Thomas Hardy: differenze tra le versioni

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*{{NDR|A ottant'anni}} scrive con tanta calma come se stesse già entrando nel porto tranquillo, le vele ripiegate, sospinto da una silenziosa marea. ([[Katherine Mansfield]])
*Thomas Hardy è un grande pessimista. La sua fisionomia di pensatore e di artista sta tutta qui. Ma questa basta a fermarne l'originalità. I moderni, generalmente, traggono il loro pessimismo dall'impressione, dallo studio e dalla rappresentazione più della società che dell'individuo. [...]. Nei romanzi dell'Hardy è altra cosa.<br>Il suo lo si potrebbe definire un pessimismo puro. Esso gli è {{sic|inspirato}} non dalla società umana, ma dall'uomo; non da tutto ciò che è contingente nella vita, ma dalla vita in sé e per sé, dallo stesso fenomeno biologico. ([[Mario Borsa]])
*Una sera, che ero fra gli invitati a un pranzo dell'Omar Kayam Club – uno dei tanti club girovaghi londinesi, che raccoglieva, di prefernza, gente di penna – mi trovai accanto a un vecchierello che doveva aver passato di un bel po' la sessantina: piccolo, esile, con una faccia sparuta e triangolare, con due occhiettini rotondi, pungenti e neri come due capocchie di spillo e due baffetti grigi e appuntiti. Io mi presentai a lui e lui si presentò a me come si costuma in casi simili. Ma quando egli fece il suo nome e io gli dissi tutto l'onore che provavo nel sedere accanto al maggior romanziere inglese allora vivente, egli arrossì come una fanciulla e si impappinò come uno scolaretto. Che la timidezza avesse in lui qualche cosa di morboso era noto a quanti lo frequentavano, ma io non lo avrei creduto se non fosse stato per quell'incontro. ([[Mario Borsa]])
 
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