Adrien de Gerlache

esploratore e militare belga

Adrien Victor Joseph de Gerlache de Gomery (1866 – 1934), esploratore e militare belga.

Adrien de Gerlache

Citazioni di Adrien de GerlacheModifica

  • I piroscafi della Pacific Steam Navigation attraversano lo stretto di Magellano facendo scalo a Punta Arenas fin dal 1868; oggi, i piroscafi tedeschi si sono aggiunti a quelli inglesi e Punta Arenas è in comunicazione settimanle con Valparaíso, Buenos Aires e l'Europa. In quello stesso anno la città era stata dichiarata porto franco e da allora la popolazione ha continuato ad accrescersi tanto che all'epoca del nostro passaggio è salita a circa quattromilacinquecento abitanti. La classe dei proletari è in gran parte formata da dalmati, gente laboriosa e onesta che si dedica soprattutto alle opere del mare; anche i tedeschi sono assai numerosi e molti hanno acquistato una buona posizione economica grazie al commercio.[1]
  • Tutti i paesi d'Europa sono rappresentati a Punta Arenas, sia pure per pochi individui soltanto. Il personale amministrativo si compone di un governatore civile, un cancelliere, alcuni impiegati postali, un esattore delle imposte che funge anche da tesoriere, un chirurgo e un comandante del porto. Questa cittadina patagonica è sede di una missione di reverendi padri salesiani i quali dispongono inoltre di due stabili, uno nell'isola di Dawson in territorio cileno e l'altro chiamato Missione del Rio Grande, nella zona argentina della Terra del Fuoco, che accolgono un centinaio di fuegini.[1]
  • L'esempio dell'inglese Reynard che importò greggi di montoni dalle Falkland e fondò una 'estancia' nei dintorni di Punta Arenas è stato seguito con rapidità e ormai l'allevamento di questi animali è diffuso in tutta la Patagonia australe e anche sul lato opposto dello stretto, nella zona pampeana della Terra del Fuoco. Gli 'estancieros' si provvedono di quanto è loro necessario nei magazzini di questa città, grandi empori dove si trova di tutto e dove i cercatori d'oro vendono le rare pepite raccolte nei paraggi desolati tra Capo delle Vergini e Capo Horn.[1]
  • Ushuaia contende a Punta Arenas l'onore d'essere la città più meridionale del mondo; però, malgrado il titolo ufficiale di capitale della Terra del Fuoco, non è che un borgo, una ventina di case in muratura e una cappella in legno.[1]
  • Da qualche anno Ushuaia è luogo di deportazione per i militari condannati alle pene minori; invece gli assassini e i colpevoli di gravi mancanze alla disciplina sono deportati all'isola degli Stati.[1]
  • A dispetto della scarsità di amministrati, Ushuaia vanta una discreta quantità di funzionari. Vi sono governatori e segretari, capo della polizia e comandante del porto, un ricevitore delle poste, alcune guardie penitenziarie, e anche un istitutore e un'istitutrice che dispongono di materiale scolastico modernissimo però mancano gli scolari: i missionari inglesi hanno scuole proprie e quanto ai funzionari argentini, paragonano il loro soggiorno in questa città a una sorta di esilio che sperano il più breve possibile e lasciano la famiglia nella metropoli.[1]
  • La Belgica si era arenata nei pressi di uno scoglio acuminato, irto a cinque metri e cinquanta sotto il livello del mare; di certo la povera nave tocca una punta di roccia, visto che il suo tiraggio d'acqua è di appena cinque metri. Una corrente molto forte che viene da ovest ci trascina sempre più verso la scogliera, sulla quale, di conseguenza, siamo rovesciati.
  • Sollevata dai flutti, la Belgica si dibatte sulla scogliera che può perforarla da un istante all'altro. La nostra povera nave è vicina al disastro, ha già l'aspetto di un relitto miserabile. E la Belgica perduta vuol dire che la spedizione antartica è terminata prima di iniziare.
  • La macchina è spinta al massimo, e il cilindro di bassa pressione usato come cilindro di alta. Intanto la nave si solleva per la nuova marea, ma le ondate sempre più violente ci alzano e ci scaraventano senza tregua verso la scogliera. Improvvisamente, sotto la duplice azione delle forze che la spingono, la nave oscilla su se stessa e segue il movimento delle onde e allora con lena affannosa continuiamo a sollevare l'ancora di speranza, e non senza rammarico tagliamo la gomena dell'ancora a picco, che quindi fummo obbligati ad abbandonare. La brezza di ovest infuoriava spaventosamente, ma la Belgica era salva.
  • Tanto alla mensa degli ufficiali quanto a quella dell'equipaggio si servivano le medesime vivande; mancava generalmente il pesce fresco perché la banchisa era troppo alta e profonda. Per esempio, un filetto di pinguino imperiale costituiva un piatto sufficiente a sfamare l'intero equipaggio.[1]

NoteModifica

  1. a b c d e f g Dai "Taccuini" sulla spedizione nella Terra del Fuoco tra il 1897 e il 1899; citato in Daniele Del Giudice, Orizzonte mobile, Einaudi, Torino, 2009, pp. 23-28, 31-32, 34 e 106. ISBN 978-88-06-19793-3

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