Teresa Bandettini

poetessa e ballerina italiana

Teresa Bandettini, nota anche come Amarilli Etrusca (1763 – 1837), poetessa e danzatrice italiana.

Teresa Bandettini

Citazioni di Teresa BandettiniModifica

  • In ne' frigi campi Marsia | non sol dolce suona e canta, | ma più dotto esser si vanta | del di Pindo reggitor. || Fauni, Satiri, e silvani, | Semi-capri, Semi-Dei, | a' soavi carmi e bei | con le orecchie aguzze stan. || Di superbia gonfio il Satiro | vien che Apollo sin derida; | scende Febo alla disfida, | e di sdegno ha colmo il cor. || Canta il Satiro capripede; | l'ira in sen del Dio s'infiamma, | come in legno ascosa fiamma | suol per vento scintillar. || L'Amadriadi ascoltatrici | di gradir Marsia dan segno: | ma al bel labbro accosta il legno | Febo, e ad esso il fiato dà. || Dolce soffio ora vi spinge; | ora tremoli e spediti, | trasvolando, i lievi diti, | fan le Dee maravigliar. || Nuovo lauro al crin s'innesta | delle Muse al reggitore, | ma non scemasi il furore | che in lui Marsia concitò. || Già di Stige al torbo laco | ei giurò la sua vendetta, | e a compirla omai si affretta | sovra il misero mortal. || Ad un pino avvinto il misero | vuol che a poco a poco muoja; | già lo scortica e lo squoja | col coltello rustical. || Stilla il sangue, e vene e muscoli | si discoprono, si mostrano; | e le membra sue s'innostrano, | e una piaga tutte son. || Se tal premio oggi attendesse | chi sé crede un novo Apollo, | qual dovria feral tracollo | ei pur anco sopportar! || Folle è ben chi eccelso vate | odia, e arrogasi ogni vanto. | L'usignuol con roco canto | così sfida augello vil. || Ma pur Febo io già non lodo, | perchè basso fu il confronto, | e a sé stesso fece affronto, | quando al carme lo sfidò. || Ei dovea con il silenzio | rintuzzar l' orgoglio vile, | né dovea cantor gentile | con un Satiro garrir. || L' orso altier, benche in catene, | conscio pur di sua fortezza, | del mastin non ode e sprezza | spesso il rabido latrar. || Tal dovea mostrarsi Apollo; | ma chi vincer può sé stesso? | Né virtù vi è, che dappresso | non si tragga un qualche error. (Apollo e Marsia[1])
  • [...] Prendi, tu dunque prendi | questo fatal addio: | sull'ali del desio | sovente tornerò. | Se non m'inganna speme | anco fia presto giorno | del lieto mio ritorno | che mi conforta il cor.[2]

Citazioni su Teresa BandettiniModifica

  • Il Petrarca, il Tasso e Dante le rivelarono il suo genio poetico. Datasi, per vivere, al ballo, tra una danza e l'altra leggeva la Divina Commedia. Esordì a Bastia, dove la chiamavano La Ballerina letterata [...]. Non era bella, ma
    I caldi occhi movean voci e parole,
    come cantò un senatore bolognese, ed il Cerretti che s'ideò di rispondere a questo sfavillìo, lanciandole un motto ardito all'orecchio, n'ebbe in cambio uno schiaffo. (Eugenio Salomone Camerini)
  • La Bandettini nella sua più tarda età ebbe gravi dolori d'animo: le morirono tre figliolette e poi il marito – Ella patì di un tremolìo in tutta la persona che per reggersi dovea puntellarsi al braccio di altri – Ella dicea scherzando che finiva come avea cominciato: ballando. (Eugenio Salomone Camerini)

NoteModifica

  1. In Poesie estemporanee di Amarilli Etrusca, Per Francesco Bertini, vol. II, Tipografo Ducale, Lucca, 1835, pp. 237-240.
  2. Da L'addio, in Poesia italiana. Seicento Settecento, Antologia della poesia italiana diretta da Cesare Segre e Carlo Ossola, La Biblioteca di Repubblica, Roma, 2004, p. 389.

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