Differenze tra le versioni di "Patricia Cornwell"

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Accesi il fuoco e sedetti dirimpetto alla finestra di oscurità che al sorgere del sole avrebbe inquadrato il mare: era l'ultimo mattino dell'anno più sanguinoso che la Virginia ricordasse dai tempi della guerra civile. In vestaglia, nel cono di luce della lampada, sfogliavo le statistiche annuali di incidenti automobilistici, suicidi, risse, sparatorie, accoltellamenti redatte dal mio ufficio, quando, alle cinque e quindici, il telefono si mise a squillare.
 
{{NDR|Arnoldo Mondadori Editore, traduzione a cura di Anna Rusconi}}
 
===''Insolito e crudele''===
Ricordo quando rastrellavo il fieno, sotto il sole cocente, e in confronto ai bianchi non mi davano niente. Sogno di abbrustolire noccioline in una latta, e di sgranocchiare pomodori come mele mature. Immagino di guidare il camioncino, la faccia rigata di sudore in quel posto odiato che giuravo avrei lasciato.
 
{{NDR|Arnoldo Mondadori Editore, traduzione a cura di Anna Rusconi}}
 
===''L'ultimo distretto''===
"Ho voglia di bere" dichiaro aprendo un cassetto del comò. "Ho voglia di accendere il camino, di bere qualcosa e di farmi una pasta. Tagliatelle paglia e fieno con i peperoni e la salsiccia. È da un sacco di tempo che ho intenzione di prendermi un anno sabbatico e andare in Italia, imparare l'italiano per davvero. Imparare a parlarlo, non solo a pronunciare il nome di qualche piatto. Oppure in Francia. Sì, in Francia. Ci andrei anche adesso" aggiungo con un tono di rabbiosa impotenza. "Potrei andare a stare a Parigi. Senza problemi." È il mio modo di rifiutare la Virginia e tutti quelli che ci vivono.
 
{{NDR|Arnoldo Mondadori Editore, traduzione a cura di Annamaria Biavasco}}
 
===''Postmortem''===
L'acquazzone incessante, cominciato all'alba, aveva infierito sui gigli riducendoli a nudi steli e sparso foglie sull'asfalto e sui marciapiedi. Rivoli d'acqua correvano per le strade; nei campi da gioco e nei prati si allargavano grandi pozze. Andai a dormire con il sottofondo della pioggia che scrosciava sulle lastre di ardesia del tetto e, mentre la notte sfumava nella nebbia dell'aurora del sabato, feci un sogno orribile. Al di là dei vetri della finestra striati di pioggia apparve un volto livido, dai tratti informi e inumani come quelli delle bambole fatte con le calze di nailon. La finestra era buia quando la sagoma apparve, simile a uno spirito maligno, intenta a scrutare all'interno. Mi svegliai e fissai l'oscurità. Soltanto quando il telefono squillò di nuovo capii cosa mi aveva destato. Trovai la cornetta senza annaspare.
 
{{NDR|Mondadori, traduzione a cura di Marco Amante}}
 
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