Differenze tra le versioni di "Massimo Piattelli Palmarini"

(→‎Citazioni: Gerald Holton e l'analisi tematica)
 
==''Scienza come cultura''==
===[[Incipit]]===
È stato detto che ogni introduzione serve innanzi tutto a scusarsi per il libro che ''non'' si è scritto. Se si volesse spingere questa tesi a un estremo, allora per ogni libro reale, esisterebbe nella testa del suo autore, un anti-libro o contro-libro virtuale. Forse un po' come oggi, in fisica, si considera ogni particella reale contornata da uno sciame di particelle virtuali. Il libro che non ho scritto è un libro ''di'' scienza. Le sue ripercussioni sul libro che ho scritto, su questo libro sono molteplici. Avendo sempre in mente quell'altro libro, ad ogni momento avrei voluto spiegare, sottilizzare, dare degli antefatti, richiamare nozioni, fatti, personaggi. L'alter ego, l'autore potenziale e represso di quell'altro libro si imparentava con quel personaggio esoso e un poco ridicolo che a Napoli chiamano ''o' professo'''. (Premessa)
 
===Citazioni===
*Nell'abbazia di Westminster c'è un sepolcro e su questo una iscrizione, forse la più bella che l'uomo abbia scolpito per un altro uomo: «Si rallegrino i mortali – ecco subito l'ossimoro, il bisticcio – che tra loro sia vissuto un cotale e cotanto lustro del genere umano». Questo grande eroe del razionalismo, questo ''humani generis decus'' è celebrato dal poeta [[Alexander Pope]] con un distico dalla musicalità intraducibile, nel quale la rima baciata tra notte e luce (''night'' e ''light'') genera l'ossimoro della conoscenza e dell'ignoranza. «Natura e leggi di natura erano nel grembo della notte, e Dio disse sia fatto [[Isaac Newton|Newton]] e tutto fu luce». (I Vestibolo: ritratti degli eroi fondatori. Isaac Newton: il tutto nella parte, pp. 25-26)
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