Differenze tra le versioni di "J. M. Coetzee"

 
==''La vita degli animali''==
*Chi viveva nelle campagne intorno a [[Campo di sterminio di Treblinka|Treblinka]] – polacchi, per lo più – diceva di non sapere che cosa accadeva nei campi di sterminio; diceva che, pur intuendo in linea di massima che cosa accadeva, non ne era certo; diceva che, pur sapendo in un certo senso, in un altro senso non sapeva affatto, non poteva permettersi di saperlo per il proprio bene. (p. 28)
*Vorrei tornare per l'ultima volta ai luoghi di morte che ci circondano, i [[Mattatoio|macelli]] ai quali noi, in un massiccio sforzo comune, chiudiamo i nostri cuori. Ogni giorno ha luogo un nuovo olocausto, e tuttavia, a quanto vedo, il nostro essere morale non ne viene neppure scalfito. (p. 47)
*Chissà perché, pensa, sua madre ha accettato di rispondere alle domande del pubblico. Dovrebbe sapere che le [[Conferenza|conferenze]] attirano pazzi e squilibrati come un cadavere attira le mosche. (p. 48)
*Ciò che teme, mentre la conversazione langue, è che qualcuno se ne venga fuori con quella che lui chiama La Domanda – «Ms. Costello, che cosa l'ha indotta a diventare [[vegetarianismo|vegetariana]]?» – e a quel punto lei, dandosi grandi arie, faccia ricorso a quella che lui e Norma chiamano La Risposta di [[Plutarco]]. Dopodiché toccherà a lui e a lui soltanto riparare il danno.<br>La risposta in questione viene dai saggi morali di Plutarco. Sua madre la conosce a memoria; lui sa riprodurla solo in modo imperfetto. «Lei mi domanda per quale ragione mi astengo dal mangiare carne. Io d'altra parte mi meraviglio come lei possa appressarsi alle labbra la carne del morto animale, mi meraviglio che non trovi ripugnante masticare la carne di animali scannati e smembrati e ingerire la marcia delle ferite mortali». Plutarco sa come troncare una conversazione: è per via della parola «marcia». Tirare in ballo Plutarco è come gettare il guanto; dopo, non è possibile prevedere che cosa accadrà. (p. 50)
*«Ma il suo vegetarianismo, Ms. Costello,» precisa il rettore Garrard gettando acqua sul fuoco «nasce da una convinzione morale, non è così?».<br>«No, non credo» risponde sua madre. «Nasce dal desiderio di salvarmi l'anima».<br>Ora c'è veramente un gran silenzio, interrotto solo dal tintinnio dei piatti mentre le cameriere depongono la meringata davanti a ciascun commensale.<br>«Be', ha tutto il mio rispetto» dice Garrard. «Come scelta di vita».<br>«Le scarpe che indosso sono di pelle» dice sua madre. «Anche la mia borsa è di pelle. Se fossi in lei non esagererei con il rispetto».<br>«La coerenza» mormora Garrard. «La coerenza è lo spauracchio delle menti anguste. Di certo si può tracciare una distinzione fra mangiare carne e indossare accessori di pelle».<br>«Sono gradi diversi di oscenità» ribatte lei. (p. 56)