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Thomas Pynchon

scrittore statunitense

Thomas Pynchon (1937 − vivente), scrittore statunitense.

  • Un grido attraversa il cielo. Non è la prima volta, ma ora è quasi inaudito...[1]

Più vicino a te, o mio divanoModifica

IncipitModifica

Nella classica discussione sull'argomento, nella Summa theologiae Tommaso d'Aquino definì l'accidia, o acedia, uno dei sette peccati capitali. Disse che usava "capitale" nel senso di "primario", di "alla testa di", in quanto quei peccati ne originavano altri, ma sotto la superficie risuonava in modo sinistro un ulteriore e più oscuro significato, che non contrastava con la potenza di quell'argomentazione: tale parola significava infatti anche "meritevole di punizione capitale". Da qui il termine equivalente di "mortale", o quello più incisivo inglese di "deadly".

CitazioniModifica

  • Gli scrittori sono considerati gli esperti dell'accidia. Vengono interpellati di continuo per parlare su questo tema, e non soloper consigli gratuiti, ma anche per dissentarne ai simposi, per capeggiarne le larie unità operative, per rendere competenti testimonianze in udienze sull'accidia. (p. 33)
  • Al pari degli altri sei peccati capitali, l'accidia era considerata al pari progenitrice di un'intera famiglia di peccati minori, o veniali, tra i quali l'ozio, la pigrizia, l'irrequietezza del corpo, l'instabilità e la verbosità. (p. 33)
  • Nel corso dei secoli che seguirono l'Aquinate [Tommaso d'Aquino], l'accidia come argomento letterario ha avuto un paio di grossi successi, in particolare in Amleto [di William Shakespeare], ma l'ulteriore passo fondamentale nella sua evoluzione lo fece solo quando approdò sui lidi americani. (p. 34)
  • Forse il futuro dell'accidia risiede nei peccati contro ciò che oggi pare connotarci sempre di più – la tecnologia. (p. 37)

Incipit di alcune opereModifica

L'incanto del Lotto 49Modifica

Un pomeriggio d'estate Mrs Oedipa Maas, rincasando da un party Tupperware in cui la padrona di casa aveva messo forse un po' troppo kirsch nella fonduta, scoprì che lei, Oedipa, era stata nominata esecutore o – meglio, a suo parere – esecutrice testamentaria di un certo Pierce Inverarity, un magnate immobiliare californiano che una volta nel tempo libero aveva perso due milioni di dollari, ma possedeva ancora beni in quantità, e abbastanza aggrovigliati da renderne l'inventariazione tutt'altro che una passeggiata.

La cresta dell'ondaModifica

È il primo giorno di primavera del 2001 e Maxine Tarnow, anche se qualcuno del database l'ha ancora sotto Loeffler, sta accompagnando a scuola i suoi figli. Sì, forse non hanno più l'età per essere accompagnati, forse è Maxine che ancora non vuole rinunciare, sono solo un paio di isolati, e sulla strada per andare al lavoro e poi le piace, quindi?[2]

Mason & DixonModifica

Palle-di-Neve han disegnato i loro Archi Volanti, costellando i Fianchi dei Capanni non meno che quelli dei Cugini, involando Copricapi nel Vento frizzante soffiante del Delaware: le Slitte son sospinte al coperto e i loro Pattini asciugati e ingrassati con cura, le scarpe deposte nel Vestibolo sul retro, una Calata con le calze ai piedi sulla grande Cucina, in finalizzato Fermento fin dal Mattino, interpunto dai tinnenti Coperchi di vari Bricchi e Pentole fragranti di Spezie per Pasticci, Frutta sbucciate, Grasso di Rognoni, Zucchero caramellato... e i Fanciulli, sempre quasi di Volo, tra gli Schiaffi ritmati di Cucchiaio con Pastella, avendo ghermito per blandizie o rapina quanto loro possibile, proseguono, come ogni pomeriggio di questo nevoso Avvento, verso una Stanza accogliente sul dietro della Casa, arresa da anni ormai ai loro spensierati Assalti.[2]

V.Modifica

1955, la viglia di Natale. Benny Profane, jeans neri, giubbotto di pelle scamosciata, scarpe da ginnastica e cappellone da cow-boy, si trovava a passare da Norfolk, in Virginia.[2]

NoteModifica

  1. Da Gravity's Rainbow, 1973. Citato in Charles Shaar Murray, Jimi Hendrix. Una chitarra per il secolo (Grosstown Traffic: Jim Hendrix and post-war pop), traduzione di Massimo Cotto, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano 1992. ISBN 88-07-07025-1
  2. a b c Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

BibliografiaModifica

  • Thomas Pynchon, L'incanto del Lotto 49, traduzione di Massimo Bocchiola, Einaudi.
  • Thomas Pynchon, Più vicino a te, o mio divano, traduzione di M. Premoli, in Aa.Vv., Otto peccati capitali, Archinto, Milano, 1993, in Geografie del controllo. Saperi, corpi, territori di William Burroughs, Millepiani, n. 19, Milano.

Altri progettiModifica

OpereModifica