Nazım Hikmet: differenze tra le versioni

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*Amo in te l'avventura della nave che va verso il polo, <br /> amo in te l'audacia dei giocatori delle grandi scoperte, <br /> amo in te le cose lontane <br /> amo in te l'impossibile.'' {{da controllare|Priva di fonte}}
*I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi <br /> che tu venga all'ospedale o in prigione <br /> nei tuoi occhi porti sempre il sole. <br /> I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi <br /> questa fine di maggio, dalle parti d'Antalya, <br /> sono così, le spighe, di primo mattino; <br /> i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi <br /> quante volte hanno pianto davanti a me <br /> son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi, <br /> nudi e immensi come gli occhi di un bimbo <br /> ma non un giorno han perso il loro sole; <br /> i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi <br /> che s'illanguidiscano un poco, i tuoi occhi <br /> gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti: <br /> allora saprò far echeggiare il mondo <br /> del mio amore. <br /> I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi <br /> così sono d'autunno i castagneti di Bursa <br /> le foglie dopo la pioggia <br /> e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul. <br /> I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi <br /> verrà un giorno, mia rosa, verrà un giorno <br /> che gli uomini si guarderanno l'un l'altro <br /> fraternamente <br /> con i tuoi occhi, amor mio, <br /> si guarderanno con i tuoi occhi.''
*Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti <br /> arrivederci fratello mare <br /> mi porto un po’po' della tua ghiaia <br /> un po’po' del tuo sale azzurro <br /> un po’po' della tua infinità <br /> e un pochino della tua luce <br /> e della tua infelicità. <br /> Ci hai saputo dir molte cose <br /> sul tuo destino di mare <br /> eccoci con un po’po' più di speranza <br /> eccoci con un po’po' più di saggezza <br /> e ce ne andiamo come siamo venuti <br /> arrivederci fratello mare.''
*Sono cent’annicent'anni che non ho visto il suo viso<br />che non ho passato il braccio<br />attorno alla sua vita<br />che non mi son fermato nei suoi occhi<br />che non ho interrogato<br />la chiarità del suo pensiero<br />che non ho toccato<br />il calore del suo ventre<br /><br />eravamo sullo stesso ramo insieme<br />eravamo sullo stesso ramo<br />caduti dallo stesso ramo ci siamo separati
e tra noi il tempo è di cent’annicent'anni<br />di cent’annicent'anni la strada<br />e da cent’annicent'anni nella penombra<br />corro dietro a te.
 
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