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[[Immagine:EmileZola.jpg|thumb|Emile Zola]]
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'''Émile Zola''' (1840 – 1902), giornalista, scrittore e saggista francese.
 
==Citazioni di Émile Zola==
*Fino a tanto che avrete qualche cosa di vostro, e che il vostro livore contro il [[Borghesia|borghese]] non proverrà da altro che dal vostro rabbioso bisogno d'essere borghesi a vostra volta, non sarete degni mai della [[felicità]].<ref>Da ''Germinal'', traduzione di L. G. Tenconi, Fabbri Editori, 2001.</ref>
*{{NDR|Su [[Johann Strauss jr]]}} Ha mostrato come il mondo può essere bello, io invece ho scritto come il mondo può essere brutto.<ref>Citato in Roberto Iovino, ''Gli Strauss: una dinastia a tempo di valzer'', Camunia, 1998.</ref>
*Il talento del Signor [[Édouard Manet|Manet]] è fatto di semplicità e di esattezza. Senza dubbio, davanti alla natura incredibile di alcuni dei suoi colleghi si sarà deciso ad interrogare la realtà, solo con sé stesso: avrà rifiutato tutta la perizia acquisita, tutta l'antica esperienza, avrà voluto prendere l'arte dall'inizio, cioè dall'osservazione esatta degli oggetti. Si è dunque messo coraggiosamente di fronte a un soggetto, ha visto questo soggetto per larghe macchie, per opposizioni vigorose, e ha dipinto ogni cosa così come la vedeva.<ref>''Le talent de M. Manet est fait de simplicité et de justesse. Sans doute, devant la nature incroyable de certains de ses confrères il se sera décidé à interroger la realité, seul à seul: il aura refusé toute la science acquise, toute l'expérience ancienne, il aura voulu prendre l'art au commencement, c'est à dire à l'observation exacte des objects. Il s'est donc mis courageusement en face d'un sujet, il a vu ce sujet par larges taches, par oppositions vigoureuses, et il a peint chaque chose telle qu'il la voyait''. (citato in Lionello Venturi ''Storia della critica d'arte'', Einaudi, Torino, 1966, p. 270)</ref>
*Io [[accusa|accuso]].<ref>Titolo di una lettera aperta al presidente francese, in cui denunciava il comportamento dell'esercito francese nell'affare Dreyfus. Pubblicata sul giornale ''L'Aurore'' il 13 gennaio 1898.</ref>
:''J'accuse''.
*Il talento del Signor [[Édouard Manet|Manet]] è fatto di semplicità e di esattezza. Senza dubbio, davanti alla natura incredibile di alcuni dei suoi colleghi si sarà deciso ad interrogare la realtà, solo con sé stesso: avrà rifiutato tutta la perizia acquisita, tutta l'antica esperienza, avrà voluto prendere l'arte dall'inizio, cioè dall'osservazione esatta degli oggetti. Si è dunque messo coraggiosamente di fronte a un soggetto, ha visto questo soggetto per larghe macchie, per opposizioni vigorose, e ha dipinto ogni cosa così come la vedeva.<ref>''Le talent de M. Manet est fait de simplicité et de justesse. Sans doute, devant la nature incroyable de certains de ses confrères il se sera décidé à interroger la realité, seul à seul: il aura refusé toute la science acquise, toute l'expérience ancienne, il aura voulu prendre l'art au commencement, c'est à dire à l'observation exacte des objects. Il s'est donc mis courageusement en face d'un sujet, il a vu ce sujet par larges taches, par oppositions vigoureuses, et il a peint chaque chose telle qu'il la voyait''. (citato in Lionello Venturi ''Storia della critica d'arte'', Einaudi, Torino, 1966, p. 270)</ref>
*La [[scienza]] ha promesso la felicità? Non credo. Ha promesso la [[verità]], e la questione è sapere se con la verità si farà mai la felicità.<ref>Discorso agli studenti parigini, 18 maggio 1893.</ref>
*La verità è in cammino e niente la potrà fermare.<ref>''La verité est en marche: rien ne peut plus l'arrêter''. (dal ''Figaro'', 25 novembre 1897)</ref>
*«Se ti permettessero di salvarne dieci, chi sceglieresti? Scelta difficile. Se fossi la potenza infinita, li salverei tutti. Perché questi e non quelli? Certo io non posso vedere tutto essendo limitato, ma mi sembra che la Vergine non faccia opera di buon giustizia distributiva, e che sia crudele scegliere. Sembra, come la natura, obbedire al caso, senza giustizia». – Mi ha risposto che anche lui ci aveva pensato spesso, ma che bisognava inchinarsi alle decisioni della divinità, i cui atti sfuggono al nostro giudizio. Anche lui avrebbe voluto salvarli tutti. – La sua storia del malato che tornava tutti gli anni […] Volle convincerlo che, se la Vergine non lo salvava, era perché lo riservava a gioie future straordinarie. Gli salvava l'anima. – «Non è quello che veniva a cercare», ho risposto. In effetti, se tutti vogliono guarire, è la Terra che vogliono, non il Cielo.<ref>Da ''Viaggio a Lourdes'', Medusa, Milano, 2010, p. 42.</ref>
*Un'[[opera d'arte]] è un angolo della creazione visto attraverso un temperamento.<ref>Da ''Mes haines''.</ref>
*{{NDR|Su [[Johann Strauss jr]]}} Ha mostrato come il mondo può essere bello, io invece ho scritto come il mondo può essere brutto.<ref>Citato in Roberto Iovino, ''Gli Strauss: una dinastia a tempo di valzer'', Camunia, 1998.</ref>
 
==''Germinale''==