 88-86639-04-X
  2. Citato in Rûmî, Poesie mistiche, a cura di Alessandro Bausani, 2008. ISBN 978-88-17-12254-2
  3. a b c d e Dall'introduzione di Zend-Avesta, Ghibli, 2014, pp. 5-24, ISBN 978-88-6801-029-4

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