W. R. Thayer

scrittore ed editore statunitense

William Roscoe Thayer (1859 – 1923), scrittore statunitense.

  • Fin da fanciullo, Cavour aveva una passione ardente per la libertà. L'accoglieva come il principio maestro, che doveva risolvere tutte le difficoltà; e la sua passione era fondata sulla ragione, non era meramente un entusiasmo romantico, né una fiamma che brilla e si spegne. Così, il Cavour voleva applicare la libertà al commercio, all'educazione, alla politica, alla Chiesa. Ne sapeva bene i difetti ed i pericoli; sapeva che per avere i frutti perfetti della libertà bisogna che gli uomini siano colti, morali, civilizzati; che la libertà a metà conduce all'anarchia. Ma non si spaventava del rischio. I danni della vera libertà erano per lui preferibili ai benefizi del feudalismo in dissoluzione.
    Per Bismarck, al contrario, la libertà era una chimera, quasi una pazzia. Sosteneva che nel governo i pochi periti devono dirigere. Copriva di sarcasmo, del quale era maestro, la pretesa che l'opinione della moltitudine, se si contasse a migliaia od a milioni, potesse avere alcun valore. Per conseguenza, disprezzava il suffragio, ed aborriva il suffragio universale. La libertà, diceva spesso, è la parola magica dei demagoghi. (Da Cavour e Bismarck. Un parallelo storico, Tipografia Enrico Voghera, Roma, 1906, pp. 10-11)
W. R. Thayer
  • Il genio di Cavour era positivo ed egli non sciupava il tempo in problemi che la sua ragione aveva dichiarato insolubili. Interamente persuaso che era vano sofisticare sugli enigmi dell'esistenza, rivolse la sua attenzione all'aspetto pratico della religione. Avrebbe voluto che il culto fosse soltanto affare di coscienza e di rito; avrebbe voluto che le verità morali venissero insegnate nella loro semplice maestà invece di essere incastonate in velenose superstizioni. Che fosse ad uomini spirituali affidato di parlare dello spirito. Ma i suoi accenni all'istituzione cattolica, dopo questa diagnosi, sono pochi. Era sicuro che l'istituzione richiedeva una completa riorganizzazione e che rigenerando le condizioni politiche, economiche e sociali del tempo anche la Chiesa sarebbe stata obbligata a riformarsi. (citato in Cavour: l'uomo e l'opera, p. 104-105)
  • Quando Fulton varò il suo piroscafo a ruote Clermont, quando Stephenson fece partire la sua locomotiva Rocket per il primo viaggio, l' umanità s'incamminava su una via di conquiste, di fronte alla quale le campagne di Cesare e l'impero di Napoleone diventavano di secondaria importanza. (citato in Cavour: l'uomo e l'opera, p. 114)

Bigliografia

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  • Italo de Feo, Cavour: l'uomo e l'opera, Mondadori, 1969.

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