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===[[Explicit]]===
[[Haile Selassie|Hailè Selassiè]] ha sicuramente commesso molti errori durante il suo lunghissimo regno, prima fra tutti quello di essere stato sempre in bilico tra riforma e conservazione, senza mai operare una scelta risolutiva. Ma la rivoluzione che lo ha travolto nel nome della libertà e del progresso, si è rivelata cento volte più infausta del suo regime; ha causato all'Etiopia danni irreparabili; l'ha sprofondata in quella [[Guerra civile in Etiopia|guerra civile]] che Hailè Selassiè aveva sempre cercato di scongiurare; ha accelerato, anziché bloccare, il processo di disintegrazione del paese. [...] Qualunque sia il giudizio definitivo su Hailè Selassiè, la sua figura merita rispetto e considerazione. È impossibile non provare un sentimento di grande ammirazione e di riconoscenza verso l'uomo che il 30 giugno 1936, dalla tribuna ginevrina della Società delle Nazioni, denunciava al mondo i crimini del fascismo e avvertiva che l'Etiopia non sarebbe stata che la prima vittima di quella funesta ideologia. Per questo suo messaggio, malauguratamente non ascoltato, gli siamo un po' tutti debitori. (p. 336)
 
==''Gli italiani in Africa orientale I. Dall'unità alla marcia su Roma''==
*Sin dall'inizio del suo regno [...] [[Teodoro II d'Etiopia|Teodoro]] si sforza di riportare l'ordine nel paese devastato da un secolo di guerre e di dargli un assetto più moderno con una serie di riforme sociali e amministrative. Memore delle discordie fra i prìncipi, egli cerca innanzitutto di sostituire i grandi feudatari con governatori di nomina imperiale e ligi al potere centrale. Con la stessa Chiesa copta, che gode di privilegi immensi e sazia, in una terra di miserabili, centinaia di migliaia di chierici e di monaci parassiti, non ha riguardi e presto decide di incamerarne i beni accumulati lungo i secoli. (p. 9)
*Con la conquista dei paesi galla, di parte degli Arussi ed ora anche dell'Harrarino, il regno di Menelik equivale ormai in superficie a quello di Johannes, ma è molto più ricco e popolato e tale da poter mantenere un esercito più potente. (p. 228)
 
==Note==
*Angelo Del Boca, ''Italiani, brava gente?'', Neri Pozza, Vicenza, 2005.
*Angelo Del Boca, ''Il Negus'', Editori Laterza, 2007.
*Angelo Del Boca, ''Gli italiani in Africa orientale I. Dall'unità alla marcia su Roma'', Oscar Mondadori, 2015.
 
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