A 30 milioni di km. dalla Terra

film del 1957 diretto da Nathan Juran

A 30 milioni di km. dalla Terra

Immagine 20 million miles to earth (1957) Ymir 2.png.
Titolo originale

20 Million Miles to Earth

Lingua originale Inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1957
Genere Drammatico, fantascienza
Regia Nathan Juran
Soggetto Charlotte Knight
Sceneggiatura Christopher Knopf, Robert Creighton Williams
Produttore Charles H. Schneer
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Note
Effetti speciali: Ray Harryhausen

A 30 milioni di km. dalla Terra, film di fantascienza del 1957 diretto da Nathan Juran.

Incipit

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Spesso i grandi progressi della scienza sono un fatto compiuto prima ancora che il pubblico sappia della loro esistenza. Per esempio, così fu per il lampo accecante che mozziò il fiato al mondo dando inizio all'era atomica. Altrettanto inatteso fu il successivo balzo gigantesco sulla via del progresso che portò l'uomo a 30 milioni di km. dalla Terra. (Voce narrante)

  • Rete, rete! Tante corde per prendere un pesciolino! Quelli del Texas con una corda sola riescono a prendere persino un bufalo. (Mimmo)
  • È davvero orrendo, eppure ha un aria spaventata. (Marisa Leonardo)

Dialoghi

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  • Dott. Leonardo: Ecco qua il mio venditore ambulante! Che cosa hai trovato da vendermi oggi a prezzi di vera concorrenza? Ostriche perlifere che sei disposto cedermi magari per dieci lire all'una?
    Mimmo: Dottor Leonardo, lei è tanto buono e generoso, e sa un sacco di cose. Quindi molto ricco dev'essere.
    Dott. Leonardo: Ricco? Io? Un professore? Eh, ma certo Mimmo. Vieni nella mia villa e cerchiamo di concludere quest'affare.
    Mimmo: Lei ce l'ha 200 lire?
    Dott. Leonardo: È una grossa somma, ma può anche darsi. Su, avanti. Vediamo questo tesoro che vuoi farmi pagare così caro. Coraggio!
    Mimmo: Ma ce l'ha qua 200 lire spice? Nel portamonete?
    Dott. Leonardo: Sì.
    Mimmo: Sono tante, lo so.
    Dott. Leonardo: Certo che sono tante. Ma dimmi un po', perché ci tieni così tanto ad averle e subito?
    Mimmo: Perché con 200 lire io mi compro un bel cappello del Texas. La prego, allora, posso avere quel denaro?
    Dott. Leonardo: Un cappello del Texas?! Ma di che cappello parli?
    Mimmo: Di quelli che portano i cowboy, che vanno a cavallo e sparano, bang, bang, e il cattivo muore.
    Dott. Leonardo: Ah, potenza dei fumetti!
  • Maggiore Generale A.D. McIntosh: La ringrazio anzitutto per la sua sollecitudine, e ringrazio il governo italiano per l'aiuto e la collaborazione che ci è stata accordata. Quello che chiedo tuttavia, per il momento, è che si mantenga un rigoroso segreto.
    Sig. Contino: Ci può contare.
    Maggiore Generale A.D. McIntosh: Quello che sto per rivelarle è incredibile ma vero. Il colonnello Calder è qui di ritorno da una spedizione su Venere.
    Sig. Contino: Su Venere? Mi scusi, ma non capisco.
    Colonnello Robert Calder: Su Venere. Il pianeta Venere.
    Sig. Contino: Sul pianeta Venere?!
    Maggiore Generale A.D. McIntosh: Esattamente.
    Sig. Contino: Venendo qui, ero stato informato che si trattava di qualcosa di eccezionale. Ma il pianeta Venere?!
    Maggiore Generale A.D. McIntosh: È stata la prima impresa interplanetaria. Nel viaggio di ritorno, l'aeronave è stata colpita da una meteora. Meno il colonnello Calder, tutti gli altri sono morti.
    Sig. Contino: È molto triste.
    Maggiore Generale A.D. McIntosh: La metterò al corrente di alcuni dettagli. Le condizioni ambientali su Venere sono tali che l'uomo non può sopravvivere a lungo, anche usando scafandri e apparecchi respiratori perfetti. Alcuni uomini sono morti prima che il pericolo venisse individuato, e anche il dottor Sherman, il grande scienziato, ha contratto il morbo fatale ed è morto qui dopo il salvataggio.
    Sig. Contino: Da non crederci! Orribile ma affascinante.
    Maggiore Generale A.D. McIntosh: Sull'aeronave c'era un cilindro di vetro sigillato molto importante.
    Colonnello Robert Calder: Quel cilindro conteneva l'embrione vivo di un animale di quel pianeta. Dobbiamo trovarlo.
    Dottor Judson Uhl: Ci è indispensabile per accertare le basi fisiologiche che consentono la vita animale lassù. Solo svelato questo segreto si potrà tentare un'altra spedizione.
    Maggiore Generale A.D. McIntosh: E dobbiamo tornarci. Su Venere ci sono importanti giacimenti di minerali necessari al progredire della nostra civiltà.
  • Colonnello Robert Calder: [Sull'Ymir ingigantito] Otto giorni fa era alto così. [Indica l'altezza al petto]
    Giornalista: Ma come si spiega un simile sviluppo? È normale su Venere?
    Colonnello Robert Calder: No, no affatto. Pare accertato che l'atmosfera terrestre ha variato il suo metabolismo. Più aria respira, più sforna tessuti e diventa grosso.
  • Giornalista #1: Il generale McIntosh ci ha detto dell'importanza che è attribuita allo studio di questo animale.
    Dottor Judson Uhl: Infatti, abbiamo scoperto che il suo apparato respiratorio è costituito da elementi fibrosi che filtrano i vapori venefici di Venere. Siamo già riusciti a riprodurre in laboratorio questa materia.
    Giornalista #2: È come una spugna di plastica.
    Dottor Judson Uhl: È ottenuta con resine sintetica.
    Giornalista #1: Dottore, abbiamo sentito dire che le armi da fuoco hanno poca efficacia su questo mostro. Perché?
    Dottor Judson Uhl: Perché non ha né cuore né polmoni. Tutto il suo organismo è costituito da una fitta rete di canali capillari. I proiettili quindi non fanno un gran danno.

Explicit

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Caro è il prezzo che l'uomo è sempre costretto a pagare per amore del progresso. (Dottor Judson Uhl)

Citazioni su A 30 milioni di km. dalla Terra

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  • I trucchi di questo film sono [...] d’altissima qualità, a partire dall’arrivo dell’astronave, che schizza prima sul pelo dell’acqua e poi sprofonda in mare tra un incredibile ribollire di flutti. La scena emana davvero un’impressione di grandiosità e di estrema spettacolarità, grazie anche al gigantesco scafo di metallo. (Luigi Cozzi)
  • Questo Ymir, un bizzarro connubio tra un dinosauro e un antropoide, è senza dubbio una delle creature più riuscite di Harryhausen, che riesce a farcelo apparire come dotato di vita propria, di personalità, e persino di elementari sentimenti, come la paura e l’ira. (Luigi Cozzi)
  • Gli occhi dell'Ymir erano azzurri; li facemmo di quel colore per dargli un'aria più umana. Fra l'altro, la prima sceneggiatura aveva molto più a che fare con la mitologia nordica di quanto si sia poi realizzato.
  • Ricordo un buffo aneddoto che fece venire un complesso di colpa a tutta la troupe mentre stavamo girando il finale di A trenta milioni di chilometri dalla Terra. Il vostro governo ci aveva gentilmente messo a disposizione truppe e carri armati per le scene in cui lo Ymir viene abbattuto in cima al Colosseo: ma quello che nessuno sapeva è che tutta la strada intorno al Colosseo era stata riasfaltata due giorni prima delle riprese, e quando i carri armati cominciarono a manovrare i loro cingoli massacrarono il fondo stradale! Temo che il comune sia stato costretto a far riasfaltare tutto da capo.
  • Volevamo che Ymir risultasse simpatico. Era fuori dal suo habitat. [...] Non era nemmeno aggressivo, a meno che il cane e il contadino non aggredissero lui. Alla fine diventa così tremendo per colpa delle torture umane. Il povero piccolo era un'anima indifesa, un pesce fuor d'acqua. Alla fine si ritrova a Roma, in cima al Colosseo. Ciò fu influenzato da King Kong sull'Empire State Building. Mi sembrava poter essere un buon finale drammatico. L'uomo, ovviamente, distrugge ciò che non riesce a comprendere.
  • Volevo fare un umanoide. Dopo l'esperienza con Mighty Joe Young sapevamo di poter fare di più ma non volevamo creare un uomo.

Altri progetti

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