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Citazioni di Stieg LarssonModifica

  • Era sorpresa di essere ancora viva. Notò che stranamente non le importava nulla. Se la morte era il vuoto nero dal quale si era appena svegliata, allora non era niente per cui angustiarsi. Non avrebbe mai notato la differenza. (da La regina dei castelli di carta, p. 75)

La ragazza che giocava col fuocoModifica

IncipitModifica

Era legata con cinghie di cuoio a una stretta branda con il telaio in acciaio. Le cinghie tese sopra il torace premevano. Era stesa sulla schiena. Le mani bloccate all'altezza dei fianchi.
Ormai aveva rinunciato da tempo a qualsiasi tentativo di liberarsi. Era sveglia ma teneva gli occhi chiusi. Se li avesse aperti si sarebbe ritrovata al buio, l'unica fonte di luce era una debole striscia che filtrava da sopra la porta. Si sentiva in bocca un sapore cattivo e non vedeva l'ora di potersi lavare i denti.

CitazioniModifica

  • «Non esistono innocenti. Esistono solo diversi gradi di resposabilità.»

Uomini che odiano le donneModifica

IncipitModifica

Era diventato un rito che si ripeteva ogni anno. Il destinatario del fiore ne compiva stavolta ottantadue. Quando il fiore arrivò, aprì il pacchetto e lo liberò della carta da regalo in cui era avvolto. Quindi sollevò il ricevitore e compose il numero di un ex commissario di pubblica sicurezza che dopo il pensionamento era andato a stabilirsi sulle rive del lago Siljan. I due uomini non erano solo coetanei, ma erano anche nati nello stesso giorno — fatto che in quel contesto poteva essere considerato come una sorta d'ironia. Il commissario, che sapeva che la telefonata sarebbe arrivata dopo la distribuzione della posta delle undici, nell'attesa stava bevendo un caffè. Quest'anno il telefono squillò già alle dieci e trenta. Lui alzò la cornetta e disse ciao senza nemmeno presentarsi.

CitazioniModifica

  • La gente ha sempre dei segreti. Si tratta solo di scoprire quali.
  • Lisbeth non sapeva perché avesse mentito, ma era convinta che fosse stata una decisione saggia. Se l'avvocato Bjurman fosse stato in una lista di insetti minacciati d'estinzione, non avrebbe esitato granché a schiacciarlo sotto il tacco.
  • Lei si accese due sigarette e ne passò una a Mikael. Lui la guardò. Lisbeth Salander era la persona più asociale che avesse mai incontrato. Di solito ignorava ogni suo tentativo di parlare di argomenti personali e non aveva mai accettato la benché minima espressione di simpatia. Ma gli aveva salvato la vita e adesso era uscita in piena notte per andarlo a cercare fuori nel nulla. Le circondò le spalle con un braccio.
  • A notte fonda si svegliò sentendo di essere sola nel letto e guardò giù dal soppalco e lo vide seduto al tavolo, chino sul computer. Rimase a lungo a osservarlo, la testa poggiata sulla mano. Sembrava felice, e lei si sentì all'improvviso curiosamente in pace con la vita.
  • «Che ne fu della ragazza?»
    «Abortì. Wennerström fu accontentato.»
    Lisbeth Salander non disse nulla per dieci minuti. Di colpo i suoi occhi erano diventati neri.
    «Ancora un uomo che odia le donne» mormorò alla fine.
  • «Lisbeth, mi puoi dare una definizione della parola amicizia
    «Che qualcuno ci piace.»
    «Certo, ma cos'è che fa sì che qualcuno ci piaccia?»
    Lei alzò le spalle.
    «L'amicizia – definizione mia – si fonda su due cose» disse lui [Mikael Blomkvist] d'improvviso. «Rispetto e fiducia. Entrambi i fattori devono essere presenti. E deve esserci reciprocità. Si può avere rispetto per qualcuno, ma se non c'è la fiducia, la confidenza, l'amicizia si guasta.»
    Lei continuava a tacere.
    «Ho capito che non vuoi parlarmi di te, ma un giorno o l'altro dovrai decidere se ti fidi di me oppure no. Io voglio che siamo amici, ma non posso esserlo in maniera unilaterale.»
    «A me piace fare sesso con te.»
    «Il sesso non ha niente a che fare con l'amicizia. È vero che gli amici possono fare sesso, ma Lisbeth, se devo scegliere fra sesso e amicizia quando si tratta di te, non ho dubbi su che cosa sceglierei.»
  • «Nel 1924, a diciassette anni, Richard era un fanatico nazista e antisemita che aderì alla Lega nazionalsocialista per la libertà, uno dei primissimi gruppi nazisti svedesi. Non è affascinante che i nazisti riescano sempre a piazzare la parola libertà nella loro propaganda?»

ExplicitModifica

In Hornsgatan gettò per caso un'occhiata verso il Kaffebar e ne vide uscire d'improvviso Mikael in compagnia di Erika Berger. Lui disse qualcosa ed Erika rise e gli mise un braccio intorno alla vita e lo baciò sulla guancia. Scomparvero lungo Brännkyrkagatan in direzione di Bellmansgatan. Il loro linguaggio del corpo non lasciava spazio a errori d'interpretazione — era evidente che cosa avevano in mente.
Il dolore fu così immediato e lancinante che Lisbeth si fermò nel bel mezzo di un passo, incapace di muoversi. Una parte di lei voleva correre per raggiungerli. E poi brandire il cartello di latta e usarne il bordo affilato per spaccare in due la testa di Erika Berger. Ma non fece nulla mentre i pensieri le passavano rapidi per la testa. Analisi delle conseguenze. Alla fine si calmò.
Salander, sei proprio un'idiota penosa disse ad alta voce a se stessa.
Girò i tacchi e si avviò nuovamente verso il suo appartamento fresco di pulizie. Quando passò da Zinkensdamm cominciava a nevicare. Elvis lo lasciò cadere dentro un cassonetto dei rifiuti.

Incipit di La regina dei castelli di cartaModifica

Il dottor Anders Jonasson fu svegliato dall'infermiera Hanna Nicander. Mancavano pochi minuti all'una e mezza di notte.
«Che c'è?» domandò confuso.
«Elicottero in arrivo. Due pazienti. Un uomo anziano e una giovane donna. La donna ha ferite d'arma da fuoco.»
«Aha» fece Anders Jonasson stancamente.
Si era appisolato una mezz'ora prima e aveva ancora sonno. Stava facendo il turno di notte al pronto soccorso dell'ospedale Sahlgrenska di Göteborg. Era stata una serata alquanto faticosa.

Citazioni su Stieg LarssonModifica

  • Mi piacciono i suoi libri, ma sono atipici rispetto alla scrittura scandinava. Millennium non è per nulla realistico, è scritto in stile americano. (Anne Holt)
  • Quando mi domandano: «Hai letto Stieg Larsson? Hai letto Paolo Giordano?» rispondo sempre di no. Un po' perché non mi interessa la narrativa mainstream, un po' perché il tempo che dovrei impiegare per consumare quella mole impressionante di pagine posso usarlo per fare altro. Magari nulla. (Tommaso Labranca)

BibliografiaModifica

  • Stieg Larsson, La ragazza che giocava col fuoco, traduzione di Carmen Giorgetti Cima, Marsilio, 2008. ISBN 9788831794985
  • Stieg Larsson, La regina dei castelli di carta, traduzione di Carmen Giorgetti Cima, Marsilio, 2009. ISBN 9788831796774
  • Stieg Larsson, Uomini che odiano le donne, traduzione di Carmen Giorgetti Cima, Marsilio, 2007. ISBN 978-88-317-93322

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