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Vincenzo Corrado

cuoco, filosofo e letterato italiano
Vincenzo Corrado

Vincenzo Corrado (1736 – 1836), cuoco, filosofo e letterato italiano.

Indice

Del cibo pitagoricoModifica

IncipitModifica

La dedicazione dei libri può considerarsi o come un dono, che a qualche persona dall'autore facciasi dell'opera sua, o come una raccomandazione, che della dett'opera faccia l'autore a tale persona, la quale possa e vaglia dalle ingiuste accuse e dalle ingiurie nimiche difenderla.

CitazioniModifica

  • Pitagora nell'atto, che dalla cattedra della nostra Italica Scuola dettava sistemi che riguardavano quanto mai fosse fuori di esso lui, e di noi per pascere l'intelletto e l'animo, non trascurò di sistemare peranche ciò che meglio, e più opportunamente al nutrimento ed alla conservazione del meccanico nostro vivere conducesse. [...] è indubitata cosa, che li cibi erbacei siano più confacenti all'uomo,[1] per cui vedesi la più parte dei naturalisti a quella opinione inclinata, che l'uomo naturalmente non sia carnivoro. E se noi ponghiamo mente al parlare delle antiche scritture, rilevaremo con tutta chiarezza che le frutta della terra destinate vennero al nutrimento dell'uomo, e che sopra dei pesci, degli animali terrestri e dei volatili n'ebbe lo stesso uomo soltanto il dominio;[2] sicché l'essersi poi dati alcuni uomini ad alimentarsi di animali fosse stata una necessità di alcuni luoghi, oppure un lusso. (p. 5)
  • Chiamasi quest'erba lattuga perché abonda di latte. Non vi è persona che non la conosca, poiché presso tutte le Nazioni sì antiche, che moderne è stata sempre in grandissima stima nelle mense; se bene i Romani per una favolosa superstizione stiedero fino al tempo del medico Musa a non mangiarla. La lattuga è molto rinfrescante ed è contro l'ubriachezza, perché con la sua frigidità reprime il calor del vino, siccome d'ogni altro cibo caldo; e produce [...] un'infinità di mirabili effetti: in conferma di ciò si legge nell'antica istoria, che Augusto da grave infermità coll'uso della lattuga risanasse, onde in segno di gratitudine l'eresse una statua. (p. 13)
  • Sia la lattuga cappuccia, o lunga, oppur crespa è sempre di piacere per uso d'insalata sia cruda che cotta; e per mitigare la sua frigidità si puol unire con foglie di targone, e di rughetta, e condirla con olio, aceto, e sale. (p. 13)
  • Sono gli spinaci dolci, che nascono da seme spinoso. Se ne fa uso molto nelle cucine; e l'autor dell'Economia del Cittadino in Villa narra che il primo che mangiasse quest'erba fu Democrido tiranno, il quale conobbe anche che il suo sugo sia rimedio contro li scorpioni. Egli n'era degli spinaci tanto amante, che ogni mattina ne volea mangiare una vivanda, condita secondo il meccanismo di quel suo cuoco, che la chiamava Spinacèa. (p. 17)

NoteModifica

  1. Cfr. Vegetarianismo (in passato anche detto "dieta pitagorica").
  2. Cfr. Genesi: «E Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche»; «Poi Dio disse: "Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo».

BibliografiaModifica

  • Vincenzo Corrado, Del cibo pitagorico: ovvero erbaceo seguito dal Trattato delle patate, Donzelli, Roma, 2001. ISBN 88-7989-654-7

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