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→‎Incipit di alcune opere: ordine alfabetico dei titoli: sposto L'Assommoir (prima di La fortuna dei Rougon)
 
{{NDR|Émile Zola, ''Il ventre di Parigi'', traduzione di Maria Teresa Nessi, Garzanti.}}
 
===''La fortuna dei Rougon''===
Quando si esce da Plassans per la Porta di [[Roma]], situata a sud della [[città]], si trova, a destra della strada per Nizza, oltrepassate appena le prime case del sobborgo, un terreno incolto che la gente del luogo chiama "aia di Saint-Mittre".<br />
L'aia di Saint-Mittre è uno spazio rettangolare di una certa estensione, che costeggia il marciapiede della strada: ne è separato soltanto da una striscia d'erba avvizzita. Da un lato, a destra, un vicolo cieco fiancheggia l'aia con una fila di catapecchie; a sinistra e in fondo, l'aia è chiusa da due lembi di muraglie corrosi dal muschio, al di sopra dei quali si scorgono i rami più alti dei gelsi del Jas-Meiffren, una grande proprietà che ha il suo ingresso più giù nel sobborgo. Così, chiusa da tre lati, l'aia è come una piazza che non serve di transito verso alcun altro luogo e che è attraversata solo da chi ha voglia di passeggiare.
 
{{NDR|Émile Zola, ''La fortuna dei Rougon'', traduzione di Sebastiano Timpanaro, Garzanti.}}
 
===''L'Assommoir''===
 
{{NDR|Émile Zola, ''L'ammazzatoio'' (''L'assommoir''), traduzione di Luisa Collodi, Newton Compton editori, Roma 1995.}}
 
===''La fortuna dei Rougon''===
Quando si esce da Plassans per la Porta di [[Roma]], situata a sud della [[città]], si trova, a destra della strada per Nizza, oltrepassate appena le prime case del sobborgo, un terreno incolto che la gente del luogo chiama "aia di Saint-Mittre".<br />
L'aia di Saint-Mittre è uno spazio rettangolare di una certa estensione, che costeggia il marciapiede della strada: ne è separato soltanto da una striscia d'erba avvizzita. Da un lato, a destra, un vicolo cieco fiancheggia l'aia con una fila di catapecchie; a sinistra e in fondo, l'aia è chiusa da due lembi di muraglie corrosi dal muschio, al di sopra dei quali si scorgono i rami più alti dei gelsi del Jas-Meiffren, una grande proprietà che ha il suo ingresso più giù nel sobborgo. Così, chiusa da tre lati, l'aia è come una piazza che non serve di transito verso alcun altro luogo e che è attraversata solo da chi ha voglia di passeggiare.
 
{{NDR|Émile Zola, ''La fortuna dei Rougon'', traduzione di Sebastiano Timpanaro, Garzanti.}}
 
===''Nanà''===
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