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*[[George H. W. Bush|Bush]] preferì la certezza di un Iraq unito sotto la dittatura di Saddam piuttosto che il rischio di un Iraq democratico ma forse diviso tra curdi, sunniti e sciiti. E fu così che il sostegno di Bush a Saddam arrivò al punto da consentirgli di impiegare gli elicotteri e le armi chimiche per reprimere nel sangue la più imponente rivolta popolare esplosa in Iraq all'indomani della liberazione del Kuwait. Ebbene è giunta l'ora di fare autocritica.
*Non si può punire un popolo per le colpe di un dittatore irrecuperabile alla ragione di Stato e al diritto internazionale. Bisogna spegnere i riflettori su Saddam e accenderli sul popolo iracheno. Senza riflettori il narcisismo e la megalomania, che sono la linfa vitale di cui si nutre il tiranno di Bagdad, si esaurirebbero e Saddam sprofonderebbe nell'oblio del capitolo più nero della storia contemporanea dell'Iraq.
 
{{Int|1=Da [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/02/06/ora-cresce-la-paura-per-grandi.html?ref=search ''E ora cresce la paura per i Grandi vecchi malati'']|2=''la Repubblica'', 6 febbraio 1999}}
*L'uscita di scena di [[Husayn di Giordania|re Hussein]] avvia di fatto la fine dell'era post-coloniale in tutto il Medio Oriente e prelude a un'era di radicali mutamenti non solo nei gruppi dirigenti ma anche nella realtà geopolitica dell' intera regione. Il "modello" incarnato da re Hussein è quello del leader ultrasessantenne al potere da vari decenni, con seri problemi fisici e non meno gravi difficoltà politiche.
*Re Hussein a 63 anni è stato in assoluto il leader politico più longevo, 46 anni di potere in uno Stato sorto solo 78 anni fa come ricompensa dell'impero britannico a suo nonno, il re Abdallah, per aver partecipato alla rivolta promossa da Lawrence d' Arabia nel 1916-1918 contro i turco-ottomani.
*Al pari di [[Husayn di Giordania|re Hussein]], il sovrano marocchino si considera un miracolato essendo sopravvissuto a decine di attentati e golpe militari. E non è un caso che l' autoritarismo sostanziale che caratterizza il suo potere si inquadra nel contesto di una nazione multietnica in cui i berberi rappresentano la principale comunità.
*Se la realtà multi-etnica e multi-confessionale dell'Iraq dovesse trovare un governo diverso ispirato alla democrazia e all'autodeterminazione, l'intero Medio Oriente ne rifletterebbe l'esito in una reazione a catena. Ecco perché, quando scocca l'ora della verità, i Grandi malati del Medio Oriente preferiscono tenersi Saddam. Ma l'addio di [[Husayn di Giordania|re Hussein]] ha ricordato a tutti che nessuno è immortale e che è impossibile bloccare il corso della Storia.
 
{{Int|1=Da ''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2003/04/15/il-doppio-gioco-di-damasco.html?ref=search Il doppio gioco di damasco]''|2=''Il Giornale.it'', 15 aprile 2003}}
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